Fai bei sogni. Marco Bellocchio dirige la versione cinematografica dell’omonimo best seller di Massimo Gramellini.

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Fai bei sogni di Marco Bellocchio, la vera storia di un’assenza, di una vita costruita affrontando e lottando contro un dolore causato da un vuoto incolmabile: la perdita della propria madre.

Fai bei sogni

Massimo (Nicolò Cabras) ha solo nove anni quando, la notte di Capodanno, sua madre (Barbara Ronchi) sopraffatta dal dolore per il male incurabile che l’ha colpita decide di togliersi la vita gettandosi dal quinto piano della sua casa di Torino. Ma al bambino tutto questo viene nascosto e nei suoi ricordi c’è solo il padre (Guido Caprino) che, resosi conto del tragico fatto, viene sorretto da due uomini. Per tutta la vita Massimo resterà convinto di quanto suo padre gli racconterà in seguito: sua madre è morta a causa di un “infarto fulminante”.

Nel frattempo Massimo (Dario Delpero) cresce pur sentendo dentro di sé un profondo senso di vuoto arrivando persino a ricercare sua madre in una governante o nelle mamme dei suoi amici. La mancanza di quell’affetto e di quella presenza sembrano non acquietarsi e questo fa sì che nemmeno lo stesso Massimo si dia pace. Divenuto un uomo, Massimo (Valerio Mastrandrea) lavora per la cronaca sportiva del quotidiano “La Stampa” per poi dedicarsi, negli anni Novanta, alla cronaca vera e propria quando viene mandato come inviato a Sarajevo. È un uomo affermato, nel suo campo si sta facendo strada e il suo talento di giornalista e di scrittore si fanno notare.

Fai bei sogni

Barbara Ronchi in “Fai bei sogni”

Ma tutto questo non sembra contare molto per lui. Al ritorno del suo viaggio inizia a soffrire di attacchi di panico e ad aiutarlo ci sarà Elena (Bérénice Bejo, la dolcissima protagonista di The artist) un medico del Fatebenefratelli che lo rincuora e lo sprona a trovare la causa di questo suo malessere. Sin da subito Massimo sente di potersi fidare di questa donna e pian piano tra i due inizia una relazione.

Fai bei sogni

Bérénice Bejo in “Fai bei sogni”

Elena sembra avere le chiavi dell’animo in subbuglio di Massimo il quale nel frattempo ha scoperto come veramente è morta sua madre. Ormai ha quarantatré anni e si rende conto di aver vissuto una vita fondata sulla bugia: quella che gli è stata raccontata dal padre e dai parenti e quella che lui stesso ha continuato a raccontarsi senza mai andare a fondo alla faccenda, senza mai accertarsi, accontentandosi della verità incartata appositamente per lui. E questo lo fa infuriare contro tutto e contro tutti: soprattutto contro sé stesso. Ma Massimo non è solo: al suo fianco c’è Elena che sembra capirlo, comprenderlo e spronarlo mettendolo di fronte a quella realtà che non è stato abituato a conoscere, a scoprire poiché ora è tempo di smettere di essere arrabbiato con sua madre e di lasciarla finalmente andare per poter veramente e finalmente vivere pienamente la sua vita e i suoi più cari affetti.

Fai bei sogni – Il trailer

Il film

Marco Bellocchio torna al cinema, a un anno dalla realizzazione del suo ultimo film Sangue del mio sangue (per il quale riceve il Premio FIPRESCI della critica internazionale alla 72° Mostra del Cinema di Venezia) portando sul grande schermo Fai bei sogni, il romanzo autobiografico di Massimo Gramellini, presentato alla scorsa edizione del Festival di Cannes.

Bellocchio afferma di essersi liberamente ispirato a questo best seller pubblicato nel 2012 che, per circa cinquanta settimane è stato tra i dieci libri più venduti in Italia e serviva certamente la sua mano, la sua delicatezza e la sua maestria per rendere attraverso le immagini un dolore così intimo e, seppur solo apparentemente silenzioso, così assordante.

Questo d’altronde non è un tema sconosciuto al regista originario di Bobbio (vicino Piacenza) che, circa cinquantanni fa (esattamente nel 1965), affronta – seppur con le dovute differenze – nel suo film d’esordio I pugni in tasca. Nel suo primo film, infatti, il protagonista non ama sua madre tanto da arrivare a gettarla in un burrone mentre in Fai bei sogni il protagonista ha per lei una vera adorazione e anche un certo senso di protezione. Certo sono due sentimenti opposti e portati all’estremo e, forse, non è un caso che si stia parlando del primo e dell’ultimo film di Bellocchio: ancora un estremo.

Fai bei sogni

Valerio Mastrandrea in “Fai bei sogni”

Ma ad accomunare queste due vicende e queste due figure di donne e di madri, afferma il regista, “è semplicemente l’amore che nella mia vita non ho mai conosciuto (e perciò mi sono riempito di rabbia) e il grande amore che ho sentito nel libro di Gramellini, un’esperienza che ho fatto mia e ho cercato di rappresentare. Immedesimandomi nel dramma dello scrittore, senza perdere la mia identità, la mia storia”.

Certamente solo un regista come Bellocchio (premiato da Bernardo Bertolucci con il Leone d’Oro alla carriera nel 2011) avrebbe potuto trasformare e tradurre un simile dramma in immagini come fossero tableaux vivants o le immagini impressioniste che ritraggono “Il calar del sole” per mano di Monet.

Fai bei sogni

Fai bei sogni

Il regista, infatti, con i suoi sapienti e decisi tratti dati attraverso i suoi movimenti di macchina e attraverso una sceneggiatura sapientemente dosata e misurata ha creato un film di cui si aveva assolutamente bisogno perché vero, reale, costruito con onestà, forte di una interpretazione magnifica di Valerio Mastrandrea e delle partecipazioni del tutto straordinarie di Roberto Herlitzka e Piera Degli Esposti.

Fai bei sogni, distribuito da 01 Distribution, sarà nelle nostre sale dal 10 novembre.

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