Ma tu di che segno sei? Torna il cinepanettone natalizio

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Si avvicina Natale e al cinema arriva Ma tu di che segno sei? Un ricco cast per il ritorno del cine-panettone, vecchio stampo. E non solo lo stampo…

ma tu di che segno sei

Ma tu di che segno sei?

Ma tu di che segno sei?

Era il 2011 quando nel buio delle sale si affacciò, puntuale come ogni anno, il classico cine-panettone, Vacanze di Natale a Cortina. Ma dopo i magri risultati al box office, la Filmauro del produttore De Laurentiis decise che quello fu l’ultimo della serie. Un sussulto di gioia per tutti gli amanti di quella settima arte vista così bistrattata da biechi fini puramente commerciali.

Anche se, negli anni successivi, il risultato non cambiò granché tra surrogati come il cine-cocomero e partigiani del genere che di deliziare gli spettatori, con i loro sketch al fulmicotone, proprio non volevano farne a meno. Ma oggi, con questo titolo, si vuole ritornare alle origini.

A dichiarazione stessa del regista Neri Parenti, da quest’anno libero dagli impegni contrattuali che lo legavano alla Filmauro, “negli ultimi anni il produttore mi ha costretto a girare delle commedie (i vari “Colpi di….”, ndr), di quelle che ormai ne escono tante in Italia. Ma io invece ho sempre voluto fare questo tipo di cinema, comico e più popolare”.

Ma di comico c’è solo uno spavaldo messaggio ad inizio dei titoli di coda che ci ricorda che il film è stato riconosciuto dal Ministero come di interesse culturale, seppur non ricevendo finanziamenti come ci ha tenuto a sottolineare prontamente Vanzina. In questo progetto i due fratelli sono gli sceneggiatori.

Cosa non si fa per far ridere…

In Ma tu di che segno sei? Non c’è trama ma solo surreali pretesti per dar vita a degli episodi con l’ambizioso scopo di far ridere. Il filo conduttore è l’oroscopo e gli effetti delle profezie astrali sui loro protagonisti. “Oggi viviamo in un mondo che non crede più allo stato. alla politica, alla religione, alla famiglia, al lavoro, agli ideali, alla cultura”, precisa Neri Parenti, “Insomma, il nostro mondo non crede più a niente, ma c’è una cosa che resta immutabile, misteriosa, in cui tutti credono: l’oroscopo e i suoi segni”. Idea, anche questa, perlomeno discutibile ma non è questo il posto in cui dibatterne.

Gigi Proietti veste i panni di un avvocato che non crede affatto ai segni zodiacali nonostante i continui avvertimenti della sua segretaria. Ma una sventura si abbatterà su di lui. Massimo Boldi è un maniaco della pulizia e ipocondriaco. Naturalmente gli capiterà tutto quello che non vorrà. Ricky Memphis è un commesso in un negozio d’elettronica terrorizzato dalle donne dell’Ariete. Sulla sua strada si presenterà una bellissima attrice, Vanessa Hessler, che lui crederà essere proprio di quel segno.

Vincenzo Salemme è un maresciallo dei carabinieri gelosissimo della figlia e userà i poteri dati dalla divisa per allontanare i suoi fidanzati. Infine Pio e Amedeo, complici di maldestre avventure per raggirare la bella di turno, Mariana Rodriguez.

Per tutti gli amanti della trivialità e della comicità prettamente corporale, c’è di cui rallegrarsi. Per tutti gli altri, statene alla larga. Il film sembra essere una parodia di se stesso, come se fosse uno di quei video che scimmiottano il genere, di cui la rete è piena. Una comicità che risultava vecchia già anni fa, fatta di cadute e turpiloquio.

Stucchevole l’episodio di Boldi, con scivolata dentro a un lavandino e clisteri accidentali. Proietti, che accetta ormai qualsiasi ruolo, in un certo momento replica uno sketch già usato in “Le barzellette”, dove alla regia sedeva l’attuale sceneggiatore Carlo Vanzina. Parecchio surreale l’episodio con Salemme, per quanto qui, come un oasi nel deserto, si rischia perfino il sorriso. Dovuto ai siparietti con Angelo Pintus, nei panni dell’assistente brigadiere. Seppur quest’ultimo, come anche Pio e Amedeo, risultano un po’ troppo legati ai loro personaggi televisivi. Sprecato Ricky Memphis.

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Si è inermi nell’osservare quanto sia sprecato lo schermo di un cinema per riproporre degli stanchi sketch, già triti e ritriti. Ma qui perfino lo schermo televisivo sarebbe troppo. In merito, Vanzina ha fatto notare come Ma tu di che segno sei? sia un’opera coraggiosa e rischiosa in quanto non ancora acquistata da nessuna televisione e interamente finanziata dai produttori (l’Italian Dreams Factory di Maria Grazia Cucinotta). E dal fastidioso product placement che fa da sfondo a tutta la pellicola.

Clip e featurette dal film

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