Le confessioni: una nuova visione del Potere

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Un monaco, una morte misteriosa, il G8: Roberto Andò porta sul grande schermo il sacro e il profano dell’animo umano con Le confessioni.

Le confessioni

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Germania. In uno dei più lussuosi alberghi della nazione si ritrovano le otto maggiori potenze economiche del mondo per discutere, promuovere e avviare una nuova manovra segreta. A capo di questa convocazione c’è Daniel Roché (Daniel Auteuil), il direttore del Fondo Monetario Internazionale, il quale ha voluto la presenza – in albergo – di tre ospiti del tutto estranei al mondo dell’economia: una rock star, una nota scrittrice di libri per bambini dal passato non troppo semplice (Connie Nielsen) e il monaco certosino Roberto Salus (Toni Servillo). Ma Daniel Roché viene trovato morto soffocato nella sua stanza e le riunioni vengono sospese. Omicidio o suicidio?

Le confessioni

Una scena del film Le confessioni

Da qui la storia prende un’altra strada. Ognuno dei protagonisti si confessa a Salus e sono questi stessi a temere che il monaco sappia qualcosa di questa segreta manovra esortandolo a parlare. Ovviamente senza successo trovandosi, così, di fronte a un uomo forte della sua verità e del suo stato di Grazia mentre essi divengono sempre più deboli a causa di una sconosciuta verità e di incerte e labili sicurezze.

Il trailer

Il film

Roberto Andò, tornato al cinema dopo il suo Viva la libertà del 2013, con il suo film ha certamente il merito di raccontare e osservare il Potere da un nuovo punto di vista. Il regista, infatti, solo nelle prime scene ne abbozza i fasti e i privilegi per lasciar spazio – ancor prima dell’arrivo di Salus – alla sua debolezza e inconsistenza. Andò decide di osservare il Potere e le sue conseguenze attraverso lo sguardo apparentemente distratto del monaco certosino il quale, come impone il suo ordine, fa voto di silenzio, di digiuno, di preghiera e povertà. Salus, così, si impone ai grandi del pianeta per il suo sguardo silenzioso eppure colmo di significato e di concetti importanti.

Toni Servillo Le confessioni

Toni Servillo ne Le confessioni

Nonostante Le confessioni si faccia forza grazie all’interpretazione di Toni Servillo che, però, non convince molto e non sembra distaccarsi anche espressivamente da La grande bellezza. E pare che anche attraverso la figura del monaco (che non poco ricorda quella di Guglielmo da Baskerville de Il nome della rosa) Andò non manchi di strizzare l’occhio al cinema di Paolo Sorrentino. Basti pensare a questa figura del monaco che, invece, nel film premo Oscar di Sorrentino è incarnato da una suora: in entrambi i casi una sorta di coscienza. Ma non solo: le stesse atmosfere sospese, essenziali eppure quasi surrealiste ricordano quelle adottate da Sorrentino e che, a loro volta, ricordano quelle più autentiche firmate e raccontate da Federico Fellini.

Le confessioni

Una scena de Le confessioni

Le confessioni resta un film sicuramente ambizioso ma non riesce nel suo intento: appare troppo rarefatto, troppo sospeso, in alcuni momenti troppo attaccato alla realtà e in altri troppo pretenzioso come quando Salus diviene quasi un moderno San Francesco che parla con cani e uccelli. E di certo non aiuta la scelta dell’ampio uso dei sottotitoli: questo è certo sintomo di un voler raccontare i fatti seguendo un certo realismo legato ai partecipanti del vero G8 ma distrae non poco l’attenzione rendendo ancor più difficile la comprensione di un testo filmico già di per sé abbastanza confuso.

Le confessioni

Toni Servillo ne Le confessioni

Roberto Andò è stato certamente coraggioso nella realizzazione del suo progetto ma troppa ambizione e troppe idee (proprie e ispirate) non hanno aiutato.

Clip del film

Le confessioni, distribuito da 01 Distribution, uscirà nelle sale il 21 aprile.

 

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