La mia famiglia a soqquadro: i “vantaggi” del divorzio agli occhi di un bambino

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Una piacevole “commedia-sociale” firmata da Max Nardari sul ribaltamento della famiglia da parte di un figlio: i bambini (non solo) ci guardano! Al cinema La mia famiglia a soqquadro.

La mia famiglia a soqquadro

La mia famiglia a soqquadro

La trama

Martino (Gabriele Caprio, figlio del noto doppiatore Mino cui è riservata la parte di un professore) è un bambino felice, sereno, amato dai suoi genitori che – a loro volta – si amano e si rispettano ormai da anni senza interferenza alcuna. Sua madre Anna (Bianca Nappi) è un’insegnante di musica mentre suo padre Carlo (Marco Cocci) è un impiegato di banca semplice, che si accontenta di quello che ha anche se il lavoro non gli dà grandi soddisfazioni. Per Martino arriva il momento del grande salto: frequentare la scuola media. I suoi genitori, dopo tanti sacrifici, riescono a iscriverlo presso una scuola prestigiosa ma sin dal primo giorno l’impatto per il ragazzino è traumatico aprendogli una nuova e ribaltata visione della vita.

La mia famiglia a soqquadro

La mia famiglia a soqquadro

Nella sua classe, infatti, Martino è l’unico a non aver fatto viaggi intercontinentali, a non avere un cellulare, un tablet, e – soprattutto – a non avere i genitori divorziati fonte di tutti questi “tesori”. Il bambino si sente totalmente tagliato fuori dai suoi compagni che, proprio per la sua “diversità”, lo prendono anche di mira e tendono a isolarlo. Martino desidera solo essere normale e uguale a tutti gli altri: farà separare i suoi genitori. Attraverso piani, stratagemmi e l’arrivo sulla scena di una vecchia compagna di classe di suo padre (Elisabetta Pellini) Martino riesce a mettere i genitori l’uno contro l’altro sino alla decisione del divorzio. E gli effetti sono esattamente quelli sperati: regali, cellulari, attenzioni… Ma qualcosa viene meno e Martino se ne accorge sin quando anche con il supporto della famosa nonna-attrice Fiore (Eleonora Giorgi) riesce a rimettere tutto in ordine.

La mia famiglia a soqquadro – Il trailer

Il film

Max Nardari con grande semplicità e forti idee ha realizzato il suo film indipendente La mia famiglia a soqquadro (che verrà distribuito in 30 sale italiane) toccando esattamente temi e ambienti oggi estremamente attuali. Il regista, infatti, servendosi del suo passato, della sua adolescenza trascorsa in una scuola simile in quella si ritrova Martino, di un suo cortometraggio dal titolo Il regalo più bello e coadiuvato dalla madre Renea Rocchino Nardari, avvocato matrimonialista, autrice del libro Figli Violati e produttrice del film è riuscito a creare una storia che rappresenta, seppur attraverso la commedia, uno spaccato della nostra società.

Gabriele Caprio ne "La mia famiglia a soqquadro"

Gabriele Caprio ne “La mia famiglia a soqquadro”

Il film, infatti, rappresenta il disagio e la mentalità di un ragazzino che vede la normalità in una famiglia disgregata, spezzata con figli divisi, viziati e contesi e che, a sua volta, diviene oggetto di scherno e ostaggio del bullismo, quindi della legge “del più forte”. Tutto questo naturalmente viene ben rappresentato e raccontato con un buon sorriso sulle labbra e di questo si deve dar merito al regista: toccare temi così complessi e attuali senza mai perdere il sorriso, anzi, ridendoci su non è facilissimo.

Eleonora Giorgi e Bianca Nappi in una scena del film La mia famiglia a soqquadro

Eleonora Giorgi e Bianca Nappi in una scena del film La mia famiglia a soqquadro

Di questa particolarità del film se n’è accorto anche il mercato estero che, una volta tanto, ha deciso di realizzare un remake di un nostro prodotto. La mia famiglia a soqquadro, infatti, è stato presentato lo scorso anno al Festival del Cinema di Tokyo riscuotendo ampi consensi attirando l’attenzione del mercato americano. Ma non solo: il film è stato venduto alle linee aree inglesi e pare che anche il mercato cinematografico cinese ne sia interessato all’acquisto. Per essere un film indipendente e girato in sole quattro settimane… il risultato c’è. L’interesse c’è. Questo si deve proprio al punto di forza del film di Nardari: raccontare in tutta semplicità l’ansia di normalità, di omologazione di un ragazzino che si ritrova a far parte di una società, di un ambiente, di ideali che, seppur gli siano stati insegnati, non ritrova intorno a sé ritrovandosi confuso e sbalestrato al punto tale da voler mettere letteralmente a soqquadro l’equilibrio familiare.

Gabriele Caprio in una scena del film La mia famiglia a soqquadro

Gabriele Caprio in una scena del film La mia famiglia a soqquadro

E merito di tutto questo è anche degli interpreti: Bianca Nappi e Marco Cocci sono molto bravi a dar vita a questa coppia unita da anni e mai stanca di stare insieme, che ancora riunisce la famiglia attorno alla tavola a pranzo e a cena e si parla per giunta! Sono stati molto bravi a creare i loro personaggi raccontandone con efficacia l’unione e anche il momento di strappo, di rottura senza mai esagerare e con toni sempre abbastanza pacati e sommessi. Perfetta nel suo ruolo è anche Eleonora Giorgi, qui nel ruolo di una nonna e famosa attrice che ormai vive all’estero e che pur avendo un rapporto controverso con la figlia è l’unica a darle consigli sensati per tenere insieme la famiglia. E, infine, il protagonista Gabriele Caprio perfetto per questo suo ruolo che incarna con semplicità e verità.

La mia famiglia a soqquadro

La mia famiglia a soqquadro

Un film che tutte le famiglie dovrebbero vedere per dare uno sguardo alle menti dei bambini e di quanto grande e impellente il loro bisogno di amore e di quanto si sfalsata la loro idea di “normalità”.

La mia famiglia a soqquadro, distribuito dalla Europictures, uscirà nelle nostre sale il 30 marzo.

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