V per Vendetta: non l’hai ancora visto?

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La rubrica “Evergreen: non l’hai ancora visto” ci porta alla scoperta di film intramontabili. Scopri il perché, almeno una volta nella vita, bisogna vederli.
Andiamo alla scoperta di una delle pellicole che ha stravolto il concetto di ideale, valori e rivoluzione negli ultimi anni, segnando la generazione attuale e quelle a venire.

In una rivisitazione futuristica di una società dove vige la più assoluta dittatura, un uomo, una maschera, ma soprattutto un’idea prova a mettere ordine e a fare luce nelle menti oscurate dei suoi abitanti. Il nostro eroe dal nome “V” (un Hugo Weaving senza volto) verrà accompagnato dalla più coraggiosa interpretazione della fantastica Natalie Portman nel ruolo di Evey Hammond.

V per Vendetta: …e non solo!

Locandina Cinemio

Locandina Cinemio VperVendetta

Catalogare la pellicola tratta dall’omonimo fumetto di Alan Moore in un elenco di generi restrittivi e scolastici sarebbe un’eresia, nonché una perdita di tempo. Il film rivelazione del 2005 ha sconvolto una generazione troppo attenta alle preoccupazioni quotidiane tanto da dimenticarsi di vivere senza indugi, rendendosi conto che, spesso e volentieri, si è resa vittima della mediocrità che le influenze di massa portano ad avere.

Il film campione d’incassi al botteghino, e non solo, porta a riflettere lo spettatore sulle conseguenze che un regime dittatoriale possa avere in una società telecomandata da chi fa il bello e il cattivo tempo. Lo fa attraverso intelligenza, cultura e passione miscelate tra di loro con pazienza e devozione. Un plauso particolare va alla sceneggiatura che è riuscita a dare ritmo e costanza ad una pellicola riflessiva che fa della sua struttura principale monologhi e dialoghi piuttosto lunghi.

La trama è incentrata sulla data del cinque novembre presentando diverse analogie con l’avvenimento della congiura delle polveri (un fallito complotto ai danni del re nell’Inghilterra del XVII secolo).
Il nostro misterioso protagonista aspetta da tanto tempo l’anniversario di tale ricorrenza per poter ribaltare il regime totalitario che la società è costretta a subire, dopo essersi nascosto nella sofferenza del suo passato (che verrà svelato attraverso flashback nel proseguo della vicenda) incrociando casualmente nel suo cammino la stupenda Evey, protagonista femminile del racconto, che a suo modo scoprirà avere diverse affinità con lo scopo del suo eroe.
La ragazza salvata da uno stupro, in una delle prime scene del film dall’uomo mascherato da Guy Fawkes, aiuterà in modo determinante il suo salvatore.

“Abbiamo portato talmente a lungo una delle nostre maschere tanto da dimenticare chi siamo senza di esse.”

Intrinseco di curiose coincidenze e di scene particolarmente appassionanti, V per vendetta sembra essersi prefissato lo scopo di spogliare tutte le congetture e i falsi ideali creati dalla società moderna, chiedendo di liberarsi da pregiudizi, ma soprattutto ricordando che non può esserci paura nelle cose che facciamo e in quello che pensiamo.
Non può esserci paura dove ci deve essere verità e libera circolazione di idee, essa non può esserci  in un mondo composto da persone che sono troppo spaventate dalle possibili conseguenze nel mostrare la loro reale personalità.
Non può esserci paura tanto da non potersi liberare delle maschere che ogni giorno indossiamo.

Trailer del film

Il finale agrodolce racchiude un po’ il senso di tutta la sofferenza che l’eroe dal volto coperto si è visto costretto a subire e ci lascia con in interrogativo da non sottovalutare: è giusto sacrificarsi abbandonando ciò che si ama, e con esso annessi tutti i piaceri della vita, per un ideale? Cosa avresti fatto dovendo scegliere tra il fare qualcosa per il bene comune e il rinunciare a compiere un’impresa costruita nel tempo per la tua personale felicità?

Chiudiamo l’articolo riportando una piccola parte di una delle lettere più commoventi e toccanti del panorama cinematografico di sempre. La lettera di testimonianza di una donna punita per la sua omosessualità che non porta con sé il rancore, ma la speranza che il mondo possa capire e cambiare, finendo per essere un inno all’amore e alle sue svariate forme.

[…]
Morirò qui… tutto di me finirà… tutto… tranne quell’ultimo centimetro… un centimetro… è piccolo, ed è fragile, ma è l’unica cosa al mondo che valga la pena di avere. Non dobbiamo mai perderlo, o svenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo rubino… Spero che chiunque tu sia, almeno tu, possa fuggire da questo posto; spero che il mondo cambi e le cose vadano meglio ma quello che spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa intendo quando dico che anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò mai, anche se non riderò, e non piangerò con te, e non ti bacerò, mai… io ti amo, dal più profondo del cuore… Io ti amo.

Scena del film

Scena del film

di Giuseppe d’Angella

Della rubrica “Evergreen: non l’hai ancora visto” leggi anche:

#1 On the Road

#2 Donnie Darko

#3 Io e Annie

#4 Paradiso+Inferno

#5 Qualcuno volò sul nido del cuculo

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