CICLO ALBERTO SORDI – Il marito gioie e dolori della vita a due

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Anche se nella vita non si sposò mai , da attore ha avuto molte mogli.Ecco però come affronta Albertone la vita matrimoniale nel film “Il marito”…

Il marito: Il matrimonio secondo Albertone

 

 

 

 

 

 

 

Dopo la rappresentazione dello scapolo nell’omonima pellicola ad Alberto  Sordi non poteva toccare che un’interpretazione del marito.E così i registi Nanni Loy, all’epoca giovanissimo e alle prime armi dietro la macchina da presa e Gianni Puccini anch’egli regista poco noto confezionano apposta per l’attore romano una commedia su misura che ancora una volta è coprodotta dalla Spagna. Siamo nel 1957 e Sordi non avrebbe più l’età per essere uno sposino ma è anche l’età giusta per essere ancora una volta sè stesso e cioè un uomo che si piega al matrimonio principalmente per seguire le convenzioni sociali che le personali convinzioni e ne paga le conseguenze.

Val bene una moglie?

Alberto Sordi sottopose il soggetto del film al produttore Rizzoli che però non si sentì attratto dall’idea del film  mentre al contrario un produttore spagnolo “sposò” la causa della pellicola immediatamente. Il film venne così girato a Madrid con attori perlopiù iberici malgrado la trama  e l’ambientazione siano italiane. Sordi nella pellicola è un giovane imprenditore, ovviamente romano, che decide di prendere moglie perché ormai in età e così attratto dall’apparente perfezione di una giovane violoncellista la impalma. Ma la donna oltre a essere profondamente diversa dal consorte per cultura e modo di vita, porta in dote una sorella e una madre altrettanto petulanti. Val bene una moglie se sussiste nella coppia una totale diversità di vedute? Il matrimonio “borghese” è quindi solo un contratto? Le tematiche della pellicola sono scottanti  e cestinate a far discutere soprattutto quando in Italia la parola “divorzio” non è nel vocabolario.

La società italiana si trasforma

 

 

 

 

 

 

Oltre a essere una garbata  ma al tempo stesso pungente  presa in giro di molti vizi nostrani , la pellicola italoiberica  è anche una precisa fotografia di una rapida  trasformazione della  società italiana ormai in pieno boom economico ( siamo nel 1957 e il dopoguerra è definitivamente lasciato dietro le spalle) : ecco quindi che anche i medio-borghesi  possono cominciare a godere dei frutti di una maggiore prosperità economica. Un esempio è dato dalle spiagge di Ostia affollate di bagnanti di ogni età ed estrazione sociale  e simbolo di una voglia di divertirsi senza pensare troppo a pensieri e preoccupazioni.

 

 

 

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