Donnie Darko: Non l’Hai Ancora Visto?

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Se non hai ancora avuto modo di guardare Donnie Darko, è arrivato il momento di leggere questa recensione del film per la nostra rubrica “Evergreen: non l’hai ancora visto?”. Ecco qui sotto il racconto di questa pellicola da non perdere.

Donnie Darko: Un Film da Vedere

Donnie Darko il film

Personaggio problematico quello interpretato da Jake Gyllenhaal (vedi I segreti di Brokeback Mountain, Prince of Persia, Amore e altri rimedi) nel film che ha fatto conoscere al mondo il suo straordinario talento.

L’attore veste i panni di un ragazzo problematico ed introverso che, dopo essere scampato, in una maniera piuttosto inconsueta, ad un insolito incidente che ha distrutto la sua camera, si troverà a dover vivere l’ultimo mese (o giù di lì) della sua vita, prima della fine del mondo (un coniglio nero dal nome Frank, o se preferite un umano vestito da coniglio, gli darà l’annuncio in una sequenza onirica ad inizio film). L’avvenimento avrà riscontri importanti nel suo proseguo.

Attraverso inusuali incontri, atti vandalici, discussioni animate con persone bigotte e complicazioni mentali, Donnie Darko porta a interrogarci sul destino e sulle sue conseguenze. Il film risulta essere un viaggio alla scoperta di noi stessi, delle nostre paure, delle nostre inquietudini più profonde.

  • Se avessi un’altra possibilità, rifaresti le stesse azioni già compiute?
  • Cosa faresti, sapendo che modificando il tuo operato, le conseguenze nel futuro saranno diverse?
  • E, soprattutto, se si dovesse scegliere tra il “bene comune” o la tua salvezza, cosa sceglieresti? Riusciresti a metterti da parte, ad non essere egoista, per un disegno più grande di te?

Quante volte, dopo un avvenimento o una situazione che ci ha particolarmente scossi, ci capita di domandarci: se mi fossi comportato diversamente? Cosa ci porta a fare determinate scelte e non altre? Il grottesco, e a tratti fantascientifico, film di Richard Kelly mette alle strette lo spettatore che inevitabilmente viene portato a porsi delle domande “esistenziali” sulla propria vita e sulla relazione con gli altri.

Donnie Darko non è il classico lungometraggio sulle opportunità mancate e su quello che avremmo potuto fare, se avessimo avuto un’altra possibilità. Ci porta a chiederci: non era meglio comportarsi diversamente? Ma, allo stesso tempo, non è pretenzioso, in quanto non si espone dicendoci cosa sarebbe stato corretto o meno, giusto o sbagliato, adatto o non.

Molto interessante la figura dell’ “amico” immaginario Frank che appare a Donnie, quando è in stato confusionale, che porta a far compiere al complicato ragazzo, gesti discutibili, ma che a loro volta sono pieni di un significato intrinseco che avrà notevoli riscontri nei successivi avvenimenti.

L’inquietante amico che indossa un costume da coniglio, rappresenta quella coscienza “sporca” presente in ognuno di noi, che ci spinge a compiere azioni opinabili, ad andare oltre i limiti, tentati dall’adrenalina che questi possano trasmettere; quel desiderio irrefrenabile di punire e fargliela pagare a chi non ci va a genio, lasciando esplodere la rabbia e la frustrazione che ci si porta dentro. Donnie non si pone limiti e da’ sfogo alla sua ira, usando i consigli malvagi del suo nuovo compagno. La sua identità, e quello che ne rappresenta, verrà svelata solo a fine film.

Da notare la figura di “Nonna Morte”, anziana signora che pur avendo un ruolo in secondo piano, avrà la sua rilevanza negli sviluppi della vicenda. Ella va e viene, dalla sua dimora alla cassetta postale, ogni giorno, per ricevere una lettera che in realtà non arriverà mai. Quante volte ci capita di ripetere una stessa azione, nella stessa maniera, pur sapendo che avremmo lo stesso risultato?

Da segnalare l’interpretazione delle giovanissime attrici Jena Malone e Maggie Gyllenhaal (sorella dell’attore Jake). La prima veste i panni della ragazza appena arrivata in città, che troverà uno straordinario feeling con Donnie divenendo la sua ragazza. La seconda svolgerà il ruolo della sorella maggiore. Le attrici confermeranno, nei successivi film, il loro talento per la recitazione. Nel cast presente, anche, Patrick Swayze (vedi Ghost).

Il Trailer del Film

Alla ricerca di una risposta che forse non c’è, ma che non è indispensabile trovare, il film offre notevoli spunti di riflessione, lasciando un po’ stupito lo spettatore, che spesso risulta essere troppo impegnato alla ricerca assidua di un senso, invece di concentrarsi sulle “semplici” sensazioni che esso porta a provare.

Si è parlato tanto della pellicola (inizialmente un po’ messa da parte, e non compresa a fondo) e le sono state attribuite varie interpretazioni, tutte di un senso compiuto (nessuna di queste è stata riconosciuta esatta dal regista Richard Kelly, almeno non del tutto).

  • Ma perché individuare un interpretazione universale della trama?
  • Perché ricercare un senso a qualcosa che avrebbe importanza pur non avendolo?

Donnie Darko può rappresentare tante cose, e se non si riesce a fare a meno di voler cercare un senso a tutti i costi, basti pensare alle sensazioni e alle emozioni che la pellicola trasmette, e a tutto quello che ci passa per la testa guardandolo. E quale, il miglior significato da attribuire, se non il tuo?

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