Bad Moms: La rivolta delle leonesse

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Arriva nelle sale italiane il nuovo film scritto e diretto da Jon Lucas e Scott Moore che, dopo aver scritto la trilogia di Una notte da leoni (2009-2013) e dopo aver diretto il tiepido Un compleanno da leoni con Miles Teller, decidono di virare al femminile con un cast all stars in Bad Moms: Mamme Molto Cattive. Dal 12 Ottobre al cinema.

Bad moms

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In un sobborgo di Chicago conosciamo Amy Mitchell (Mila Kunis; Il cigno nero, Jupiter), donna in carriera – sottopagata -, con due figli – che le riempiono la vita tra scuola e attività extra-scolastiche e i vari problemi quotidiani -, e un marito – che sembra fare tutto tranne che essere presente come marito e come padre. Quando anche a scuola la supermamma Gwendolyn James (Christina Applegate; Anchorman, Libera Uscita) decide di giudicare e indirizzare tutte le altre compresa Amy, quest’ultima decide di candidarsi come sua oppositrice alle prossime elezioni scolastiche, affiancata dalle due improbabili mamme strambe Kiki (Kristen Bell; Veronica Mars, Non mi scaricare) e Carla (Kathryn Hahn; I sogni segreti di Walter Mitty, Come ti spaccio la famiglia).

Trailer del film “Bad Moms: Mamme Molto Cattive”:

La transazione

Viene palesato sin dal trailer e dal poster l’intenzione di scrittura e produttiva di lanciare questo film come una “versione al femminile” delle (dis)avventure dei leoni della trilogia di Todd Phillips, di cui Lucas e Moore s’inserivano tra gli autori. Dopotutto, perché no? Era già accaduto qualche anno fa quando l’inaspettato successo della commedia australiana Tre uomini e una pecora (2011) aveva portato alla creazione di un corrispettivo (americano) al femminile con The wedding party (2012), meno efficace del precedente.

In questo Bad Moms il concetto è lo stesso: un terzetto composto dalla bella che porta avanti la storia (Kunis), dalla stupida che funge da collante tra i tre (Bell) e dalla ‘fuori di testa’ che però ha un’anima e a cui sono donati i maggiori momenti di comicità spinta (Hahn) affrontare un’avventura che funge loro anche da ‘viaggio di formazione’.

Bad moms

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Se la composizione è similare a quella dei leoni, però, l’efficacia diminuisce nel momento in cui il tema centrale qui è quello della maternità, del responsabilizzarsi e di raccontare dell’inesistenza, per queste nuove madri trentenni, di punti di riferimento a cui appigliarsi per avere la forza di affrontare il difficile mondo in cui si trovano ad essere nel triplice ruolo di madre-moglie-donna. 

Il centro

Partendo dunque da basi interessanti, Bad Moms si espleta in un gioco fumettistico tra le parti in cui i due interessanti figli della Kunis vengono relegati ad archetipi, strumenti drammaturgici per non allontanarsi mai dall’obbiettivo, e in momenti in cui si fa vivere al terzetto un’evasione dalla quotidianità spinta ed esagitata affinché poi possano tornare nuovamente nel ‘guscio di normalità’ a loro preposto dalla società in cui vivono.

Il problema della struttura del racconto sta però alla base: se i leoni erano fondamentalmente tre ‘idioti’ che evadono dalla quotidianità e relegano quei momenti ad un arco di tempo ridotto e fuori dalla loro ‘vita normale’ qui, al contrario, ve ne siamo immersi e alcune situazioni (come la scena del supermercato o la festa) risultano talmente estreme e forzatamente inserite da non essere credibili per via del contesto e dall’intenzione di verosimiglianza e serietà che i registi pare vorrebbero imporre in testa al film.

Bad moms

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Quest’incertezza ci porta fino al classico ed assoluto happy ending con l’amarezza di aver visto un prodotto ibrido che non trova quasi mai il suo centro, che esagera nell’utilizzo della slow motion e dei momenti musicali e che rende il verosimile fumettistico non trovando mai un equilibrio tra le due parti. Ci sarebbe forse da chiedersi se il problema non sta proprio nel voler imporre, in queste versioni ‘femminili’, una struttura forzatamente maschile che pare funzionare meno di efficacia e che andrebbe forse ripensata alla base senza dover solo ‘copiare’ e riproporre quello che è stato già visto.

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