Registi emergenti: Giochi d’estate di Rolando Colla

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Seconda anteprima nazionale per il Sudestival: è stato proiettato infatti lo scorso 10 febbraio Giochi d’estate di Rolando Colla che vede come protagonisti, oltre ad un gruppo di giovanissimi attori, Alessia Barela e Antonio Merone.

Giochi d’estate

Nic (Armando Condolucci) e Marie (Fiorella Campanella) sono due dodicenni che si incontrano durante una  vacanza in campeggio. Per la mamma di Nic (Alessia Barela) questa vacanza è l’ultimo tentativo di riconciliazione dopo le ripetute violenze subite dal marito (Antonio Merone).

Per Marie, venuta con la mamma da Ginevra, è un modo per scoprire qualcosa di più sul padre che non ha mai conosciuto e di cui non sa quasi nulla. Tra giochi ed avventure più o meno lecite con altri coetanei i due ragazzi vivranno i primi decisivi passi alla ricerca della propria strada nella vita.

Nato in Svizzera da genitori italiani emigrati lì per lavoro, Rolando Colla è entrato nel mondo del cinema come attore e sceneggiatore per poi passare alla regia. Per il suo ultimo film, Giochi d’estate ha scelto come location la zona più selvaggia ed ancestrale della Maremma. Presentato fuori concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, il film è invece in concorso al Sudestival.

La storia è quella di iniziazione all’adolescenza e all’indipendenza di due ragazzi segnati già duramente dalle esperienze dei genitori: l’uno dalla violenza del padre da cui, esibendo una facciata da duro che nessun dolore sembra scalfire, cerca di difendere anche il fratello più piccolo; l’altra dall’abbandono del padre, i cui veri motivi (che ometto per non svelare di più della trama) scoprirà proprio durante questa manciata di giorni.

Partendo da un’esperienza personale, Rolando Colla costruisce un film sulla maturazione e sulla presa di coscienza non solo dei ragazzi ma anche degli adulti. Quella che inizia come una vacanza si rivelerà un momento di svolta che segnerà indelebilmente le vite di tutti.

Girato tra pinete e dune incontaminate il film sembra avere il suo sviluppo anche con le inquadrature che, inizialmente lente e quasi fisse diventano sempre più elaborate e nervose, e sulle quali risalta la bellissima fotografia dai toni caldi ed avvolgenti dei paesaggi maremmani.

Bravi tutti gli attori nell’entrare in personaggi così complessi come quello di Antonio Merone che nonostante la sua violenza riesce incredibilmente ad entrare in empatia con lo spettatore. Ma quelle che colpiscono di più sono le straordinarie interpretazioni dei due piccoli protagonisti, entrambe molto intense (nella piccola Fiorella Campanella sembra ad esempio di rivedere una giovane Nathalie Portman ai tempi di Leon).

Da sinistra il regista Rolando Colla, il protagonista Antonio Merone ed il direttore artistico del Sudestival Michele Suma

Le parole dei protagonisti

Durante la proiezione a Monopoli erano presenti in sala il regista Rolando Colla ed il protagonista Antonio Merone che hanno risposto alle domande del pubblico

Rolando Colla:

Mi interessava raccontare l’infanzia ed il passaggio dall’infanzia a fare le proprie scelte, i primi passi della vita. E un film di adolescenti, ma anche di adulti.

Antonio Merone:

Quando ho letto la sceneggiatura sono subito rimasto molto colpito dal mio personaggio. E’ un adulto ma è molto contraddittorio. Cinematograficamente è un personaggio negativo che incide negativamente con il proprio esempio sui propri cari ma crea nello spettatore una strana reazione, sembra quasi che non sia giudicato.

Rolando Colla:

Il film è fatto in modo che ognuno possa trovare qualcosa di suo, ritrovare e rivivere dei momenti della propria infanzia. Il mio film non chiude volutamente le storie per dare la possibilità allo spettatore di immaginare la propria personale conclusione. Non le volevo chiudere io. A me piace il cinema che arriva al pubblico e continua a vivere in lui.

Il personaggio di Vincenzo, un padre violento

In questo video Antonio Merone parla di Vincenzo il personaggio che interpreta

Antonio Merone:

Il film è frutto di un grandissimo lavoro di sceneggiatura di Rolando che è durato 4 anni, su cui si è lavorato molto per arrivare a questo risultato. Rolando ha provinato 1700 bambini e ci ha lavorato per più di un anno.

L’idea del film e lo sviluppo dei personaggi

Rolando Colla racconta com’è nata l’idea del film:

Antonio Merone:

C’è tutto un lavoro di ricerca e di biografia del personaggio che è speciale. Oltre ad immaginare l’infanzia di Vincenzo, una volta create le relazioni familiari Rolando ci ha fatto fare una cosa bellissima: quando i personaggi della famiglia erano ormai puntualizzati, da personaggi siamo andati a fare un pranzo da Mc Donald’s mentre lui ci seguiva e ci osservava.

Non capita mai che i personaggi entrino nel mondo reale. Lui invece ci ha immerso nella vita vera e questo è magico perchè quando riesci ad essere personaggio in mezzo alla realtà vuol dire che il lavoro che hai fatto è stato veramente molto buono.

La scena dell’acqua

Nel video che segue Antonio Merone racconta nei dettagli una scena del film molto toccante di cui è protagonista Vincenzo

Antonio Merone:

La mia opinione su questa scena è estremamente contraddditoria. Quando l’ho girata l’ho vissuta come un momento di estrema vergogna e di umiliazione. Poi mi sono reso conto, accompagnando il film, che invece quella scena veniva vista in maniera diversa, come una scena di perdono.

In quella scena il personaggio in qualche modo un po’ si fa perdonare delle cattiverie che fa e questa è la contraddizione magica di questo personaggio che trovo la riuscita vera, alla fine non ti viene di odiarlo del tutto.

Il lavoro con i bambini

Per concludere Rolando Colla risponde ad una mia domanda nella quale chiedo com’è stato il lavoro con i piccoli protagonisti del film

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