Edhel di Marco Renda, la speranza della differenza

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Diretto dal pugliese Marco Renda e sua opera prima, Edhel, è stato presentato con successo di critica e di pubblico all’ultimo festival di cinematografia per l’infanzia e l’adolescenza di Giffoni Valle Piana nonché al festival di Los Angeles ottenendo un ottimo risultato.

Edhel

Edhel

Edhel di Marco Renda

Il film pur essendo indipendente (non legato cioè a case di produzione più commerciali) tuttavia affianca accanto ad attori poco noti o debuttanti tra i quali spicca la talentuosa protagonista, la dodicenne Gaia Forte due attori di tradizione, noti per varie partecipazioni a lavori teatrali e televisivi: Fioretta Mari, che interpreta la preside della scuola di Edhel e Mariano Rigillo in quello di Ermete,un anziano esperto di cavalli dal nome allegorico. Ermes ovvero Ermete è il mitologico messaggero degli dei nella teogonia greca.

Film particolare, Edhel che contiene molte tematiche riassunte nello sguardo triste e meraviglioso della protagonista.

Edhel – la trama

Edhel vive con sua madre dopo la morte drammatica dell’amato padre. È una ragazzina solitaria che porta solitamente un cappuccio per nascondere una malformazione alle orecchie assolutamente operabile. Il cavallo Caronte, altro nome mitologico corrispondente al traghettatore delle anime di dantesca memoria, è il filo rosso con suo padre.

Incompresa a scuola non solo dai compagni, che appaiono all’occhio dello spettatore come una massa uniforme di uguali, gelida rappresentazione del branco, di quel bisogno di uniformità che caratterizza l’adolescenza, ma anche dai professori, specchio della superficialità di troppi adulti contemporanei Edhel stringe amicizia con un giovane collaboratore scolastico e comincia a convincersi di far parte del mondo parallelo degli elfi.

Il giovane bidello innamorato delle saghe gotiche e abile disegnatore condivide con la ragazza il destino dell’outcast, cioè dell’emarginato, etichetta facilmente applicabile a chi per caso o per scelta non appartiene alle categorie tipiche della perbenista mentalità occidentale borghese.

Esempio stringente l’amicizia che Edhel stringe con il nuovo alunno Nicholas i cui sviluppi tranceranno il velo verso una rivincita. La spinta della ricerca di un mondo celato restituisce a Edhel la perduta serenità attraverso un passaggio oscuro, ignoto e impercettibile a chi non vuole e non può condividere la medesima fede di una dimensione altra.

Varie le chiavi di lettura della pellicola: la speranza della diversità, la cecità dell’uniformità, l’importanza di credere a qualcos’altro. Sul piano tecnico, l’opera prima di Renda grazie alle valide interpretazioni è ineccepibile. Bella la fotografia, particolarmente evocativi i piani lunghi sul bosco anche se forse troppi primi piani e carrellate a tratti veloci denunciano qualche incertezza.

In uscita a partire dal 25 gennaio.

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