Registi emergenti: intervista a Giovanni Ficetola e Matteo Fontana registi di Shadowrunners

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Riprendiamo la rubrica dei registi emergenti con l’intervista a Giovanni Ficetola e Matteo Fontana, autori di una interessante webserie: Shadowrunners.

Shadowrunners

Una scena di Shadowrunners

Shadowrunners: come nasce la ribellione

di Francesca Barile

Divisa in sette episodi di circa un quarto d’ora l’uno Shadowrunners è una webseries che unisce la docufiction alla fantascienza cosiddetta distopica, vale a dire un’ambientazione futura generalmente oscura e negativa che nasconde una condanna celata della società attuale.

Scene di documentari e news nazionali ed esteri si alternano a momenti recitati. Perlopiù dialoghi, con predilezione di primi piani o piani ravvicinati e recitazione asciutta a tratti asettica caratterizzano la serie quasi a evidenziare con la scelta di una drammatizzazione più brechtiana ( vale a dire che non fa calare del tutto l’interprete nel suo ruolo) il sottile filo che separa realtà, finzione e verosimiglianza.

Eppure alla base del progetto di Giovanni Ficetola e Matteo Fontana, due giovani autori che fanno capo al cinema indipendente, c’è la crisi economica e conseguentemente anche socioculturale che ha colpito il mondo occidentale e il nostro paese. L’ambientazione è la Milano cupa delle periferie e difatti i riots di cui si parla più che a un futuro distopico che riecheggia l’Orwelliano 1984 fa pensare ai disordini che spesso infiammano i quartieri più distanti dal centro città ,dove convivono degrado e rabbia sociale e il titolo stesso richiama il noto gioco di ruolo cyberpunk.

Shadowrunners

Una scena di Shadowrunners

Intervista a Giovanni Ficetola e Matteo Fontana

Giovanni, Matteo, benvenuti su cinemio.it. Di Shadowrunners siete entrambi autori, sceneggiatori e registi. Potete raccontarci come siete arrivati all’idea della serie e come avete collaborato durante le riprese?

Sì, siamo entrambi… autori a tutto tondo! Seguiamo e sviluppiamo i nostri progetti a partire dal soggetto, proseguiamo con la stesura della sceneggiatura, per la quale solitamente ci lanciamo in smisurate discussioni, cercando di sviscerare ogni aspetto dell’idea, e infine giriamo. Ci integriamo molto bene, perché mentre Matteo si occupa più che altro di scrittura e regia, Giovanni dà il meglio di sè nella costruzione della struttura visiva del film, e nel montaggio.

Shadowrunners

Una scena di Shadowrunners

Quali sono le radici di Shadowrunners? Le tensioni del presente o le preoccupazioni per il futuro?

Beh, entrambe, senza dubbio. L’idea è arrivata osservando il presente, e per noi osservare il presente significa sempre porci il problema di quale sarà la sua possibile evoluzione… Shadowrunners, in fondo, inizia nel presente e termina in un ipotetico futuro nel quale i colpi di stato sovranazionali stanno ridisegnando le strutture del potere.

Perché avete scelto di affrontare il terreno quasi vergine delle web series e non di proseguire con i lungometraggi?

Ci piace misurarci con diversi modelli espressivi. Avevamo già girato diversi cortometraggi e un lungometraggio. Pensando al web, che volevamo come destinazione distributiva dell’opera, ci è parso che il serial fosse la forma più idonea. Oltretutto, il lavoro mescola messa in scena tradizionale e documentarismo: una forma stilistica a nostro avviso molto adatta al web.

Shadowrunners

Una scena di Shadowrunners

Perché la commistione di generi ? Docufiction e distopia insieme sono un originale ossimoro!

Shadowrunners è un serial che mira soprattutto ad inquietare il pubblico, a farlo riflettere su determinate meccaniche del reale. Dunque, aggiungere elementi documentaristici a quelli distopici asseconda la volontà che avevamo di rendere ancora più inquietante e disturbante il lavoro.

Parliamo un po’ della fase di preparazione della serie. Come avete scelto i vostri protagonisti?

Alcuni li conoscevamo già per precedenti lavori, altri li abbiamo cercati tramite classici provini. I caratteri dei protagonisti sono stati costruiti tenendo conto di chi li avrebbe interpretati: Davide Fumagalli, Daniele Balconi e Ilario Carvelli sono stati lo “zoccolo duro” del cast, attorno ai quali abbiamo scelto gli altri interpreti. Per i ragazzi della banda abbiamo cercato di scegliere soprattutto tra non professionisti, in modo da salvaguardare l’aspetto realistico della messa in scena. Menzione particolare merita Jacopo Brognoli, alla sua prima prova sullo schermo, scelto in base alla somiglianza con Alessia Candido, l’attrice che interpreta sua sorella Ombretta. Avevamo scelto Alessia perché era perfetta: per il personaggio di Rino ci siamo basati sulla somiglianza a lei! Infine, Marta Ferradini ha interrotto brevemente la carriera di cantautrice per dedicarsi al difficile personaggio della moglie del commissario Estiarte, una ragazza bipolare, tormentata e sofferente.

Shadowrunners

Una scena di Shadowrunners

Com’è andata sul set? Ci sono degli aneddoti che vi va di raccontare?

Le riprese sono state molto, troppo lunghe! Ma, a parte questo, dobbiamo dire che l’armonia del gruppo non è mai venuta meno. Siamo stati bravi anche noi a non far mai calare la tensione nonostante l’anno e mezzo di lavorazione. Aneddoti divertenti ce ne sarebbero tantissimi! Ne raccontiamo giusto uno, forse il più importante: l’attore che interpreta Red, Luca Tolentino, per un disguido non ricevette la sceneggiatura. Accettò il ruolo sulla base delle nostre descrizioni, ma non lesse mai lo script. Dopo esserci accorti del disguido, ci siamo immediatamente preoccupati di mandargli il testo… ma lui, scaramanticamente, visto che le riprese erano iniziate e il suo personaggio lo appassionava moltissimo, ha deciso di non leggere mai il copione. Ha potuto prendere una decisione così estrema perché Red, come anche altri ragazzi della banda, era un ruolo che dava ampio spazio all’improvvisazione. Però, non ha mai conosciuto la storia complessiva, e l’ha scoperta soltanto il giorno dell’anteprima per il cast! Un attore-spettatore in piena regola!

E per concludere uno sguardo al futuro. Quali sono i vostri progetti futuri?

Stiamo scrivendo diverse cose. L’idea è farci produrre. Shadowrunners, completamente autoprodotto, è stato una bellissima esperienza, ma sentiamo che è il momento di cercare il cosiddetto salto di qualità. Per carattere e per formazione, siamo più portati verso il lungometraggio, e abbiamo alcune idee in fase di sviluppo che giudichiamo molto interessanti. Visto però il successo planetario del serial televisivo, non ci dispiacerebbe misurarci anche con questa forma espressiva, la narrazione distesa e lunga.

Shadowrunners

Una scena di Shadowrunners

Ci sarà una seconda parte visto che l’impressione è che la narrazione possa avere nuovi sviluppi?

Beh, l’intenzione era proprio quella di lasciarci la possibilità di proseguire la narrazione, o raccontando il seguito vero e proprio, o andando a colmare i sei mesi di “buco” tra episodio 6 e episodio 7. L’attuale chiusa del serial è determinata dal fatto che avevamo un budget troppo ristretto per raccontare altro, soprattutto laddove la narrazione prende respiro internazionale e di massa.

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