Leoni di Pietro Parolin. Una Commedia Italiana, anzi all’Italiana.

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Pietro Parolin, al suo primo lungometraggio realizza il film Leoni una commedia molto italiana. Oramai questo aggettivo purtroppo sembra avere una connotazione negativa e allora bisogna specificare: il regista riesce a realizzare una Commedia all’italiana, riallacciandosi alla tradizione delle tragicommedie di grandi Maestri come Germi o Monicelli.

leoni film

Leoni

Leoni

di Matteo Martinelli @Percorsi Up Arte

Gualtiero Cecchin (Neri Marcorè) è il rampollo di una prestigiosa e potente famiglia dell’alta borghesia veneta. L’impero economico costruito da suo padre Tiziano è ormai delapidato, complice la “Crisi” economica e l’inettitudine di Gualtiero. Viziato e arrogante, seppur simpatico e brillante, Gualtiero vive al di sopra delle proprie possibilità, riponendo piena fiducia nei beni di famiglia, ancora amministrati dalla madre Mara (Piera Degli Espositi).

Quando però Mara confessa al figlio di non disporre più di liquidità, Gualtiero deve iniziare a pensare a come riscattare il nome della famiglia. Abituato a cercare scorciatoie per raggiungere risultati, persegue una spregiudicata idea imprenditoriale per fare molti soldi in poco tempo, utilizzando le conoscenze e l’influenza della famiglia, senza pensare troppo alle conseguenze.

Gualtiero ha inoltre una sorella, Elisa (Anna Dalton), professoressa di matematica cresciuta in una campana di vetro, la quale è sposata con Alessio (Stefano Pesce) un pubblico ufficiale della polizia locale, perennemente in contrasto con Gualtiero. Stefano, insicuro cronico, subisce la personalità e il diverso rango sociale di Gualtiero, e per questo cerca di metterlo in difficoltà in qualsiasi modo. L’unico che potrebbe realmente riscattare il nome dei Cecchin è Martino (Pierpaolo Spollon) figlio di Gaultiero e degno nipote di suo nonno.

Una interessante opera prima

Pietro Parolin, per la prima volta alle prese con un’opera di 90′, riesce a creare con il film Leoni una commedia elegante ed equilibrata, dirigendo un cast di attori di primissimo livello. Per stessa ammissione degli attori il regista è stato in grado di realizzare un set rilassato e divertente, e questo clima disteso ha permesso di eseguire ottime interpretazioni e interazioni tra personaggi.

Buona anche la caratterizzazione dei protagonisti che non risultano mai delle macchiette, ma figure realistiche che riescono a rappresentare diverse generazioni e tipi sociali: Mara rappresenta la generazione dei nostri nonni, coloro che hanno costruito con il proprio lavoro la propria fortuna, ma che poi tendono a rimanere troppo legati alla “roba”, alla proprietà e ai privilegi acquisiti in un contesto socio-economico oramai totalmente mutato;

Gualtiero, la generazione del presente, un personaggio declinato al comico, ma che rappresenta l’arte di arrangiarsi, la furbizia, l’abuso di raccomandazioni, insomma il solito italiano protagonista di decine di pellicole dagli anni ’60 in poi; infine c’è Martino, la nuova generazione che si affaccia in maniera attiva nella società e in cui il regista ripone un messaggio di speranza.

Ritorno al neorealismo

leoni Neri Marcore

L’attore Neri Marcorè

La capacità di creare personaggi realistici non è il solo elemento che ricollega il film Leoni al filone della buona commedia all’italiana, c’è ad esempio anche l’uso della lingua. Terminato il periodo fascista i cineasti dell’epoca si riversano per strada al di fuori degli studi di posa e in contrapposizione agli attori di prosa, scelgono di raccontare la vita vera, utilizzando come mezzo anche la lingua parlata realmente dagli italiani con forti inflessioni e dialetti.

Nel film Leoni, l’uso della lingua è uno strumento molto potente per sottolineare il realismo, per accentuare gli effetti comici e per descrivere le estrazioni sociali dei personaggi. Si passa dalla cadenza molto forte di Stefano di estrazione medio bassa, alla poca inflessione di Elisa, fino ad arrivare all’unico personaggio che non presenta alcun tipo di inflessione, Mara.

Il regista sembra avere già un proprio stile riconoscibile: essenziale e pulito. Sempre molto curata la composizione delle immagini, e una bella fotografia vivace mai sopra le righe. Il percorso produttivo è tra i più virtuosi. Il film è stato realizzato grazie a un bando della Regione Veneto (difatti nel film spesso ci sono delle sequenze, che sono una sorta di “spottone” della regione, ma sempre pienamente integrate nel tessuto narrativo) e grazie al Centro Sperimentale di Cinematografia, che supporta le opere prime degli ex studenti.

La Film Commission Veneta, riesce a utilizzare al meglio il proprio investimento, ottenendo un ritratto della propria regione molto invitante. Inoltre impone alle produzioni esterne di utilizzare come responsabili dei settori più importanti le proprie maestranze, cosa che spesso in Film Commission più blasonate e promozionate non capita.

Il Centro Sperimentale, oltre immettere nel mercato cinematografico nuovi autori, coinvolge quanti più allievi (nuovi e vecchi) possibili , infatti l’attore che interpreta Martino, è un attuale allievo del Centro Sperimentale. Anche i coproduttori e gli sponsor del film stanno partecipando in maniera attiva alla promozione del film, creando ciascuno delle campagne ad hoc per amplificare i reciproci vantaggi della pubblicità. Insomma un ottimo debutto di Pietro Parolin nel Cinema, sperando che il pubblico riesca ad apprezzare un’operazione raffinata e popolare allo stesso tempo. Il film sarà in uscita a Roma e nel Veneto il 5.

La conferenza stampa

Ecco alcuni video della conferenza stampa del film. A parlare Piera Degli Esposti, Neri Marcorè, Anna Dalton, Pierpaolo Spollon e Pietro Parolin

 

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