BIF&ST 2019: Lucania – terra sangue e magia

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Presentato in anteprima al BIF&ST 2019, Lucania, terra sangue e magia del regista Gigi Roccati ha fatto da trampolino nella sezione Nuovo Cinema Italiano del festival. Nel film, che sarà nelle nostre sale a partire dal 20 giugno, gli attori Giovanni Capalbo e Angela Fontana.

Lucania, terra sangue e magia
Lucania, terra sangue e magia presentato al BIF&ST 2019

Lucania – La presentazione al BIF&ST

Lucania, terra sangue e magia è un film che mette inseme varie cose: il territorio, la radice di tutto, un legame di sangue tra un padre e una figlia che è messo in pericolo da nessi malevoli e poi la magia che da senso al realismo di cui è permeato il film.

Nel video che segue il regista Gigi Roccati racconta la genesi del film insieme alla produttrice:

In questo video invece l’attore Giovanni Capalbo che è tornato nella sua terra per produrre il film racconta quanto ci tenesse alla storia:

Angela Fontana aveva solo 19 anni per Indivisibili di Edoardo De Angelis e questo per lei, dopo tre anni, è un nuovo ruolo sfida. Nel video l’attrice racconta questa esperienza che è anche l’esperienza sensoriale del film in cui ha avuto un ruolo preponderante il direttore della fotografia:

Lucania è stato presentato la sera stessa a Matera dove è uscito qualche giorno dopo mentre arriva nelle nostre sale il prossimo 30 maggio.
Joe Capalbo: abbiamo voluto partire proprio dalla Lucania in collaborazione con Matera Capitale della Cultura che ha sposato il progetto, perché è una forma di ringraziamento nei confronti della terra dove abbiamo girato.

Il film ha vinto ha vinto al Worldfest – Houston Independent Film Festival come miglior film straniero, miglior montaggio e migliore attrice protagonista

L’intervista esclusiva per cinemio ai protagonisti del film

Di seguito il video dell’intervista ai protagonisti di Lucania:

Leggi tutti gli articoli dedicati al BIF&ST 2019.

Terra magica sospesa tra passato e presente

di Francesca Barile

Girato con un piglio documentaristico per il frequente indulgere sui paesaggi a tratti selvaggi e poco noti al grande pubblico, soprattutto con ausilio di riprese dall’alto che rendono al meglio la bellezza di questa terra di luce, come recita il suo nome accostato a quello ufficiale di Basilicata, il film Lucania, Terra sangue e magia del regista Gigi Roccati, in primis documentarista, è un omaggio alla terra natìa da parte di un suo figlio, che nella storia assurge a primaria protagonista accanto agli interpreti umani.

In bilico tra antiche tradizioni e dolorose realtà la storia si stringe intorno a un padre Rocco (Giovanni Capalbo, nella duplice veste di attore e coproduttore) la roccia dura come gli abitanti della terra lucana, uomo rude e severo ma al contempo giusto e onesto e sua figlia Lucia, (Angela Fontana) la luce che illumina e dà il nome più antico e più bello alla piccola e ingiustamente vilipesa regione ponte tra Campania e Puglia.
Dopo la morte di Argenzia (Maia Morgenstern) moglie di Rocco e madre di Lucia, la ragazza è vittima di una forma di mutismo selettivo. Vede sua madre e sembra rinchiusa in un mondo interiore impossibile da scalfire. Il suo luogo dell’anima è un albero ritorto attorno al quale improvvisa una danza di vita.

Rocco, crede sua figlia folle o perlomeno posseduta ma l’intervento di una masciara contadina, simbolo di un attaccamento a un remoto passato di terrori non dà alcun rimedio. La coppia padre- figlia vive una vita semplice sospesa in un mondo passato e selvatico che si scontra con una realtà dolorosa, lo smaltimento di materiale tossico. La fuga che ne segue a causa del rifiuto e dell’atto inconsulto di cui si macchia Rocco per difendere la sua terra apre la seconda parte della vicenda.

Il viaggio , come simbolo di cammino e crescita interiore, come già fu per Ulisse, il nostos universale, per Enea, eroe fuggitivo in cerca di una terra nuova e in epoca contemporanea per chi sulla strada, alla stregua dei personaggi dell’omonimo romanzo di Jack Kerouac, cerca sé stesso.
Rocco e Lucia scappano tra boschi, montagne e il lembo di mare che è parte integrante del paesaggio lucano.
Intanto Rocco, fiaccato dai dolori fisici e soprattutto dai sensi di colpa, come l’Anchise virgiliano fa un passo indietro a favore di Lucia che, come Freud insegna, deve imparare a fare a meno dei genitori per incamminarsi nella strada che la vede non più figlia ma ormai donna, autrice della propria vita.

Redenzione, simbolo, passato e presente si alternano insieme alla vigorosa bellezza della terra di Lucania. Un film raro, quasi paragonabile alle antiche epopee, scarno nei suoi dialoghi quanto colmo di significati.

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