Collateral Beauty: Amore. Tempo. Morte.

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Arriva nelle sale italiane dal 4 Gennaio il nuovo film di David Frankel con un cast stellare, un clima natalizio e un uomo sul punto di non ritorno con il volto di Will Smith: Collateral Beauty.

Collateral beauty

Collateral beauty

Collateral beauty

Un evento tragico porta Howard (Will Smith; Men in Black 3, Suicide Squad) in un forte stato depressivo che lo allontana da tutto. Gli amici e colleghi di lavoro Whit (Edward Norton; Birdman, Grand Budapest Hotel), Claire (Kate Winslet; Codice 999, The Dressmaker) e Simon (Michael Pena; Ant-man, The Vatican Tapes) ingaggiano tre attori di teatro per interpretare gli oggetti delle lettere che scrive: Aimee è l’Amore (Keira Knightley; Pirati dei Caraibi; The imitation game), Stan è il Tempo (Jacob Latimore), Brigitte è la Morte (Helen Mirren; Il diritto di uccidere, Woman in Gold).

Trailer del film:

Da Dickens a Frankel

In molti hanno avvertito un sapore ‘mucciniano’ sin dal trailer di questo nuovo film del regista de Il diavolo veste Prada (2006) e Il matrimonio che vorrei (2012): non solo per la presenza di Will Smith, questo film in una New York estremamente natalizia mette in primo piano i sentimenti di un nutrito gruppo di persone prima che personaggi e trova l’originalità nell’intuitiva scelta di rendere l’Howard di Will Smith uno ‘fine’ da raccontare attraverso le vite degli altri, di quelli in bilico, di chi vive (Winslet, Norton, Pena).

C’è tanto dunque del sapore de La ricerca della felicità (2007) e Sette anime (2009). E forte diventa anche il richiamo al ‘Canto di Natale’ di Dickens con una rilettura più contemporanea e, nei dialoghi, di certo più pragmatica.

Collateral Beauty

Una scena di Collateral Beauty

Rami

Alla sceneggiatura di Collateral Beauty troviamo Allan Loeb che, se riesce a delineare bene il punto di partenza e d’arrivo manca poi, sopratutto dal secondo atto in poi, nella forza di racconto e di approfondimento dei singoli personaggi.

Ma il problema è anche in una regia che si perde nel seguire le tante star e si preoccupa di raccontare qualcosa di tutto senza lasciare, alla fine della storia, la forza emotiva che invece l’Howard di Will Smith ha e per cui si vorrebbe emozionare un pubblico che ha subito invece otto protagonisti con otto storie diverse e di cui solo la metà vengono parzialmente mostrate dentro gli esili 97 minuti di storia.

L’indecisione ha portato in fase di scrittura e poi di regia un diluito primo atto per un concentrato di storie nella fase finale che porta solo a superficializzare l’arco narrativo di un Will Smith maturo e solido per quanto già visto. Peccato.

Collateral Beauty

Una scena di Collateral Beauty

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