Love me love me

Love Me Love Me – Il nuovo young adult su Prime

Love Me Love Me è un film romantico young adult del 2026, diretto da Roger Kumble. Con protagonisti Mia Jenkins, Pepe Barroso Silva e Luca Melucci. La pellicola uscirà su Prime Video a partire dal 13 febbraio.

-Articolo di Michele Scarperia

Questo lungometraggio è tratto dall’omonimo romanzo di Stefania S.

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Love Me Love Me

June (Mia Jenkins) cerca un nuovo inizio trasferendosi a Milano dopo la morte del fratello. Trovandosi poi in un triangolo amoroso nella sua nuova scuola.

Il trailer del film

L’ennesimo young adult che narra amore tossico

Love Me Love Me, il nuovo film di San Valentino pensato per il pubblico di Prime, si inserisce nella tendenza contemporanea dello young adult tratto da novelle di Wattpad: quella che tenta di raccontare passioni estreme e amori totalizzanti, finendo sempre per replicare modelli visti, rivisti e ormai esausti.

Dalle prime inquadrature è chiaro cosa sia quest’opera, l’ennesimo film fatto con lo stampino per quel determinato tipo di pubblico, identico a molti altri usciti di recente. I punti in comune con i celebri E’ colpa mia e After sono palesi, quasi programmatici, e purtroppo non giocano a favore del risultato. Una ripetizione stanca di dinamiche narrative e relazionali abusate.

Al centro della storia abbiamo ancora una volta la solita protagonista indecisa, stretta tra due poli maschili opposti e stereotipati: da un lato il ragazzo che sembra quello giusto, in apparenza bravo e affidabile, ma che piano piano rivela lati tossici; dall’altro il bad boy che sotto la scorza aggressiva, nasconde un cuore buono. Una dinamica che ho perso il conto di quante volte sia stata mostrata in modo identico, e che qui risulta più stucchevole che mai.

Non aiuta la scelta dei protagonisti, purtroppo i tre attori non sono all’altezza di recitare in un lungometraggio (per quanto di così basso livello). Poco credibili fin dalle prime scene, sempre peggio con lo scorrere del film, arrivando sequenze che dovrebbero essere drammatiche ed emozionanti ma che per una recitazione pessima sortiscono l’effetto opposto. Per non parlare di quelle che dovrebbero essere scene erotiche, dove ciò che prevale è solo tanto imbarazzo.

Il problema più grande, però, resta il messaggio. Love Me Love Me continua a proporre un’idea di amore confusa e problematica, in cui entrambi le opzioni offerte alla protagonista risultano tossiche o disfunzionali, ma vengono comunque romanticizzate. Un modello che il genere continua a ripetere e che qui non solo non evolve, ma risulta vecchio e totalmente privo di qualsivoglia fascino.

Love Me Love Me – Ambientazione, tecnica e conclusioni

L’ambientazione prova a dare un’identità al racconto, ma finisce per accentuarne l’artificialità. La Milano in cui si muovono i personaggi è una versione surreale e patinata della città, irreale: college con divise sgargianti che sembrano uscite da un teen drama americano, locali abusivi in cui ragazzi minorenni ricchi combattono e tanto altro.

Per seguire pedissequamente E’ colpa mia, anche qui abbiamo il motore adrenalinico della storia. Non più la corsa delle macchine (per quanto sul finale sia presente un inseguimento), ma la MMA. Pretesto per far incontrare i personaggi, creare attriti e villain completamente casuali. L’effetto complessivo è un collage di topoi del genere assemblati senza logica.

Anche sul piano estetico e tecnico il film fatica a distinguersi. La regia è funzionale ma anonima, la fotografia patinata all’accesso e il montaggio basico. Elementi che rendono difficile perfino descriverlo e analizzarlo tanto risulta mediocre.

Questa tendenza contemporanea affonda le sue radici nel successo di Cinquanta sfumature di grigio, che a posteriori è diventato un bel film. Da lì si è innescata una parabola discendente fatta di imitazioni sempre più sbiadite, prima After, poi il più spinto 365 arrivando poi a E’ colpa mia, in un progressivo impoverimento narrativo ed estetico. Oggi con Love Me Love Me, si tocca forse uno dei punti più bassi di questa traiettoria. Se il genere continuerà a muoversi lungo questa linea discendente, diventa difficile e preoccupante immaginare dove potrà arrivare.

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