Lezioni di cinema: Checco Zalone – prima parte

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Una lezione di cinema un pò fuori dal comune è quella che vi presento oggi e che si è tenuta durante la sesta giornata del BIF&ST 2011. Ospiti del festival l’attore Luca Medici, in arte Checco Zalone, Gennaro Nunziante, regista di Cado dalle nubi e Che bella giornata di cui Zalone è protagonista assoluto ed il produttore dei due film Pietro Valsecchi.Non ha voluto che si chamasse lezione questa chiacchierata che Checco Zalone ha tenuto con il pubblico barese durante il BIF&ST ed in effetti più che una lezione sembrava una simpatica rimpatriata con gli amici. L’unica cosa che l’attore ha chiesto è stata di evitare foto e video se non nei primi minuti per cui eccovi il video dell’inizio della lezione.

Tra battute e discorsi seri la lezione è poi proseguita così:

Pietro Valsecchi: il produttore

Gennaro Nunziante:

Abbiamo apprezzato di lui il fatto che voleva fare le cose (a differenza di altri che non ti fanno mettono al corrente di nulla). Un altro aspetto positivo di Pietro è l’entusiasmo e la freschezza con cui si muoveva. Abbiamo notato che a tavola diventava più generoso: avevamo solo sei settimane di lavorazione, dopo una lauta cena le settimane sono diventate sette.

Checco Zalone:

Questi film erano un sogno che avevamo io e Gennaro. Io allora facevo Zelig ed era stata un’annata favorevole, si parlava molto di me. Avevo avuto la proposta per una parte in un film di un altro attore ed avevo subito accettato. Poi mi è arrivata la proposta di Pietro ed ho dovuto rinunciare facendo una figuraccia.

Pietro Valsecchi, Gennaro Nunziante e Luca Medici

L’esperienza del cinema

Ecco cosa ha risposto Luca Medici alla domanda: non tutti gli attori amano guardarsi allo schermo (Claudia Cardinale ad esempio n.d.r). A te invece piace?

E’ inutile, è difficilissimo resistere alla tentazione di vedere la propria faccia proiettata sul grande schermo, diventa quasi una droga. Sul piccolo schermo, quando cioè faccio qualcosa in tv non mi guardo mai. Il primo approccio con il grande schermo è diverso: diventa un sogno, soprattutto per quelli che iniziano con la televisione.

Un ringraziamento speciale

Checco Zalone:

Io devo ringraziare una persona. Prima che uscisse questo film siamo caduti in una depressione totale, non abbiamo dormito per giorni. C’era stata una proiezione a Milano del nostro film con gli addetti ai lavori che aveva avuto una reazione freddissima. Poi il film è stato proiettato per il pubblico a Bologna e a Firenze e la reazione è stata opposta così ci siamo rincuorati.

Però in quei giorni siamo stati male: pensavamo di aver fatto davvero una cagata, un flop. Un giorno mi chiama Gigi D’alessio: ero lì lì per piangere in una stanza d’albergo quando mi chiama Gigi che voleva fare un programma con me. Io gli ho detto di no e gli ho raccontato la mia frustrazione del momento.

Lui invece di indispettirsi che ha fatto? Mi ha fatto tre quarti d’ora di seduta psicanalitica gratis! In questo mondo le antipatie, le invidie, sono umane ma ci sono. Per cui è davvero da apprezzare che D’alessio che non mi conosceva, nonostante avessi declinato il suo invito, è stato 40 minuti a dispensarmi consigli.

Un consiglio di Gigi? Non guardare i blogghi! Quindi volevo ringraziarlo pubblicamente e dirgli che adesso masterizzerò il suo disco! Ino ogni caso D’alessio non è stato l’unico, anche Fiorello mi ha mandato messaggi di complimenti.

Luca Medici in arte Checco Zalone

Che bella giornata

Gennaro Nunziante:

Avevamo due anteprime, una a Bologna e una a Firenze, dopo la proiezione di Milano. Ovviamente ci aspettavamo il peggio: Firenze era una tappa fondamentale, essendo la patria della commedia. Avevo chiesto all’esercente del cinema come fosse andato Cado dalle nubi e lui mi aveva risposto: inizialmente maluccio poi come un diesel e le ultime settimane avevamo il pienone.

Parte la proiezione della sera e Checco se ne va. Io invece sono restato. Mi hanno lasciato un tipo del gruppo dietro di me che voleva andare a mangiare ed io invece volevo vedere il film. Immaginate quanto mi odiasse in quel momento. Ad un certo punto il pubblico ha iniziato a ridere per una battuta (quella sull’Erasmus…ah il fidanzato!) su cui avevamo puntato poco, allora mi sono rincuorato.

Dopo un’oretta sono andato via contento. Checco non credeva che la gente stesse ridendo! Controvoglia lo convinco a fare il saluto finale con il pubblico. Siamo rientrati in sala alla scena finale del papa dove è partito un bell’applauso!

Checco Zalone:

Quindi grazie a Gigi D’alessio e a Firenze ho ritrovato finalmente il sonno!

La popolarità

Gennaro Nunziante:

Io mi diverto molto perchè non cambio il mio modo di vivere. Non toglietemi il mercato rionale, il supermercato, la vita normale di tutti i giorni. Quello che mi fa ridere sono le reazioni della gente. La signora del supermercato ha detto a mia moglie: ah venite ancora qui! Poi Bari si presta molto a queste cose.

Questa devo proprio raccontarvela: sotto casa mia abbiamo un garage dove lasciamo l’auto. Un giorno mia moglie è tornata ed il proprietario le ha chiesto: signora ma suo marito è quello del film? E mia moglie: si è lui. Signora vedete che da questo mese sono 10 euro in più!

Un giorno poi mi chiama una radio dicendo che stavano facendo una trasmissione sul cinema e le nuove commedie e mi pregano di partecipare. In due minuti mi trovo in diretta con uno che stava offendendo il mio film. Io ero lì che non sapevo che dire se non ma mi avete invitato voi!

Quello che invece non capisco è la polemica. Ma perchè non ci si abitua all’idea che abbiamo fatto un film di intrattenimento? Non c’era volontà culturale. Ci troviamo in un dibattito in cui non si vive il film per quello che è stato (tanta gente ci è andata per andare a sorridere), si vuole per forza aggiungere l’aspetto culturale. Entri quindi in un dibattito in cui per uscirne il più presto possibile lo fai attraverso risposte comiche di autoironia.

Checco Zalone:

Quest’anno basta in televisione. E’ faticosissimo resistere e fronteggiare la popolarità. C’ho la fidanzata su Cioè…vestita però. Mia zia che spiega la ricetta del pollo, mio padre che fa entrare i giornalisti in casa e gli ha fatto vedere la foto di quando andavo in palestra ed avevo un pacco così tanto che mi ha chiamato pure Tinto Brass per fare un film.

Ringraziando il cielo non abbiamo scheletri nell’armadio, non frequentiamo luoghi mondani, a parte il Bar Sport di Capurso. Non sono una persona che frequenta molto eventi mondani, eccetto quelli di Pietro Valsecchi, con le buonissime cene a base di tonno e questi personaggi del grande cinema che però io non conosco.Per esempio una volta ho parlato per tanto tempo con Matteo Garrone pensando che fosse Stefano Accorsi!

Una buona strategia, secondo me, è quella di restare qui in Puglia perchè c’è un mondo totalmente diverso dal mio ed il distacco geografico alimenta l’occhio critico: mi rendo conto di non far parte di questi giri. Il cinema è a Roma ma io non voglio spostarmi. Preferisco stare qui.

Termina qui la prima parte della lezione di cinema di Checco Zalone. Leggi la seconda parte.

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