#RomaFF12 – Cuernavaca di Alejandro Andrade

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#RomaFF12 – Presentato nella Selezione Ufficiale alla Festa del Cinema di Roma, Cuernavaca è l’opera prima del regista Alejandro Andrade, che decide di immettersi in un racconto da lui stesso scritto e con un cast a cui fa capo la bravissima Carmen Maura (Le streghe son tornate, La madre, Paulette).

Cuernavaca

Il film racconta di Andy (Emilio Puente), un ragazzino sui dodici anni che perde improvvisamente la madre durante una rapina in un bar. Da quel momento la sua esistenza verrà scombussolata per via della nuova vita nella casa della nonna paterna (la Maura), in attesa del trasferimento da Cuernavaca in Canada, dove andrà a stare con la zia dal momento che il padre non può occuparsi di lui.

Cuernavaca

Cuernavaca

Tra i riferimenti cinematografici che apertamente affronta lo stesso regista parlando del film ci sono I 400 Colpi di Francois Truffaut e il cinema di Luis Bunuel.

Il problema che però ha già il copione e quindi poi la sua messa in scena è la leziosità di un racconto senza mordente, di un riferimento fin troppo forte a “I 400 colpi” e alla non presa di posizione dell’autore alla fine delle cose.

Tutto ciò, inoltre, condito da alcuni sogni in slow motion di Andy a dir poco imbarazzanti e fuori luogo, di un gruppo di personaggio di contorno che dovrebbero ‘creare clima’ ma che vivono solo di cliché e sono privi di profondità (servono solo come strumento per far andare avanti la storia, come il figlio del giardiniere che segue affari loschi o la ragazza down nel pieno del cliché, e caratterizzata esattamente come quella della prima stagione di American Horror Story, messa lì giusto per asservire ad un bisogno di emozione e facile pietismo che potrebbe non arrivare già abbastanza dal resto).

Cuernavaca – il trailer

E poi il finale… e che finale! Dopo questo esordio con Cuernavaca, Andrade farebbe bene a farsi un’esame di coscienza e ripartire da zero per capire che può essere sacrosanto iniziare copiando e rifacendosi alle lezioni di cinema dei grandi ma lo sguardo di un’autore nuovo deve essere proiettato anche al presente e deve volersi e sapersi muovere (o almeno provarci) verso una direzione se non nuova quantomeno personale. Cosa che assolutamente non vive dentro questa (per fortuna breve) pellicola.

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