Greta Scacchi al BIF&ST 2017: La tenerezza di Gianni Amelio e le domande del pubblico

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Termina con questo articolo l’approfondimento sulla masterclass che l’attrice Greta Scacchi ha tenuto al BIF&ST 2017. Dopo aver parlato de I protagonisti di Robert Altman, proiettato al festival per l’occasione, e della sua carriera, in quest’ultima parte risponde alle domande del pubblico e parla del suo ultimo film: La tenerezza di Gianni Amelio.

Greta Scacchi

L’attrice Greta Scacchi

Greta Scacchi: i ricordi di Vittorio Gassman

Quale film preferisce Greta Scacchi di Vittorio Gassman?

Greta Scacchi: Mi hai scoperto perché io conosco Gassman da film che vedevo con la mia matrigna quando venivo in vacanza con i miei fratelli e andavamo con mio padre giù in campeggio e giravamo tutta l’Italia. Andavamo spesso a vedere film all’aperto ed è lì che ho visto molti film di Gassman: è stato un grandissimo attore e mi ha ispirato molto, è un peccato che la lingua italiana abbia bloccato il successo internazionale di un attore così. Non ricordo i nomi dei film che ho visto ma ho il ricordo forte ed intenso di certi momenti.

Le registe donne e La tenerezza

Nella filmografia di Greta Scacchi ci sono pochi, ma intensi, incontri con registe donne. C’è un rapporto diverso nel momento in cui a dirigere una storia, soprattutto se riguarda le donne, è una donna? In questo video la risposta dell’attrice che parla anche del suo ruolo ne La tenerezza di Gianni Amelio

Le domande del pubblico a Greta Scacchi

I protagonisti: l’immagine cinica di Hollywood

Ma Hollywood è così cinica come è descritta nel film di Robert Altman?

Greta Scacchi: A dire il vero sono molti anni che non ci torno, mi sentivo forzata di andare ad Hollywood all’inizio. Per esempio Presunto Innocente con Harrison Ford sono stata quasi costretta a farlo. E’ capitato che avrei dovuto lavorare con Volker Schlöndorff e avevo tanta voglia di lavorare con lui. Pensavo che Inghilterra, Francia, Italia, Australia fossero territori sufficienti per me, ed ero contenta di frequentarli per il resto della mia vita, ma non era così per il commercio del cinema.

Stavo per lavorare con Volker e all’ultimo momento i produttori americani hanno detto di no anche se avevamo già parlato io e lui da più di un anno. I produttori volevano un’attrice affermata in America, con degli incassi. Era la terza volta che mi era capitato di perdere un ruolo per questo e quindi sono andata a Los Angeles e se metto insieme tutti i lavori credo di aver passato a Los Angeles mai più di tre mesi ed in totale forse due anni, poi sono scappata e non mi incuriosiva più.

Nei primi 15 anni del mio lavoro ricevevo sceneggiature ma volevo fare teatro, il mio sogno è realizzato. Ora faccio molto teatro ma mi manca il cinema, vorrei avere anche l’occasione di tornare al cinema e magari devo tornare a Los Angeles non so.

La regia

Ha intenzione di fare la regista?

Greta Scacchi: No. Perché rispetto moltissimo i registi, spesso rimango delusa e non so se riuscirei a comunicare come un regista dovrebbe e poi c’è anche quell’aspetto di diplomazia, ci sono tanti personaggi e un regista dovrebbe venire seguita, amata obbedita da tutti. Non so non mi sembra uno stress che mi attira. Però sto iniziando a scrivere.

I consigli

Se insegnassi in una scuola di cinema in un corso di recitazione per aspiranti attori cosa diresti oggi?

Greta Scacchi: Mi capita spesso di andare a parlare agli studenti e una cosa che mi stupisce è che ci sono molti giovani che ora vogliono fare tv e cinema e non sono per niente interessati al teatro. Si annoiano non c’è l’impatto del cinema, poi il gusto di oggi è molto sul fantastico e quando vedo questi studenti non ci posso credere. Non dovrebbe passare per la testa il fatto se mi piace il teatro o no: il teatro è diverso dal cinema perché deve andare avanti, the show must go on anche se non funziona bene.

Un film che non funziona bene spesso non arriva neanche al cinema. Il teatro è sempre un esperimento, se un attore non è interessato a vedere l’attore dal vivo che dirige la scena non capisce cosa vuol dire fare l’attore. Anche sentire i discorsi, se non è appassionato dai commenti, dalle storie, dall’attualità, curioso, dimentica perché il nostro lavoro diventa noioso se non ti nutri di questi aspetti. Il lavoro ti arriva se sei curioso di certe cose e sai riconoscere le occasioni.

Termina qui la terza ed ultima parte della masterclass dedicata a Greta Scacchi. Appuntamento ai prossimi giorni per un nuovo protagonista.

BIF&ST 2017 – le foto dei protagonisti

In queste gallerie una carrellata di foto dei protagonisti del festival

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