Creature nella notte: il macabro dagli occhi di Tim Burton – Coraline

1 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 1 1 Flares ×

Benvenuto, lettore. Prima di iniziare vorrei dirti subito cosa leggerai in queste settimane estive all’interno di questa rubrica. Partirò dai film, dalla vita, dallo stile del grande regista visionario Tim Burton per andare indietro nel tempo alla ricerca di quelle pellicole, quegli attori, quegli stili di regia che tanto lo hanno affascinato nella sua giovinezza da trasformare Tim Burton… in Tim Burton.

Ecco che allora queste pagine sono rivolte tanto a coloro che amano questo regista quanto a coloro che vogliono conoscerlo ed apprezzarlo di più, riscoprendo attraverso lui piccole o grandi perle del passato dimenticate o vivide ancora nella mente di ogni cinefilo. Se pensi che questo è quello che cercavi, possiamo iniziare. Pronti… partenza… via!

Coraline e la porta magica

Giunti al nostro ultimo appuntamento con questa rubrica dedicata al grande Tim Burton, ho preso la decisione di spostare lo sguardo non più su attori o film amati dal regista quanto su un’opera, un piccolo capolavoro, realizzato in stop motion e, per la prima volta con questa tecnica, in 3D e per la regia di un amico di vecchia data dello stesso: Henry Selick, il regista di Nightmare before Christmas.

Il motivo lo spiegherò in seguito. Il film in questione uscì nel 2009 e sbalordì la critica, in positivo, oltre ad avere un buon riscontro al box office e nel mercato home video: Coraline e la porta magica.

Trama

Coraline Jones (Dakota Fanning; La guerra dei mondi, Push) è una bambina di 11 anni che si trasferisce nella sua nuova casa insieme ai genitori, sempre presi dal loro lavoro. Conosce il coetaneo vicino di casa Wybie e un gatto nero davvero ambiguo.

Quando, però, trova una bambola fin troppo somigliante a lei, scopre una porticina nel suo soggiorno che la conduce in un mondo parallelo dove tutti hanno degli strani bottoni negli occhi e i suoi genitori “alternativi” sembrano molto più amorevoli. Ma bisogna stare attenti a quello che si desidera.

Firmato Henry Selick

Non è molto vasta la produzione di questo regista statunitense, emerso davvero proprio grazie all’amico Tim Burton che gli affidò la regia della sua storia, nel lontano 1993, sull’immaginifico e divertentissimo Nightmare before Christmas, poiché lo stesso Burton era occupato sul set di Batman – Il ritorno.

Trailer del film:

I loro rapporti, però, iniziarono ad incrinarsi quando il film uscì nelle sale e successivamente in VHS e riscosse un grande successo, innalzando nel mondo il nome di Tim Burton su quello di Henry Selick, rimasto oscurato dal collega.

Il loro rapporto s’incrinò ulteriormente pochi anni dopo quando, nel 1996, Burton gli produsse il film in live-action e stop-motion James e la pesca gigante che fu un flop al box office e poi venne, in parte, rivalutato nel passaggio televisivo. Selick accusò la produzione, e quindi Burton, di non aver promosso al meglio il film e per questo i due artisti si allontanarono definitivamente.

Fa sorridere, quindi, come molti siano andati al cinema a vedere Coraline e la porta magica convinti del tocco magico burtoniano. In realtà, però, questo tocco qui non c’è. Ma non è una nota negativa per la storia.

Scritto da Neil Gaiman

Neil Gaiman è forse uno dei romanzieri che più viene collegato all’universo burtoniano per l’uso spudorato del macabro e del grottesco senza mai eccedere nello splatter e scrivendo sempre per un pubblico giovane che lo conduce verso un universo fantastico ed immaginifico con opere come Il cimitero senza lapidi e altre storie nere, Il figlio del cimitero, Stardust e, appunto, Coraline.

Gaiman si affidò totalmente al regista che si occupò di scrivere anche la sceneggiatura della trasposizione cinematografica, pensando sin dal primo istante di trasportarlo in stop-motion.

Introdusse il personaggio dell’amico Wybie e della bambola, oltre ad alcuni elementi che funzionano perfettamente sul grande schermo, facendo di questo film sin da subito un piccolo cult. Pare che sia in fase di pre-produzione la trasposizione del romanzo Il figlio del cimitero, sempre per la regia di Selick e, ovviamente, in stop-motion e 3D.

Il freak burtoniano e il freak di Selick

Quello che più colpì la critica e il pubblico fu il personaggio di Wybie, creato appositamente per il grande schermo e forse il personaggio che più potrebbe avvicinarsi all’universo burtoniano poiché il più freak, il più strano e diverso, conteso tra i due mondi di cui narra la storia.

Il richiamo burtoniano ci fu sin dall’inizio per via dello stile grottesco della storia, per l’uso di nebbia e oscurità. Ma la mano di Selick è presente comunque per lo stile psichedelico, per la forte fotografia uggiosa e per la caratterizzazione di tutti i personaggi dall’aspetto ambiguo, oltre ad un ottimo 3D.

Come parte del pubblico vede Coraline:

Ecco allora che lo stile burtoniano, scavando oltre l’apparenza, si scopre diverso e lontano da quello che Selick usa qui, portando i due registi finalmente ognuno per la propria strada, malgrado siano spesso strade parallele. Il romanticismo profondo e filosofico burtoniano in Selick appare più evidente e quindi esplicito. Eppure questo film, nella sua resa finale, è una piccola perla che non si può non vedere.

Lo stile Burtoniano

Ma allora, in definitiva, qual è lo stile di Tim Burton? La forza di Burton sta nell’essere stato riconoscibilissimo sin dal suo primo lungometraggio, Pee-Wee Big Adventure’s, per avere sempre una sua profonda poetica dietro al suo solito stile che miscela perfettamente il gotico, l’aspetto macabro e spesso grottesco, con l’essenza pop che lo porta ad essere un regista post-moderno. Nei film di Burton l’elemento essenziale è quello visivo.

Nascendo disegnatore, fumettista, l’immagine è sempre stata l’imprescindibile partenza per la creazione delle sue storie, da Edward a Nightmare (creati totalmente da lui), da Mars Attacks! a Sleepy Hollow. L’immagine e la composizione della stessa è il cuore palpitante delle opere burtoniane, senza però dimenticare la storia, la poesia sull’immagine e dietro l’immagine.

Portare avanti lo stile visivo di Sleepy Hollow e Sweeney Todd, la fantastica visionarietà di Big Fish e La fabbrica di cioccolato o lo stile del dark Edward in contrasto con la dolce donzella interpretata da Winona Ryder, precedentemente goth nella storia di Beetlejuice.

E ancora importanti nella filmografia burtoniana sono le interconnessioni tra le pellicole: il corto Vincent sembra poi ritrovarsi in La sposa cadavere, dove il protagonista Vincent (appunto) sembra essere estraneo al mondo in cui vive tanto quanto il primo Vincent sembra esserlo nel suo. O come Benjamin Barker in “Sweeney Todd” sembra essere un Edward cresciuto, vendicativo, che torna dall’isolamento del suo castello e, tolto l’amore ormai perduto, va contro coloro che lo hanno escluso dalla società, dal mondo, dalla possibilità di una vita.

Mix film di Tim Burton:

Il mistero di Sleepy Hollow che diventa manifesto anti-hollywoodiano di Burton contro alla perdita della possibilità di portare sullo schermo il “suo” Superman, preceduto da Mars Attacks! che va contro alla politica, alla società, allo star system cui Burton cerca di tenersi lontano. Prima ancora degli alieni è, però, Batman – Il ritorno ad essere l’opera più hollywoodiana quanto più autoriale mai azzardata da Burton. Film cupo e pieno di freak, oscura il protagonista a favore del trittico di villain che ora hanno nuova linfa vitale.

Insomma, le fiabe dark di Tim Burton, la sua visionarietà pop, i rimandi al cinema che ha amato da ragazzo, le metafore e lo stile romantico lo hanno reso unico nel suo genere ed uno di quei registi che sono nati e cresciuti (professionalmente) esattamente nel periodo migliore per le proprie doti artistiche.

La sua visione del mondo è ormai conosciuta ovunque e il suo lascito ai posteri rimarrà immortale ed eterno, malgrado alcuni alti e bassi necessari ad una crescita ed a una trasformazione nel presente e verso il futuro.

Conclusione

Spero tanto che in queste dieci settimane estive, tu che mi hai accompagnato con tanta pazienza, hai trovato tra queste righe informazioni, immagini, video che non conoscevi e che ti è piaciuto scoprire per capire ancora di più questo grande artista dalla sconfinata fantasia.

Concludo questa rubrica con la consapevolezza che anch’io ora lo seguirò, lo criticherò, lo amerò o lo odierò ancora di più e aspetterò pazientemente il prossimo 18 Gennaio 2013 per andar a vedere il suo nuovo lungometraggio in stop-motion e 3D Frankenweenie.

Per il resto, come ho fatto di volta in volta, ti auguro sempre i sogni più oscuri e macabri e… alla prossima!

Con lugubre affetto,

Luca.

Lista dei film visionati nelle scorse settimane:

1- Frankenstein e La moglie di Frankenstein

2- L’evoluzione di Dracula il vampiro

3- Il mostro della laguna nera

4- Gli argonauti

5- Il mostro di Londra

6- La terra contro i dischi volanti

7- King Kong vs. Godzilla

8- Willy Wonka

9- I vivi e i morti / La maschera di cera

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

1 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 1 1 Flares ×