Segnalazioni: questa settimana al cinema e in tv

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La rivista americana Forbes ha pubblicato la classifica dei 10 film che hanno fatto più soldi nell’anno appena concluso. Se ne trovano indicazioni interessanti per capire in che direzione va l’industria cinematografica: con la serializzazione delle opere, da una parte, e dall’altra un pubblico anagraficamente sempre più giovane.

I principali successi del 2010 infatti sono sequel o remakes di film precedenti, da Toy Story 3 all’ultimo Harry Potter, e sono film d’animazione, rivolti per lo più ad un target infantile. Inception è l’unica grande eccezione a questo trend, mentre The Social Network – uscito però meno di due mesi fa – ha solo sfiorato i 200 milioni di dollari, secondo le statistiche di movieplayer.it.

Su queste tendenze si può leggere il commento di Mark Lawson sul Guardian, che comunque prevede per l’anno 2011 l’affermazione di qualche novità in più: fra cui potrebbero esserci anche due film appena usciti nel Regno Unito, “127 Hours” di Danny Boyle (quello di The Millionaire, Trainspotting etc.) e “The King’s Speech” di Tom Hooper, con Colin Firth (sulla figura di Giorgio VI, il re che abdicò).

A proposito di cinema inglese c’è da riportare purtroppo la notizia della morte di Pete Postlethwaite, avvenuta il 2 gennaio all’età di 64 anni. Il nome forse non è notissimo, ma il suo volto sì: io me lo ricordo in innumerevoli film, tra cui “In nome del padre” (1993) dove interpretava strepitosamente il padre di Daniel Day-Lewis. Fra i suoi ultimi ruoli, proprio quello in Inception.

Chiudiamo con un paio di avvistamenti televisivi, che fa sempre piacere guardare (e riguardare):

– Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio (Raimovie, ore 0.35): Milano Calibro 9 (1972), di Fernando Di Leo. Tratto da un’antologia di racconti di Giorgio Scerbanenco, è il “poliziottesco” per antonomasia.

– Giovedì 6 gennaio (Raitre, ore 21.05): C’era una volta il West (1968), di Sergio Leone. E’ l’opera più ambiziosa dello spaghetti western leoniano. Una storia di vendetta e di avidità come rappresentazione allegorica dell’Occidente capitalista. Charles Bronson suona l’armonica in uno dei più celebri esempi in assoluto di utilizzo della musica al cinema (opera ovviamente di Ennio Morricone). Con Henry Fonda.

– Nella notte tra il 6 e il 7 gennaio (Italia Uno, ore 1.35): Me and you and everyone We Know (2005), di Miranda July. Uno dei più originali esempi del cinema indipendente americano del decennio scorso: rivelava il talento molto promettente di Miranda July, artista multimediale, nonché musicista e scrittrice. Purtroppo da allora si dev’essere persa, perché il suo secondo film doveva essere girato già nel 2008 ma non ne abbiamo saputo più niente.

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