Gli ultimi saranno ultimi: prima prova drammatica del regista Massimiliano Bruno

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In bilico tra commedia agrodolce e film drammatico tout court, Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno, da sempre attento alle tematiche sociali, malgrado un finale più rilassato e catartico, lascia tuttavia con il retrogusto amaro…

Gli ultimi saranno ultimi

Gli ultimi saranno ultimi

Gli ultimi saranno ultimi: uno sguardo asciutto sui mali contemporanei

La storia di Luciana (Paola Cortellesi), licenziata appena scopre di essere in stato di gravidanza, non manca di sottolineare come la situazione della donna nel mondo del lavoro sia soprattutto una storia di soprusi e ingiustizie. Si piange per l’ ormai cronico calo demografico ma di fatto nulla si fa per favorire le donne e il mantenimento di un posto di lavoro che spesso è unica fonte di reddito soprattutto in tempi di crisi.

Al contempo il poliziotto veneto trasferito ad Anguillara (Fabrizio Bentivoglio), paesino apparentemente ridente ma in realtà intossicato dalle pesanti radiazioni emesse dalle antenne di Radio Vaticana simboleggia l’isolamento di chi vorrebbe fare una giusta scelta per difendere il cittadino ma è di fatto abbandonato dalle istituzioni e dalla cieca legge dei regolamenti.

L’amicizia in Gli ultimi saranno ultimi, sia quella quasi fraterna tra le coppie che si stringono intorno a Luciana nel suo momento di difficoltà che quella improbabile e faticosa nata tra il poliziotto e il trans sudamericano Manuela, sono un altro punto chiave del film.

Ma cosa può di fatto muovere e cambiare il mondo? La storia di Luciana e suo marito (Alessandro Gassman) non ha un finale tragico, lascia uno spiraglio ma non sempre dopo il buio giunge la luce anche se in natura così dovrebbe essere.

Le interpretazioni

Bella interpretazione di Paola Cortellesi, anche sceneggiatrice de Gli ultimi saranno ultimi, un po’ in ombra Gassman, misurato come sempre Bentivoglio nel ruolo del mite poliziotto veneto Antonio Zanzotto.

Malgrado lo stile a tratti scanzonato che strappa qualche risata amarognola, il film rappresenta una maturazione e una visione più meditata e intimistica rispetto alle precedenti pellicole di Bruno tutte improntate sulla commedia pura.

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