“il diritto di contare” (2016) di Theodore Melfi. Le donne che hanno fatto la storia

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Il diritto di contare del regista americano Theodore Melfi e’ la reale storia di tre scienziate afro-americane, tratta dal libro “Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race di Margot Lee Shetterly, che hanno dato il loro contributo alla Nasa tracciando le traiettore per il programma Mercury e la missione Apollo 11, contribuendo alla prima orbita completa di una navicella spaziale intorno alla terra del marines John Glenn, che nel 1960 venne arruolato nei Mercury Seven, i primi sette astronauti americani.

Il diritto di contare

Il diritto di contare

Il diritto di contare

La scrittrice  descrive molto bene il periodo della segregazione razziale a Langley, nello stato della Virginia,  in cui esisteva la divisione tra bianchi e neri in tutti i luoghi pubblici e privati della città. Il regista si è subito innamorato di questa storia ed ha pensato che fosse così importante, da sentire l’esigenza di portarla sul grande schermo.

Ci troviamo nell’America alla fine degli anni 50, sotto la guida del presidente John F. Kennedy, che nonostante abbia una visione più aperta rispetto al suo predecessore, intraprese una corsa al predominio aerospaziale nei confronti della Russia, ulteriore causa della guerra fredda tra le due nazioni mondiali più potenti all’epoca. In questo campus lavoravano la scienziata e fisica Katherine Johnson, intepretata da Taraji P. Janson (candidata ai Golden Globe come miglior attrice per la serie tv “Empire“), la matemica Dorothy Vaughan (Octavia Spencer) che fu la prima donna a coordinare il lavoro di inserimento dati in un programma IBM, insieme alla sua squadra di donne, e l’ingegnere Mary Jackson, interpretata dalla cantante Janelle Monàe, al suo debutto sul grande schermo e che ritroviamo anche nel film Moonlight (2016) di Barry Jankins, che diedero un supporto importante per costruire la navicella spaziale e calcolare la traiettoria che avrebbe eseguito nello spazio.

Il diritto di contare

da sinistra: Octavia Spencer, Taraji P. Hanson e Janelle Moràe in una scena del film Il diritto di contare

Fu per la lungimiranza del comandante Al Harrison (Kevin Costner), che andò oltre i pregiudizi razziali, riconoscendo il valore della scienziata, che si riuscirono ad abbattere una serie di regole e leggi scritte a sfavore delle persone di colore.

Il diritto di contare

una scena del film Il diritto di contare

La trasposizione dal libro alla sceneggiatura per il regista è stata molto lunga, in quanto il libro si attiene ad una serie di fatti ed è solo descrittivo, ed ha avuto bisogno di inventare la storia di queste tre donne e i dialoghi, chiedendo aiuto alla sceneggiatrice Allison Schroeder, riuscendo ad ottenere una candidatura agli Oscar come miglior sceneggiatura non originale.

Il diritto di contare

Una scena del film Il diritto di contare

Queste tre donne hanno contribuito ad una parte della storia dell’America molto importante, che, come accade spesso, non viene riportata nei testi dei libri di storia. Da spettatori ci troviamo trascinati dall’energia e dalla voglia di riscatto di queste menti brillanti, che si trovano a dover combattere tutti i giorni contro dei muri mentali altissimi, e  con la loro tenacia e caparbietà di andare dritte per loro strada, arrivando ad ottenere risultati importanti. Il film è girato molto bene, con un ritmo di montaggio perfetto, con ambientazioni storiche ricostruite molto minuziosamente anche a livello di costumi e musiche dell’epoca. Bellissima anche l’interpretazione di Kristen Dunst, nel ruolo di una dirigente  cattiva.

Il film uscirà sugli schermi italiani mercoledì 8 marzo 2017  distribuito dalla 20th Century Fox.

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