Non è un paese per giovani: Appunto.

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Arriva nelle sale italiane il prossimo 23 Marzo il nuovo film del regista e sceneggiatore Giovanni Veronesi che, a poco meno di tre anni dal suo ultimo film Una donna per amica decide di perseguire i suoi ‘racconti generazionali’ sui ventenni di oggi e sui cervelli in fuga in: Non è un paese per giovani.

Non è un paese per giovan

Non è un paese per giovani

Non è un paese per giovani

Sandro (Filippo Scicchitano; Scialla, Allacciate le cinture) e Luciano (Giovanni Anzaldo; Assolo, Il capitale umano) sono due camerieri di un ristorante romano, sottopagati e senza futuro. Quando il secondo ha l’idea di partire per Cuba per sfruttare l’arretratezza tecnologica del paese per trarne vantaggio e quindi una possibilità lavorativa, Sandro lo seguirà. I due, raggiunta la destinazione, saranno aiutati ad inserirsi nel nuovo ambiente da Nora (Sara Serraiocco; Salvo, Cloro), una ragazza con un’aneurisma e qualche rotella fuori posto.

Non è un paese per giovani – Il trailer

Dalla teoria alla pratica

Non è un paese per giovani è un concept-movie che nasce dall’omonima trasmissione condotta dallo stesso Veronesi su Radio2 dal 2014 e che gli ha donato lo spunto per costruire poi quella che sarebbe stata la sceneggiatura del film. Titolo che ovviamente richiama anche la perla del 2006 dei fratelli Cohen Non è un paese per vecchi. Ancora con le musiche dell’ormai fidato Giuliano Sangiorgi dei Negramaro il cast vanta, oltre ai protagonisti già citati, anche attori come Sergio Rubini (nei panni del padre di Sandro) e Nino Frassica (nei panni di un ristoratore di Messina fuggito a Cuba dalla Camorra). 

Non è un paese per giovani

Non è un paese per giovani

Fondamentalmente, il film possiede una regia salda senza guizzi che si muove tra droni e una sobrietà interna alle scene che riesce a far respirare i personaggi e che, grazie anche al montaggio, trova un buon equilibrio tra le ‘calde’ ambientazioni sature di colore e i volti dei personaggi: la generazione dei ragazzi tra i venti e i trentanni, i neo-diplomati e laureati che ‘fuggono’ dall’Italia in cerca di possibilità migliori altrove e che, forse forse, non sperano neanche di tornare troppo presto o, pur avendo nostalgia, rimangono altrove nella ricerca di un’ideale da rendere reale.

Romanzare la realtà

Scicchitano - Veronesi - Rubini

Non è un paese per giovani: Scicchitano, Veronesi e Rubini

Se però nell’idea e nella caratterizzazione dei personaggi-archetipi (non tanto nella loro evoluzione) Veronesi è stato acuto e preciso, la storia si evolve ricercando un’enfasi profonda interna al terzetto di cui narra e ponendo lo sguardo onnisciente del narratore (e quindi del regista) sotto una prospettiva per cui perde, via via che il film procede, l’aderenza alla realtà per spingersi tra stereotipi e una visione romantica (e romanzata) delle cose che ricorda la gravità che un progetto del genere si porta dietro: un regista appartenente ad una generazione lontana da quella che narra sotto ogni singolo punto di vista (Veronesi ha 55 anni, ma non è questione di numeri). 

E non è una colpa totale di Veronesi che, con passi altalenanti e rimanendo in un registro pop-mainstream di un cinema meramente commerciale, ha voluto raccontare le generazioni e gli scontri e le contraddizioni interne alle stesse senza la presunzione di dare risposte ma affascinandoci semplicemente immergendoci in esse, ricordando la bellezza nell’essere vivi e nell’affrontare la vita, la storia e lo scorrere del tempo. 

Non è un paese per giovani

Non è un paese per giovani

Se nel recente L’ultima ruota del carro, però, si avvertiva una vicinanza dell’autore alla materia narrata e uno sguardo del singolo (lì Elio Germano) sulla storie e sulle cose, in Non è un paese per giovani il racconto è divertito sin dall’inizio e devia quasi subito nel trappolone delle storie personali dei protagonisti a cui si, ci affezioniamo (grazie alla bravura degli interpreti, la Serraiocco tra tutti è la più equilibrata e nel ruolo più delicato del film), ma che tradiscono il titolo (che si rivolge ad un’intera generazione) e l’intento che opere come Italians (2009) o Manuale d’amore (2005) erano riuscite diversamente a portare a termine con minori sbavature.

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