Venezia 77: Mainstream, la vita tra social e realtà

Gia Coppola (Palo Alto) ha presentato qualche giorno fa, alla 77a mostra internazionale del cinema di Venezia, il suo ultimo lavoro da regista: Mainstream. Il film era uno tra i più attesi al Lido, forse complice il fatto che in questo 2020 i titoli Americani erano veramente ridotti all’osso.

Mainstream presentato a Venezia 77
Mainstream presentato a Venezia 77

Mainstream

Frankie (Maya Hawke) è una ragazza di circa 20 anni, ha da poco perso il padre e per mantenersi lavora come barista in un locale nei pressi di Hollywood, insieme al suo migliore amico Jake (Nat Wolff). La sua vita non la soddisfa pienamente, vorrebbe un lavoro più incline alla sua passione, l’arte, neanche lei però ha le idee chiare su che cosa desidera davvero fare.

Le monotone giornate della ragazza finiranno non appena conoscerà Link (Andrew Garfield), un tipo affascinante, estroverso, eccentrico ma anche misterioso, soprattutto sul suo passato… La cosa che colpirà di più Frankie è che il suo nuovo amico è molto diverso dai giovani di oggi, non possiede un cellulare, condanna social e tutto quello che ne gira intorno. Sostiene che la maggior parte degli influencer siano pagati e abbiano visualizzazioni su Youtube e affini, non sapendo e dicendo assolutamente nulla. Frankie, quasi per gioco, inizierà a filmare Link e a postare questi video sulle piattaforme più seguite e utilizzate di oggi, ben presto si troveranno a diventare ( grazie anche all’aiuto di Jake) popolarissimi e dei riferimenti per tutti i loro ormai innumerevoli seguaci. Quando si arriva però all’apice del successo, si riesce a mantenere divisa la vita pubblica/digitale da quella vera/privata?

I protagonisti dietro le quinte di Mainstream

Narcisisti o insicuri?

Mainstream, presentato nella sezione Orizzonti al festival di Venezia, è sicuramente un film molto attuale che in qualche modo tocca tutti da vicino. La regista (si, è la nipote di Francis Ford Coppola) ha subito precisato che non era sua intenzione giudicare qualcuno o qualcosa ma ha voluto semplicemente raccontare la vita di oggi, attraverso i millenials.

Naturalmente è scontato dire che internet ci ha stravolto e migliorato la vita, oggi non esiste nulla ( o quasi) che non possa essere fatto con un semplice clic: ma è davvero un bene? Negli ultimi anni con la crescita esponenziale avuta dai social network (Facebook, Instagram, Tik tok ecc..), le persone hanno iniziato a (sovra)esporsi sulle varie piattaforme però, per essere accettati da una società in cui conta ormai l’apparire più che l’essere, l’immagine che viene data è travisata. Vogliamo sempre apparire perfetti e forse far credere di avere una vita che in realtà non ci appartiene…

Si potrebbero scrivere infiniti articoli su questo argomento ma la domanda che rimane è: perché dobbiamo far finta di essere persone diverse? Contano davvero i “like” alle nostre pubblicazioni? E quando riceviamo critiche negative cosa succede? Purtroppo non sono rari i casi in cui a seguito di un commento cattivo, giovani ragazzi si tolgono la vita, non si sentono perfetti per questo mondo che poi di perfetto ha poco…

Frankie in una scena di Mainstream
Frankie in una scena di Mainstream

Oggi quasi tutti possiedono un profilo social o almeno hanno avuto la tentazione di crearlo ma, quando entriamo in questo “meccanismo”, riusciamo davvero a rimanere noi stessi o andiamo in cerca del selfie perfetto da mostrare agli altri? O ancora, quando qualcuno riesce a diventare “influente” su Youtube o Instagram per esempio, i suoi scatti/video vengono monetizzati, quanto riesce a rimanere vero? I soldi e la popolarità, se così vogliamo definirla, quanto possono cambiare le proprie scelte per renderle più vicine ai gusti del pubblico e far si di rimanere in auge?

Quindi, perché vedere Mainstream?

Questo e molto altro è Mainstream ma non voglio dilungarmi troppo per non rovinarvi la sorpresa. Il film è fatto bene, utilizza un linguaggio giovanile e secondo me è carino da vedere insieme ai propri figli/genitori. Il biglietto vale da solo la brillante performance di Garfield poi, anche per premiare il lungo lavoro fatto da Gia e Tom Stuart ( sceneggiatori). Il progetto è venuto alla luce dopo diversi anni ( trattandosi di un film indipendente non è stato semplice trovare i finanziamenti) dall’idea iniziale ed è stato girato in soli 19 giorni!

Sul set di Mainstream
Sul set di Mainstream
Andrew Garfield in una scena di Mainstream
Andrew Garfield in una scena di Mainstream

Una curiosità…

L’inizio di Mainstream mi ha ricordato in qualche modo La La Land e Frankie Emma Stone/Mia Dolan: anche a voi?

Buona visione (appena sarà, non è ancora stata resa disponibile la data di rilascio)!

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