Poveri ma belli: una commedia giovanilistica ante litteram

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1956:A dieci anni dalla fine della guerra Dino Risi propone questa divertente commedia che vede come protagonisti dei giovani romani. Da allora il cinema non sarà più lo stesso…

Gioventù al “potere”
















La metà degli anni Cinquanta vede l’Italia e il mondo allontanarsi dall’incubo della seconda guerra mondiale.L’Italia in particolare si avvicina a grandi passi a quello che sarà definito di lì a breve boom economico. Intanto,all’estero si registra un forte incremento di letteratura e cinematografia dedicata al mondo dei giovani che, proprio a causa della guerra conclusasi da un decennio, non hanno ancora un posto ben definito nella società:ecco quindi nel teatro John Osborne, drammaturgo inglese che lancia il personaggio del giovane arrabbiato in Ricorda con rabbia e contemporaneamente lo splendido film USA Gioventù bruciata che lancia definitivamente James Dean.
L’Italia “risponde” con un film ingenuo ma che farà la storia del genere commedia e che è ancora oggi sulla breccia grazie ai numerosi passaggi che le varie emittenti gli riservano periodicamente: Poveri ma belli.

Quando la semplicità vince

Gli ingredienti del film diretto da Dino Risi che è stato uno dei grandi della commedia all’italiana sono pochi: mettere insieme due ragazzi scansafatiche, bellocci ma con scarse risorse economiche ( simbolo dell’Italia nuova che vuole farcela) interpretati da Renato Salvatori e Maurizio Arena ( all’epoca poco noti e poco più che ventenni) con due ragazzine uscite dalla televisione ( si tratta delle due minorenni Lorella De Luca e Alessandra Panaro, note all’epoca come vallette della popolare trasmissione Il Musichiere e inserire come “rivale” la ventenne e prosperosa Marisa Allasio. Agitare il tutto con schermaglie amorose, feste in terrazzo con i genitori che sorvegliano e altre gags minimali e il risultato è un successo senza precedenti che continua a perpetuarsi a cinquant’anni di distanza tanto da ispirare una commedia musicale portata sulle scene dall’attrice pugliese Bianca Guaccero. Da notare che tutti i giovani attori protagonisti, seguendo una moda dell’epoca erano rigorsamente doppiati!

Trasgressivo e peccaminoso per l’epoca


















Nonostante ai giorni nostri la storia sia considerata del tutto ingenua e adatta a un pubblico da zero a cento anni, la critica dell’epoca e in particolare la Chiesa si scagliò senza mezzi termini contro la commedia di Risi definendola trasgressiva e peccaminosa a causa delle forme della giovane e bella Marisa Allasio e del suo atteggiamento vivace con i ragazzi, ma il pubblico, come spesso accade, non stette ad ascoltare nè i dettami del parroco nè quelli degli esperti di cinema decretandone la vittoria al botteghino del film e assegnando un posto tra i divi agli interpreti.
La produzione fu spinta poi a produrre due sequels: Belle ma povere dell’anno successivo che ebbe uguale successo e Poveri milionari del 1959. Invitiamo quindi i lettori a soffermarsi su questa pellicola al suo prossimo passaggio televisivo.

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