Il lago delle oche selvatiche _ Un noir ombroso

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Il lago delle oche selvatiche è un film del 2019, distribuito in Italia dal 13 febbraio 2020 e inoltre disponibile sul catalogo di Amazon Prime. Il film è diretto da Diao Yinan e con protagonisti Hu Ge e Gwei Lun Mei.

Poster del film Il lago delle oche selvatiche.
Poster del film Il lago delle oche selvatiche.

Il lago delle oche selvatiche

Zhou Zenong è il capo di una banda criminale, da poco tempo uscito dal carcere. Durante una lite con una banda rivale, uccide accidentalmente un poliziotto e si ritroverà così braccato non solo da criminali locali ma anche dalla polizia che sulla sua testa metterà pure una taglia…

Il lago delle oche selvatiche _ Racconto di una Cina contemporanea

Il lago delle oche selvatiche è un film cinese che è stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2019. Il regista si era già fatto conoscere per “Fuochi d’artificio in pieno giorno” con la quale nel 2014 vinse l’Orso d’oro al Festival di Berlino. Diao Yinan è un regista cui piace molto giocare con le immagini, da poche inquadrature tira fuori una storia originale e visivamente accattivante. Un noir che esplode e si trasforma in qualcosa di assai violento e colorito.

Il regista Diao Yinan
Il regista Diao Yinan al Festival di Berlino

Zhou è un criminale in fuga, forse meno accattivante di Jena Plissken, ma pur sempre un criminale. Liu è invece una “ragazza da spiaggia”, una prostituta mandata ad aiutare Zhou e alla ricerca della propria libertà. Hanno poco in comune, ma entrambi sono vittime consapevoli della società. I discorsi sono poco chiari, spesso interrotti da una pioggia incessante o dal rumore di un treno. Ma si capisce lo stesso, il regista gioca con le loro
ombre, non si sente ma si vede. Più che una conoscenza la loro, è uno studio reciproco, ci si può fidare? Ma il regista lascia gli eventi al caos più che al caso.

Una scena del film Il lago delle oche selvatiche
Zhou e Liu in una scena del film

È un film frenetico, così come gli inseguimenti e gli scontri tra bande che non lasciano spazio a introspezioni e sentimentalismi. Gioca con i colori, le luci e gli spazi, una scenografia quasi sempre scura e una fotografia cupa, come tutto il film. La Cina del film non è quella che tutti noi immaginiamo, ovvero luminosa e sorridente, ma una Cina simile ai bassifondi del Bronx, perché la realtà dei fatti è che ogni mondo è paese e la criminalità dilaga ovunque.

Una scena del film Il lago delle oche selvatiche
La banda di Zhou in una scena del film

Giudizio personale

Nonostante abbia un inizio lento, i colori molto vividi attirano molto l’attenzione. Ci troviamo di fronte ad una storia intricata, senza una vera e propria storia d’amore, dove seguiamo le ombre per capire i dialoghi. Un noir nuovo e diverso dal solito con un’innato spirito di violenza. L’intento del regista è appunto quello di raccontare un paese che sta cambiando, che tra le ombre nasconde la prostituzione e la criminalità organizzata, in una città come Wuhan (dove è ambientato il film) che negli ultimi mesi è stata al centro del “covid-19“. Un noir ricco di sfumature luminose, ove l’uomo avido di beni materiali, diventa noncurante degli orrori in bella mostra. Bello da guardare, magari in un giorno di pioggia…

Se il film ti è piaciuto, dai uno sguardo alle altre nostre recensioni “orientali” come Snowpiercer e gli altri articoli della mia rubrica.

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