Classe Z: Incompatibilità Generazionale

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Arriva nelle sale italiane dal prossimo 30 Marzo il nuovo film di Guido Chiesa, prodotto dalla Colorado Film e distribuito da Medusa: Classe Z.

Classe Z

Classe Z

Classe Z

Ci troviamo in un liceo scientifico romano dove il preside (Alessandro Preziosi; Mine Vaganti, Il volto di un’altra) ha imposto d’inserire una nuova classe composta dai peggiori alunni delle quinte classi, tra cui Stella (Greta Menchi), Ricky (Enrico Oetiker), Julian (Luca Filippi). Tra i vari professori, arriva il nuovo e giovane professor Andreoli (Andrea Pisani; Fuga di cervelli, Belli di papà) che prova un metodo anticonvezionale per riportarli sulla giusta…

Trailer del film “Classe Z”:

Questione di generazione

Come precedentemente detto nella recensione di Non è un paese per giovani di Giovanni Veronesi, in sala dallo scorso 23 Marzo, anche qui la questione alla base è la medesima, o quasi: è raro che un regista riesca a raccontare nel migliore dei modi di una generazione o di una tematica che non gli appartiene.

O, per farlo, deve sentirla, immergersi in essa, farla sua. E’ troppa la distanza tra Guido Chiesa e questa generazione Z (la generazione dei nati nell’era digitale, tra il 1995 e il 2010), una generazione che all’interno del film non viene raccontata se non restando in superficie, avviandosi via via che il film procede a rimanere macchietta, archetipo di personaggi già visti e analizzati (meglio) nel cinema americano (dall’eccesso di Mean Girls, 2004, fino al recente e più verosimile 17 anni e come uscirne vivi, 2017) e non riuscendo in alcun modo ad eguagliare la potenza di racconto storico, sociale ed emotivo che un film come Notte prima degli esami (2005) riusciva ad essere e a trasmettere anche a coloro che quella generazione non l’avevano vissuta proprio per la vicinanza empatica e personale del regista e degli sceneggiatori.

Classe Z

Una scena di Classe Z

Questione produttiva

Sceneggiatori (e regista) che in questo Classe Z si trovano a dover eseguire uno di quei film ‘a comando’, una richiesta da parte della major (qui la Colorado Film) di mettere su un film incentrato sulla scuola.

E da qui il loro nuovo protégé Guido Chiesa (che tanto aveva dato ai suoi esordi, anche all’interno di un genere come la commedia) si trova biecamente ad eseguire il compito, senza sbavature, eppure privo di ritmo, di un’analisi attenta seppur iper-saturando e rendendo tutto così terribilmente pop senza però arricchire la struttura drammaturgica con del sano citazionismo popolare contemporaneo, o una visione sociale, storica, portandolo ad essere un magro ‘sub’ del recente Come diventare grandi nonostante i genitori (2016) e nulla più.

Classe Z

Una scena di Classe Z

Cast

Nel cast troviamo dal ‘veterano’ di casa Colorado Andrea Pisani (metà del duo ‘I PanPers’), alla youtubers Greta Menchi (che, per quanto la terribile assenza di recitazione accanto a, di certo, un bel visino, non risulta essere il punto peggiore del film), ai meno conosciuti Francesco Russo (Zio Gianni) e Armando Quaranta (Belli di papà, I Babysitter), per passare anche dai prof Carlo De Ruggieri (Se Dio Vuole, Torno indietro e cambio vita), Antonio Catania (Boris, L’ora legale) e Alessandro Preziosi, che nulla aggiungono alla fiacchezza generale della messa in scena, del montaggio e in generale dell’idea su un prodotto che spinge per essere ciò che semplicemente non sarà mai.

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