THE GUILTY – una telefonata allunga la vita

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Esce nelle sala italiane il 7 marzo 2019 The guilty – il colpevole un film per la regia di Gustav Moller con Jacob Lohmann.  Un thriller di 85 minuti dalla Danimarca

The Guilty - Il colpevole
The Guilty – Il colpevole

The Guilty – Il Colpevole

Iniziamo col dire che The guilty è una piccola perla di film, con colpi di scena a cascata. Fondamentalmente c’è un solo attore Jacob Lohmann (che nel film è l’agente di polizia Asger) che tiene da solo tutto il film. Avete presente Buried – Sepolto, il film del 2010? Quel film dove c’è un solo attore per tutta la durata, e tutto il film si svolge con lui che parla al telefono, sepolto in una cassa sotto terra… Ecco The guilty ha lo stesso principio, ma meno estremo.

Innanzitutto il protagonista non è in una cassa ne sepolto; è nel centralino delle chiamate del pronto intervento. Ma, parallelamente all’altro film, anche in questo tutta la scena è per lui, e tutto il film si gioca sulle chiamate telefoniche. Il film si apre proprio su un primo piano (inquadratura predominate di tutto il film) di Asger che risponde alle chiamate, dirottando poi ogni emergenza al servizio competente (ospedali, polizia ecc.). Capiamo fin da subito che qualcosa non torna, Asger non sembra molto coinvolto da questo lavoro, infatti, poco dopo, scopriamo che è al centralino come sorta di punizione, mentre è in attesa di un processo il giorno dopo…Tutto il film è un susseguirsi di primi piani dell’attore, che passa da una telefonata all’altra, aiutando e assistendo i poveri malcapitati di turno…

The Guilty – Il trailer del film

Gli attori in tutto il film si riducono a una manciata, piccole comparse con un ruolo davvero marginale. Paradossalmente è un film in cui gli attori non si vedono, perché sentiamo solo le loro voci all’altro capo del telefono. Il film entra nel suo vivo quando Asger riceve la telefonata di una donna, Inizialmente pensa pure che si tratti di uno scherzo, o che la donna sia ubriaca, perché dà risposte strane e lo chiama tesoro… Ma Asger ha l’intuizione che la donna stia usando un codice per parlare con lui, quindi non riattacca il telefono, ma riesce a farsi spiegare dalla donna che è stata rapita.Ora.

L’unico grande difetto che si deve ingoiare per tutta la prima parte del film è che una donna viene rapita, ma il rapitore, seduto in macchina vicino a lei, non solo le lascia il cellulare, ma addirittura le permette di chiamare chicchessia. E che quando la donna spiega di essere stata rapita, il rapitore (ripeto, seduto vicino a lei) non faccia o dica nulla. Ingoiato e assodato questo fatto tutto il resto torna. A tutto c’è un perché e un percome, ma all’inizio del film questo fatto del “ti lascio il cellulare” stride davvero.

Il film ha una buona dose di suspense, Asger si immedesima nella parte di cavaliere senza macchia che tenta in ogni modo in suo possesso di salvare la donna rapita. Partendo dai pochi dati che è riuscito a sapere, contatta la figlia di 6 anni, cerca il marito, manda la polizia alla ricerca disperata del furgone sui quale viaggiano… Si intuisce che per lui sia diventata una questione di vita o di morte.

The Guilty è un film che si vive in prima persona, senza filtri, proprio per la scelta di inquadrare quasi in maniera fissa Asger. I colpi di scena poi non mancano, si parte con un’idea iniziale di chi sono i colpevoli e si rimane spiazzati. Alla fine del film, quando la luce in sala si riaccende si rimane con un grosso dubbio che mai sarà svelato… a Voi la visione!

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