The Program (2015) – Una grande bugia

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Dall’8 ottobre è nei cinema italiani The Program, film biografico diretto da Stephen Frears (The Queen – La regina, Philomena) sulla vita sportiva del famoso ciclista Lance Armstrong.

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The Program

The Program

Il film ci racconta la vita agonistica di uno dei più famosi e controversi sportivi degli ultimi decenni, Lance Armstrong, concentrandosi soprattutto sul suo rapporto con il doping, che il ciclista è riuscito per molto tempo a tenere nascosto alle autorità e al grande pubblico, e sul suo rapporto col mondo del ciclismo.

Un film poco emozionante e inutile

Adesso noi di Cinemio.it vi diciamo tre parole: The Armstrong Lie, documentario del 2013 diretto da Alex Gibney. Perchè? Semplice, il film The Program ricalca quasi perfettamente il lavoro di Gibney, ma a differenza di quest’ultimo, non riesce a farti appassionare alle vicende narrate, a causa di una regia e una sceneggiatura davvero poco ispirate, che, sebbene riescano a caratterizzare in maniera interessante i personaggi principali, non fanno il loro dovere per quanto riguarda la trama, che è trattata troppo superficialmente per essere apprezzata appieno dallo spettatore.

I primi 20 30 minuti del film sono adatti a chi già conosce alcune delle vicende principali della vita di Armstrong, mentre i restanti si limitano a informare un pubblico che non conosce quasi per nulla la figura del ciclista americano. Nel suo documentario invece, Gibney non fa poi così tanto diversamente, perchè semplicemente informa uno spettatore inesperto sulla vita di Armstrong, parlando soprattutto di doping. Allora, si può dire che, esistendo già il documentario, The Program sia un film inutile? Purtroppo si, è proprio questo il punto: un film inutile, che non mette nulla di nuovo sulla figura di Armstrong, raccontando una storia che spesso non riesce ad appassionare. E, lo si dice a malincuore, non servono nemmeno gli sguardi magnetici di Ben Foster (Armstrong) e Jesse Plemons (il ciclista Floyd Landis, compagno di squadra di Armstrong per molti anni) a tenerci incollati allo schermo. Non si tratta di un film bruttissimo, ma di un filmetto, che ti dà giusto giusto un pizzico di emozione, ma niente più. Gibney invece, con il suo documentario, che aveva comunque dei difetti (il ritmo in primis) riusciva a emozionare, nonostante stesse semplicemente informando, perché la narrazione era costruita in maniera migliore che in The Program.

Buono invece il messaggio, che, sebbene con un po’ di retorica, ci fa capire che Armstrong è sempre stato un imbroglione, sia come ciclista, che come uomo, e ha sempre fatto tutto per un guadagno personale, per andare più forte, nel ciclismo come nella vita, mentendo fino alla fine.

Ma, per concludere, si tratta sempre di un film senza un’anima propria, destinato a finire nel dimenticatoio molto presto. Andate a vederlo solo se volete essere informati sulla figura di Lance Armstrong e non sopportate i documentari. A proposito di documentari, per chi invece vuole vedere una bella storia che informi e che allo stesso tempo tenga attaccati allo schermo, allora si veda The Armstrong Lie di Alex Gibney.

VOTO: 5½/10

 

 

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