Commedie francesi: Emotivi anonimi

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Esce domani al cinema Emotivi Anonimi, delicato film francese di Jean-Pierre Améris che ha come protagonisti Benoît Poelvoorde e Isabelle Carré. Un film all’insegna della dolcezza, forse un’alternativa ai classici film natalizi. Leggi la nostra opinione.

Emotivi Anonimi: la paura dei sentimenti

di Francesca Barile

Può la timidezza influenzare la nostra vita? Emotivi anonimi il film francese del regista Jean-Pierre Amèris, che  a suo dire è anch’egli  un timido patologico, parte da questo assunto.

L’esistenza dei due protagonisti principali la cioccolataia Angélique (Isabelle Carré) e il proprietario della Fabrique du Chocolat, Jean-René (Benoît Poelvoorde) ma anche quella di molti altri personaggi del film si trova a convivere giornalmente con l’eccessiva emotività che falsa il carattere e la percezione che gli altri hanno.

Angélique, esperta nella preparazione di cioccolatini, proprio perché incapace di contestare il prossimo, si ritrova rappresentante della ditta di Jean-René mentre quest’ultimo, visto dai suoi dipendenti come un uomo duro e schivo, inizia a corteggiare la ragazza come “compito a casa” assegnatogli dal suo psicanalista, inizialmente con l’unico scopo di superare le sue viscerali paure.

Il resto della storia va da sé…concepito come una fiaba di altri tempi in un contesto assolutamente presente Emotivi anonimi raccoglie l’essenza antica dei film buonisti alla Frank Capra mantenendo la sua francesità di fondo: solo i francesi riescono a essere parolai e ad imbastire una commedia degli equivoci delicata e leggera senza la stucchevolezza hollywoodiana.

Gran merito va ai due interpreti principali Benoît Poelvoorde e Isabelle Carré, ottimi caratteristi che mantengono alto il tono della storia e riescono bene anche dove la storia sembra avere dei momenti di stanchezza e di mancanza di idee.

Il limite principale del film è quello di non aver creato sufficienti situazioni collaterali. La storia si regge unicamente sull’emotività di tutti (personaggi minori compresi) e pur non degenerando nella farsa e regalando dei momenti delicatamente spassosi lascia nello spettatore un’aspettativa che finisce spesso con lo scontrarsi nella monotonia.

La paura che ciascun personaggio ha di non essere all’altezza del prossimo sembra essere la medesima del regista e dello sceneggiatore che a tratti hanno lasciato la storia sospesa a mezz’aria.

Restano i gustosi duetti tra i due protagonisti per i quali l’innamoramento ha quasi un effetto taumaturgico e resta il sapore  descritto in parole e gestualità di quei cioccolatini protagonisti a pieno titolo del film che mettono in moto più di una volta le papille gustative del goloso pubblico.

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