Lezioni di cinema: Nanni Moretti – Prima Parte

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Dopo aver inserito Luigi Lo Cascio come infiltrato d’onore, interrompo nuovamente le lezioni di cinema registrate durante il BIF&ST per dare spazio ad un altro importante regista, tra l’altro reduce di un bel successo all’ultima edizione del Festival di Cannes: Nanni Moretti, venuto un pò di tempo fa a Bari per parlare del suo ultimo film Habemus Papam.

Lo scorso 4 maggio la Facoltà di Lettere e Filosofia di Bari ha ospitato il regista e attore Nanni Moretti che ha tenuto un’interessante lezione di cinema all’interno del corso di Storia del cinema americano del professor Oscar Iarussi, presidente dell’Apulia Film Commission.

Per l’occasione Moretti ha anche chiaccherato con il pubblico che ha assistito alla proiezione del suo ultimo film Habemus Papam, molto apprezzato sia in Italia che all’estero. Fin dall’inizio il regista ha messo a proprio agio il pubblico con il suo solito umorismo:

Mi fa piacere notare di essere portabandiera del cinema europeo visto che nelle altre sale ci sono film che si somigliano un pò tutti. Però è importante che nelle sale ci sia spazio anche per questo genere di film. Anche se conosco tanti ragazzi che per principio non vanno a vedere il cinema italiano.

La chiesa vista da un ateo

Moretti non ha mai nascosto di non essere cattolico e ha spiegato così la scena in cui i cardinali, preoccupati, sperano segretamente di non essere eletti

Ho voluto esasperare con quel coro di no, ‘Dio non scegliere me‘ in varie lingue, il senso di inadeguatezza di tutti i cardinali che non si sentono pronti al ruolo. Anche se ognuno di loro sa che potrebbe toccare a loro

Melville è un uomo che non ce la fa, che racconta la propria debolezza e rinuncia. Questo buco nero dietro il balcone vuoto è una cosa che fa cadere una delle poche solide certezze dell’impianto della Chiesa Cattolica: un Papa appena eletto tramite i cardinali da Dio che trova la forza nella propria debolezza di rinunciare.

Io non fatico a dire che non sono per niente felice di non essere credente e penso che la fede in molti momenti della vita sia un aiuto, un rifugio, una consolazione. Però, per ora, non ho questo dono.

Michael Piccoli e il Vaticano di Moretti

Ecco cosa Moretti dice di Michael Piccoli, protagonista del film nel ruolo del papa, e dell’impostazione che ha voluto dare al suo film:

Sono stato fortunato nel trovare Michael Piccoli ad interpretare questo papa. Tengo a precisare che è un papa totalmente inventato: il film comincia con i funerali di Wojtyla, ho inserito anche scene di repertorio. C’è un portavoce del vaticano polacco ma non c’entra niente con lui.

Certo si sente l’ombra di Wojtyla alle spalle di Melville, l’ombra di un lungo pontificato molto popolare. Però non mi sono fatto condizionare dall’attualità, non ho voluto raccontare questa Chiesa che tutti conosciamo e di cui il papa attuale ha chiesto scusa, del Vaticano che non paga l’ICI, della finanza vaticana.

Sono tutte cose per la cui conoscenza ci sono altri strumenti, libri, documentari, giornali. Ho voluto raccontare i miei cardinali, il mio Vaticano il mio Papa non c’è nessuna ricalco della realtà,  nessun ammiccamento all’attualità televisiva politica vaticana.

E’ una storia completamente di invenzione e soprattutto una storia di attori. Lavorare con gli attori è uno degli aspetti che più mi piace del mio lavoro e ho avuto in questo film la fortuna di incontrare interpreti straordinari.

Si fanno dei film, a volte convincono a volte no, piacciono ad alcuni e ad altri no. I film si fanno anche per immaginare una realtà diversa, rapporti diversi tra le persone: lo psicanalista interpretato da me e i cardinali sono lontanissimi eppure alla fine stanno insieme nello stesso luogo e fanno le stesse cose.

I cardinali e la pallavolo

Ecco invece come il regista ha risposto alla domanda di una spettatrice che gli chiede come mai nel suo film i cardinali giocano invece che pregare:

Gli scandali della Chiesa

Durante le riprese del suo Habemus Papam la Chiesa era sotto accusa per una serie di scandali. Moretti non ha però volutamente parlato di questo nel suo film:

La scena a teatro  [SPOILER]

A chi non ha visto il film consiglio di non leggere questo paragrafo perchè contiene dettagli sul finale del film.

La scena del teatro ha questo significato: ‘Basta giocare veniamo a riprenderti‘. Dopo la prima parte, un momento di grande angoscia e smarrimento, c’è una sospensione, il papa se ne va in giro per Roma, segue le prove di una compagnia teatrale, i cardinali giocano a scopone e a pallavolo. Ma i cardinali fanno tutto questo perchè non sanno che il papa è scappato.

Quando il portavoce pasticcione racconta quello che ha combinato i giochi finiscono, si scopre che dietro la tenda non c’è il papa e la potenza vaticana va a riprenderlo nel luogo della passione che lui aveva cancellato da tanti anni: il teatro.

Nella scena dell’automobile non volevo che Melville sembrasse troppo spaventato, troppo contro la folla che si accalca dietro il finestrino perchè in quel modo si sarebbe capito subito che avrebbe rinunciato. Ma non volevo nemmeno che fosse troppo felice perchè poi, come regista,  avrei preso in giro il pubblico (il papa è felice, ci ha ripensato).

In quella scena dell’automobile volevo mantenere un equilibrio tra il suo senso del dovere ed un saluto discreto ai fedeli.

Il prossimo film

Non ho ancora un’idea ma di una cosa sono convinto: 5 anni sono ridicolmente troppi e quindi spero di ritornare qui tra due anni e mezzo, tre. Non so ancora con che film, sicuramente diverso da questo e dal precedente ma il tempo stringe e voglio lavorare prima dei miei tempi soliti.

Si conclude qui la prima parte dell’articolo. Continua a leggere la seconda ed ultima parte.

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