Creature nella notte: il macabro dagli occhi di Tim Burton – Alieni

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Benvenuto, lettore. Prima di iniziare vorrei dirti subito cosa leggerai in queste settimane estive all’interno di questa rubrica. Partirò dai film, dalla vita, dallo stile del grande regista visionario Tim Burton per andare indietro nel tempo alla ricerca di quelle pellicole, quegli attori, quegli stili di regia che tanto lo hanno affascinato nella sua giovinezza da trasformare Tim Burton… in Tim Burton.

Ecco che allora queste pagine sono rivolte tanto a coloro che amano questo regista quanto a coloro che vogliono conoscerlo ed apprezzarlo di più, riscoprendo attraverso lui piccole o grandi perle del passato dimenticate o vivide ancora nella mente di ogni cinefilo. Se pensi che questo è quello che cercavi, possiamo iniziare. Pronti… partenza… via!

La terra contro i dischi volanti

Abbiamo parlato di molte creature notturne, solitarie, introverse che hanno invaso il cuore, la mente e l’intero mondo del nostro regista preferito sin dalla sua infanzia, forgiandolo totalmente. C’è una specie di creature a cui piace però mostrarsi, attaccare in massa. Un tipo di creatura diversa da noi, che non è stata creata dagli umani e che nei film anni cinquanta e sessanta si “limitava” soprattutto ad attaccare l’uomo e la terra nei modi più svariati: gli alieni.

Col tempo la concezione dell’alieno, dell’estraneo all’uomo, di ciò che vive nell’universo, ha avuto concezioni nuove e ha intrapreso nuove prospettive. Negli anni cinquanta uno dei primi esempi dai grossi incassi fu di certo “La terra contro i dischi volanti” nel 1956, che aprì la strada ad un filone che si è evoluto nel tempo ma non è mai cessato del tutto.

In questa pellicola siamo lontani anni luce dalla concezione buonista che ha fatto espandere il nome di Steven Spielberg con film come “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e soprattutto “E.T. – L’extraterrestre”. Qui iniziano a porsi i primi quesiti intorno a chi, tra l’umanità e gli extraterrestri, possa essere il più “cattivo”. Chi la vittima, chi il carnefice.

La trama

Il dottor Russell Marvin (Hugh Marlowe; Ultimatum alla terra, Eva contro Eva) lavora in una base militare ad un progetto per la messa in orbita di nuovi rivoluzionari satelliti. Ma il suo esperimento continua a fallire per via di un grande disco volante che sovrasta la terra. Quest’ultima attacca il nemico giudicato ostile a priori.

Prologo del film:

Gli alieni impongono un ultimatum allo scienziato: se le grandi potenze della terra non fermano l’attacco, la terra verrà distrutta. Mentre il dottore cerca un modo per risolvere il problema e salvaguardare la neomoglie (Joan Taylor, A 30 milioni di chilometri dalla terra) e le potenze sono in crisi, i dischi volanti invadono la terra per distruggerla.

Dietro le quinte

Alla regia di questo cult fantascientifico c’è Fred F. Sears che proveniva perlopiù da polizieschi e western come “Scandalo a Miami” o “I tre sceriffi” e che non riuscì ad addentrarsi totalmente nella pellicola e non riuscì quindi a regalare quello spessore e/o quell’originalità che forse avrebbe potuto dare di più alla resa finale. Riuscirono in futuro a distinguersi invece opere come “La guerra dei mondi” o “L’invasione degli ultracorpi”.

Importante, invece, fu la presenza nella pellicola di Ray Harryhausen (vedi Gli argonauti) per gli effetti speciali. All’interno della pellicola riuscì ad animare, sempre con la tecnica della stop-motion (o passo uno), gli alieni, i dischi volanti e alcuni edifici distrutti durante l’invasione. Per la realizzazione dei dischi l’uomo si documentò su immagini di reali (o presunti) avvistamenti ufo.

A priori di tutto ciò, inoltre, si occupò anche del soggetto del film. Purtroppo, però, la sceneggiatura non è delle migliori del genere malgrado colpisca molto l’intento verosimile che si vuole dare alla pellicola sin dall’inizio.

Illusione o realtà?

Ed è appunto questo un passo importante rispetto ai tentativi che in quel decennio si sarebbero effettuati nel genere, ponendo delle basi fondamentali per tutto il cinema di fantascienza dei decenni successivi. Si inizia, come spesso accadeva, con la classica voce fuori campo che parla sullo sfondo di immagini di repertorio di presunti avvistamenti ufo. Ecco che, portando lo spettatore su questa linea a limite tra realtà e illusione, inizia il film.

Il problema è che l’incipit della storia, i motivi per cui la stessa prosegue con tanta frenesia, le stesse battute che gli attori si scambiano e il finale edulcorato, lo incornicia esattamente nel periodo in cui è stato prodotto rendendolo gradevole ma nulla più nel rivederlo oggi.

Trailer de “L’invasione degli ultracorpi” (1956):

Questo accade qui diversamente da altri film come, ad esempio, “La guerra dei mondi” che, malgrado la sottotrama politica, riesce ad avere un fascino nel soggetto oltre che una regia vigile che porta lo spettatore dall’inizio alla fine della storia in poco più di un attimo. I film che visti dopo decenni attraggono ancora sono quelli che hanno quel qualcosa di misterioso e affascinante in più. Purtroppo “La terra contro i dischi volanti” non è tra quelli, malgrado il titolo sia rimasto nel tempo.

Derivazioni Burtoniane

Il fascino di ufo e alieni non è estraneo a nessuno sin dalla notte dei tempi e di certo non sarà estraneo neanche a te, lettore. Il nostro Tim Burton, per quanto cercasse e ammirasse primariamente le pellicole horror, ancor più quelle di serie b, venne attratto anche da questo genere di film che lo colpì molto soprattutto per le prospettive che, di volta in volta, assumevano gli alieni nel confronto con la razza umana. Dopo il successo (di critica soprattutto) ottenuto con Ed Wood, al regista arrivarono diversi copioni che sentì più o meno vicino alla sua verve artistica. Alla fine, però, soltanto uno lo colpì: Mars attacks!.

Questo titolo richiama una serie di figurine degli anni ’80 che mostravano degli alieni molto pop e volutamente retrò, un chiaro richiamo ai film anni ’50. Quando venne scritta la sceneggiatura del film da Jonathan Gems a Burton piacque e, dopo averla burtonizzata (resa stilisticamente più sua), decise volutamente di mantenere il titolo della serie di figurine. Sin da subito si capì quindi che non ci sarebbe stato un unico protagonista ma che sarebbe stato un film corale: parecchie sono le star nel film, da Jack Nicholson a Michael J. Fox, da Glenn Close a Natalie Portman, da Danny De Vito a Sarah Jessica Parker passando per Tom Jones che interpreta sé stesso.

All’interno del film sono moltissime anche le citazioni, da Ultimatum alla terra a La guerra dei mondi, passando per Piano 9 da un altro spazio (regia di Edward D. Wood Jr.) fino a citazioni più sottili che portano a Dr. Stranamore di Kubrick fino a Apocalipse Now di Coppola. La storia narra di un improvviso attacco alieno senza apparente motivo e della conseguente mobilitazione della terra, dai capi di stato ai cittadini, per cercare di trovare un rimedio alla situazione.

La voluta frammentarietà della storia non è altro che una sommossa politica (la più aperta di Burton fino a Sweeney Todd) contro lo star system e contro l’industria hollywoodiana: incenerire divi dopo pochi minuti dalla loro apparizione, mescolare vip a gente comune, passare da una storia ad un’altra nel giro di pochi minuti, creare un film senza apparente trama o personaggi, cattivi o buoni, è una vera e propria presa di posizione registica che verrà ancora affermata negli anni a venire, che saranno forse i più professionalmente cupi per Tim.

Questo è uno dei film del regista che si può amare come odiare, osannato o meno dalla critica, che non fu un buon successo al botteghino per via dell’uscita quasi in contemporanea di Indipendence Day (anche qui chiaro richiamo a “La terra contro i dischi volanti”) che, al contrario, fu un successo planetario. È un film stilisticamente perfetto, molto pop e politicamente scorretto, diventato un cult del genere.

E malgrado gli alieni, nella mente del regista, dovevano essere realizzati in stop motion, alla fine le industrie Light & Magic di George Lucas riuscirono a realizzare con la computer grafica alieni volutamente retrò che convinsero il regista.

Trailer del film:

In conclusione, per apprezzare un film come Mars attacks! ti consiglio di visionare film come quello di cui abbiamo parlato oggi o di opere come quelle che ho menzionato perché, viste ad oggi, fanno sorridere ma appassionano tanto  e rimangono comunque le basi della fantascienza cinematografica mondiale. E il nostro appuntamento si rinnova il prossimo giovedì, come sempre, con un doppio film dalle creature mostruose.

E nel frattempo, ti auguro ancora i sogni più oscuri e macabri!

Lista dei film visionati nelle scorse settimane:

1- Frankenstein e La moglie di Frankenstein

2- L’evoluzione di Dracula il vampiro

3- Il mostro della laguna nera

4- Gli argonauti

5- Il mostro di Londra

 

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