Tuo, Simon : una delicata storia su diversità e adolescenza

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Adattamento del romanzo di Becky Albertalli Simon vs. the Homo Sapiens Agenda ( noto in italiano con il titolo Non so chi sei ma io sono qui) e con la sceneggiatura di Elizabeth Berger con Isaac Aptaker, Tuo, Simon(Love, Simon titolo in lingua originale)  diretto da Greg Berlanti non è l’ennesima teen story che oltre a parlare dei classici turbamenti adolescenziali si sofferma sulla tematica della diversità.

Tuo, Simon

Tuo, Simon

Tuo, Simon

Il protagonista, Simon Spier, come recita all’inizio della storia, ha diciassette anni ed è inserito in una classica famiglia Wasp con padre sportivo anche se decisamente goffo ed infantile, mamma con un aspetto da miss (interpretata da Jennifer Garner) e sorella minore amorevole, va bene a scuola e frequenta un gruppetto di amici fidati tra cui la sua migliore amica segretamente innamorata di lui, ma dietro questa apparente solidità nasconde un segreto: ha scoperto di essere gay e non ha il coraggio di dirlo ad amici e familiari.

Uno scambio di mail con un misterioso ragazzo che condivide i suoi drammi interiori ispireranno il ragazzo a farsi strada tra i suoi dubbi esistenziali, primo tra tutti quello di deludere il padre, che scioccamente coltiva il dogma della virilità.

Accanto a Simon e alle sue problematiche  è interessante l’intreccio determinato dai suoi amici, ciascuno di essi con una personale pena, portata avanti senza grossi drammi ma con serena consapevolezza: Abby, ragazza carina e popolare, da poco arrivata nel liceo, nasconde il dolore per la separazione dei suoi genitori, Martin, l’outcast della scuola evitato perché sempre poco opportuno, si trasforma in bullo e ricatta Simon nel tentativo illusorio di arrivare a conquistare la bella dell’istituto, il gay dichiarato del liceo, rispettato da tutti per il suo coraggio, cela invece di avere grossi problemi di accettazione in famiglia.

Tuo, Simon – Il trailer

Il regista non risulta né retorico né grossolano nel portare avanti la vicenda che invece nella sua leggerezza descrive la storia di Simon con profonda umanità accompagnata da una buona dose di ironia che contraddistingue il protagonista, tra l’altro assai lontano nell’aspetto e nell’atteggiamento dallo stereotipo classico del giovane gay.

Del resto lo scopo del film non è tanto quello di incasellare Simon in una tipologia, ma piuttosto di aiutare ognuno a superare ed accettare ciò che lo rende non diverso ma distinto rispetto al resto della gente.

Come molto spesso accade gli adulti non sono mentori o guide ma vivono le problematiche dei loro figli o alunni (come accade per il vicepreside decisamente fuori dagli schemi) senza effettivamente capirne la portata quasi perché non coinvolti  o piuttosto troppo ripiegati su se stessi e su un processo di crescita che sembra quasi interrotto o in fieri , come si nota in molti genitori ed educatori contemporanei.

Pur peccando di una relativa lentezza Tuo, Simon scorre e prende per le tematiche sviluppate al suo interno. In uscita a partire dal 31 maggio.

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