Flight: un decollo intelligente di Zemeckis

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A distanza di ben 12 anni, Zemeckis torna al cinema live action, abbandonando le sperimentazioni in computer grafica e motion capture. Torna con Flight, film intenso, scritto intelligentemente con una grande prova attoriale di Denzel Washington.

Trama

Whip Whitaker, comandante di un volo di linea, salva miracolosamente l’aereo e tutti i suoi passeggeri da un terribile incidente, ma i ricordi frammentari non l’aiutano a ricostruire l’accaduto. L’intera nazione lo proclama immediatamente come eroe, ma l’inchiesta porta alla luce una verità ben diversa. Infatti dopo il risveglio viene scoperto in seguito a degli esami del sangue che era ubriaco durante il volo, ma il capo dei voli della sua compagnia insieme ad un avvocato riescono a tenere nascosto questo dettaglio.

Dio, destino e un sorso di troppo

Vista con un’ottica puramente casuale, il film potrebbe sembrare l’ennesima prova di pellicola incentrata sul problema dell’alcolismo e della lotta del nostro protagonista per uscirne fuori, ma qui c’è veramente molto di più

Il cinema di Robert Zemeckis si può riassumere con molti “se” che fanno riferimento sempre ad allusioni divine, mistiche o religiose. Qui il tema di Dio viene affrontato direttamente da un malato terminale di cancro, che cercherà di aprire il quadro al nostro protagonista, Whip (Denzel Washington) e una ragazza ex tossica dipendente, Nicole (Kelly Reilly) infondendo i primi dubbi: chi ha fatto atterrare l’aereo? Un miracolo? O ha fatto tutto lui grazie alla sua capacità di pilota?

La ‘capacità’ eccelsa nel suo campo, viene accompagnata da un consumo ossessivo di alcolici, cocaina e erba; in questo Zemeckis distrugge uno dei tanti clichè cinematografici degli ultimi tempi, dove alcuni personaggi, definiti anti eroi, in quanto sono bravi nel loro campo, ma nelle relazioni e nella vita, non sono un esempio da seguire, li demolisce senza pietà, rendendo Whip un personaggio emarginato da tutti e dalla realtà, sicuro che la sua abilità nell’aver eseguito il miracolo, sia dovuta proprio al suo stile di vita auto distruttivo.

Critica sottile

Nel trailer e nel poster si evince la frase “il film più provocatorio dell’anno”. Perchè questo?
Esattamente in 12 anni di storia americana, ci si possono riempire migliaia di pagine di storia, tra 11 settembre, guerra e recente crisi economica. In questo si colloca il film di Zemeckis che affronta diversi temi, che si completano a vicenda:

– Nel film, il nostro protagonista, nonostante i suoi molteplici difetti, viene proclamato dai mass media come un eroe, come colui che ha salvato centinaia di persone e decine di famiglie

– Allo stesso tempo, le indagini vanno avanti per cercare un colpevole e in questo caso, l’eroe tanto idolatrato, potrebbe essere il primo colpevole.

Zemeckis affonda questa cosa con un chiaro messaggio (in parte rivolto i mass media): Ci sono eroi che sono eroi perché incoronati dai mass media, e sono gli stessi che scaricano la zavorra del ‘colpevole’ ad altri, perché in situazioni del genere, ci deve essere sempre un colpevole, mentre forse, un eroe è proprio quella persona, magari anche estranea ai fatti, che si prende la propria responsabilità su determinati avvenimenti.
Magari con il tempo, litigando con il mondo e con tutto quello che ha attorno, allontanando tutti quelli che cercheranno di aiutarlo, ma sarà lui a capire chi sarà il vero eroe della storia.

Fine

Flight è un grandissimo ritorno di Zemeckis, con un grande film, in corsa anche ai prossimi Oscar 2013, con un immenso Denzel Washington che trova la sua forza, oltre al già citato Washington, in una sceneggiatura veramente intensa, fine, intelligente, per non parlare di un John Goodman sopra le righe nelle vesti di uno spacciatore. Irresistibile!

Un film da vedere non una, non due, ma almeno tre volte per capirne la bellezza.

Bentornato al cinema che conta Zemeckis!

3 Comments

  1. Frenzy

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