Oltre che il titolo dell’indimenticabile commedia di Blake Edwards (1968), “Hollywood Party” è una delle mie trasmissioni radio preferite: fra le poche in grado di parlare di cinema in modo allo stesso tempo divertente e molto preparato. Dalla sigla capolavoro in poi (con la voce di Benigni a presentarla come “La più grande trasmissione della radio dai tempi de Marconi”).
In questi giorni in cui tutti i riflettori sono puntati sul più importante festival del cinema italiano con annessi glamour ed intellettualismo (e non nego che io avrei voluto essere li a commentare) eccoci qui, come ogni settimana, a parlare delle uscite del weekend.
Una sottile e commovente esplorazione di sentimenti, rapporti, bisogni e assenze. Questo è Il rifugio, l’ultimo suggestivo film del regista francese François Ozon, in questi giorni nelle sale. Leggi nel mio articolo il motivo per cui, tra tanti campioni d’incassi, lo consiglio.
Jack Campbell (Nicolas Cage) è un dinamico presidente finanziario di una multinazionale. E’ single e apparentemente felice considerando ferrari, donne e donna delle pulizie. Sembra non mancargli nulla.
Che cosa fosse l’intellighentia di sinistra, credevo che ormai non lo sapesse più nessuno. Ma forse non è così, se è vero che il buon Carlo Verdone domenica ha riempito giornali e telegiornali proprio con questo argomento. Il simpatico attore/regista ha rilasciato infatti un po’ di dichiarazioni alla vigilia della Mostra di Venezia, dove presenterà una retrospettiva dedicata alla commedia italiana.
Non si può sfuggire al proprio destino. Questo è il monito che accompagna, dall’inizio alla fine, il legal thriller appena uscito nelle sale Giustizia Privata. La pellicola, diretta da F. Gary Gray, è un vero e proprio giallo psicologico ad alta tensione, e vede protagonisti Jamie Foxx (splendida la sua interpretazione in Ray) e Gerald Butler (che ricordiamo tutti in 300) in uno scontro all’ultimo sangue.
Continuiamo l’intervista a Marco Luca Cattaneo, la cui prima parte è stata pubblicata la scorsa settimana, in occasione dell’uscita del suo film Amore Liquido, di cui ho anche scritto una recensione. Oggi parliamo delle difficoltà di dirigere, produrre e distribuire un’opera prima indipendente.
Un ruolo commuovente per Harrison Ford e per Annette Bening. Lui è un cinico e insensibile avvocato, che pur di speculare, avere fama e denaro, è pronto a nascondere prove schiaccianti e mentire alla famiglia.
Di Salvatore Mereu ricordo vagamente di avere visto il suo quasi-esordio “Ballo a tre passi”, nel 2003: ma se devo essere sincero, del film in sé ricordo ben poco. Comunque il film fu accolto alla grande dalla Mostra del Cinema di Venezia, dove addirittura vinse il premio della “Settimana Internazionale della Critica”.
Rientrato fresco fresco dalla mia entusiasmante esperienza al Festival di Locarno con Luigi e da qualche breve giorno di vacanza, eccomi di nuovo ad introdurre i film che vedremo questa settimana al cinema. Un avviso a chi ancora non mi conosce: non aspettarti la semplice trama…non per niente mi chiamo Kattivo!

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