ANIMA un morality play contemporaneo

E’ stato presentato Martedì 7 alla Casa del Cinema di Roma ANIMA il film di Pino Ammendola e Rosario Montesanti sulle conseguenze nefaste dell’ignavia in politica. Nell’articolo la recensione del film e l’intervista ai registi.

Anima
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di Francesca Barile

Acronimo di Atassia Neuro Ipofisaria Monolaterale Acuta, il titolo ANIMA gioca anche con l’intera tematica della pellicola che, in chiave moderna sembra riprendere lo stile delle cosiddette commedie morali, una su tutte Everyman, Ognuno, rappresentazioni teatrali popolari intorno al XVI secolo in Inghilterra che avevano l’intento di offrire al pubblico un insegnamento di tipo didattico-moralistico e spesso presentavano il protagonista in punto di morte a fronteggiare gli errori della sua esistenza.

Il protagonista della vicenda, l’onorevole Anio Modor interpretato da Pino Ammendola, regista e sceneggiatore, è colpito da un ictus e mentre in ospedale lotta tra la vita e la morte si ritrova in un mondo parallelo a fronteggiare gli sbagli che hanno caratterizzato la sua carriera politica e che hanno causato, a dispetto dell’opinione che Modor aveva di se stesso, del male a molte persone in maniera più o meno diretta.

Concepito appunto a mo’ di lavoro teatrale e con una scenografia piuttosto semplice, tuttavia il film si avvale della professionalità di numerosi caratteristi tra i quali spicca, nel ruolo dei due inquisitori il duo Margiotta e Olgese mentre appaiono in validi camei Franco Oppini, ex Gatto del Vicolo Miracoli e Andrea Roncato.

Spiazzanti i punti di riflessione che scaturiscono dalla pellicola: Modor, convinto di essere un buon cristiano e un cittadino esemplare è invece sceso a patti col malcostume e ha finito col perdere di vista il bene comune ma al di là dalla riflessione su chi sceglie a suo modo di mettersi a disposizione degli altri, è interessante anche vedere come sia stata trattata la questione sulle conseguenze di azioni che apparentemente sembrano non colpire il prossimo.

Ben recitato e a volte commovente pur affrontato con toni da commedia, ANIMA è un film originale e non superficiale.

Anima: l’intervista

A chi ti sei ispirato per la figura di Anio Modor?

Non mi sono ispirato a nessuno in particolare… Modor è un uomo che si considera ‘per bene’ ma ha il coraggio di Don Abbondio e pur percependo la strada sbagliata che percorre non ha il coraggio morale di cambiare percorso… diciamo che mi sono ispirato al ‘Modor? che è in ognuno di noi!

Per la stesura della vicenda hai tratto ispirazione dalle commedie morali tardo rinascimentali che spesso ponevano il protagonista di fronte agli sbagli commessi durante la loro esistenza?

Credo che quello sia un Topos presente in tutti quelli che hanno una formazione culturale classica e quindi il rimando è sicuramente inconscio, penso di essere stato più influenzato da un cinema ‘popolar-morale’ del passato che ho molto amato da De Sica a Capra, da Zampa a Blasetti… non a caso la scelta della commistione b\n e colore.

Come mai hai scelto come titolo un acronimo?

E’ stata un idea che ho molto amato e difeso… ANIMA tout court mi sembrava retorico l’acronimo invece sottintende a la coscienza vista come una malattia invalidante, soprattutto nei nostri tempi, così egoistici!

Secondo te Modor alla fine cambierà vita?

Io sono sicuro di sì! La percezione della nostra fragilità e la vicinanza alla morte ci fanno capire l’unico valore della vita: l’amore. Certo questo determinerà la sua fine politica… ma sicuramente sarà un uomo migliore!

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