Take Five di Guido Lombardi. Storie di una banda formata da cinque umanità diverse e complesse, emarginati dalla società

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Dopo il successo ottenuto al Sudestival 2014 (in occasione del quale abbiamo già parlato del film) e nella scorsa edizione del Festival del Cinema di Roma, Take five l’opera seconda di Guido Lombardi, uscirà nelle sale il 2 ottobre distribuito da Macromedia. Il soggetto è stato sviluppato quasi contemporaneamente alla sua opera prima LA-BAS, e ci sono voluti cinque anni per arrivare a realizzarla.

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Take five

Il regista decide di mantenere i nomi degli attori all’interno del film: Gaetano (Gaetano di Vaio) un idraulico col vizio del gioco, Carmine (Carmine Paternoster) un ricettatore, Sasà (Salvatore Striano, già visto nel film dei fratelli Taviani Cesare deve morire) un fotografo  e Ruocco (Salvatore Ruocco) un ex pugile.  L’unico ad avere un soprannome è Beppe Lanzetta in arte Sciomen, una sorta di leggenda per gli scassinatori di Napoli, da poco uscito di galera e che per superare il suo stato di depressione, si fa coinvolgere in una rapina da milioni di euro dagli altri quattro compari. Decisamente una banda inusuale, un pò’ come ne I Soliti Ignoti. Take Five prende spunto dal numero dei protagonisti, che sono cinque ed è stato preso in prestito dal titolo di  un classico della musica Jazz suonato dai Dave Brubeck Quarter, famoso per il suo famoso ritmo irregolare di 5/4.

Prima di inziare a girare Lombardi ha lavorato con gli attori (tutti non professionisti) per tre mesi per ricostruire alcune scene come si fa a teatro, ripetendo fino ad arrivare al risultato di rendere credibile sia le scene che personaggi. Gli attori scelti hanno tutti un passato difficile e non provengono da scuole di teatro,  ed è stato molto bravo nel saperli dirigere, soprattutto perché il film assume i colori di un thriller psicologico dove i cinque protagonisti si studiano e si annusano, e cercano di carpire i segreti dell’altro, in un crescendo di alleanze e disarmonie create dai dubbi e da incomprensioni nati dalla poca conoscenza che hanno l’uno dell’altro.

Guido Lombardi con il cast al festival del cinema di roma

Guido Lombardi con il cast al festival del cinema di roma

Tutto il ritmo narrativo diventa molto veloce nel momento in cui uno di loro tradirà sparendo con i soldi. L’effetto è esaltato dal montaggio di Annalisa Forgione, che ha lavorato per il film Il Primo Incarico di Giorgia Cecere, che qui realizza un lavoro totalmente diverso dallo stile narrativo con ampi respiri della regista. Da qui tutto precipita dando adito a sospetti, nervosismi e non c’è mai una tregua, ti incolla li e ti trascina dentro questo affanno infinito, realizzato in maniera realistica, non vi è alcun tipo di interpretazione. Notevoli anche i commenti musicali realizzati da Giordano Corapi, che gia aveva collaborato con il regista per la colonna sonora della sua prima opera.

Decisamente una buona seconda opera che non deluderà il pubblico.

Alcune clip dal film

2 Comments

  1. Antonio

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