Polaroid: un tranquillo teen horror

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Dal 6 giugno 2019 nelle nostre sale Polaroid, horror di Lars Klevberg.

Polaroid
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Polaroid

Il titolo Polaroid riporta alla celebre macchina fotografica anni settanta in grado di sviluppare le immagini all’istante e recentemente tornata in auge con modelli digitalizzati in epoca recente.

Ricordi immediatamente immortalati e poco importava se le immagini fossero sfocate o seppiate, chi è stato bambino o ragazzo quasi cinquanta anni fa ricorda con affetto questo apparecchio e per questo quando la società produttrice ha deciso di riproporla in molti hanno avuto la tentazione di acquistarla memori di quei ricordi d’infanzia che la polvere degli anni rende quasi mitici.

La macchina Polaroid è una delle protagoniste dell’horror diretto da Lars Klevberg, regista uso a dirigere in genere corti , con questa pellicola alla sua prima vera esperienza con un lungometraggio. A dire il vero la storia di Polaroid è originata da un corto di Klevberg con l’omonimo titolo uscito un po’ di tempo fa e poi di seguito da lui sviluppato.

Volendo dare una collocazione di sottogenere al film si potrebbe dire che la pellicola è senza dubbio un teen horror avendo come protagonisti principali degli adolescenti della provincia americana cosa che spesso accade nella cinematografia dedicata.

Molte pellicole horror che vanno dalla fine degli anni settanta fino ai tempi più recenti vedono spesso dei gruppi di adolescenti come protagonisti quasi che l’atmosfera rarefatta e terrorizzante si sposi bene con i riti di passaggio della cosiddetta età ingrata.

Il trailer del film

La protagonista della vicenda è Birdie, una ragazza introversa e studiosa, appassionata di fotografia circondata da coetanei che corrispondono a stereotipi ben precisi: la migliore amica, il ragazzo bello, la coppietta.

La macchina fotografica, first character, acquistata di seconda mano, immortala persone che poi nell’immediato diventano vittime di morti sospette. Nel seguito anche persone a cui la protagonista femminile Birdie è strettamente legata sono fotografate dalla Polaroid scatenando così una caccia al precedente proprietario della macchina e a una serie di altre situazioni inaspettate e angoscianti tipiche del thriller gotico.

Il film, nella sua interezza, è una pellicola non originale perché gli esperti possono facilmente riconoscere in molte circostanze citazioni di altre pellicole ma comunque resta apprezzabile dagli amanti del genere che amerebbero vederlo anche in casa per commentare davanti a una pizza o masticando popcorn. Come punto di forza nel plot va evidenziato che non ci sono momenti morti tanto che il ritmo e il pathos vengono mantenuti per tutto il tempo.

In uscita nelle sale italiane dal 9 giugno definitivamente la pellicola di Klevberg è adatto per un pubblico estivo senza pretese e con l’intento di rilassarsi davanti a uno schermo cinematografico magari open space.

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