Mario Martone al BIF&ST 2018: il valore di Noi Credevamo

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Proseguiamo con le masterclass tenute durante il BIF&ST 2018. Ospite di questo articolo è il regista Mario Martone che ha parlato al pubblico dopo la proiezione del suo film Il giovane favoloso. In questa prima parte racconta della trilogia dei suoi film a partire da Noi Credevamo.

Mario Martone, Noi Credevamo

Mario Martone regista di Noi Credevamo

Mario Martone: il suo lavoro da regista e la sfida al pubblico con Noi Credevamo

Il regista Mario Martone ha visto con il pubblico del BIF&ST 2018 gli ultimi minuti del suo film ma l’aveva già rivisto in occasione della preparazione della mostra a lui dedicata al Museo Madre di Napoli, una mostra insolita e non didascalica davvero molto originale.

In questo video Mario Martone introduce la masterclass prendendo spunto da questa mostra per parlare del suo mestiere di regista a cinema e teatro e del suo tentativo di rompere le barriere con lo spettatore. Parla della trilogia di Noi Credevamo, Il giovane favoloso e Capri – Revolution, in uscita il 20 dicembre nelle nostre sale, nei quali ha fatto un lavoro simile.

In Noi Credevamo per esempio si vede uno scheletro di cemento armato che arriva quasi alla fine del film evidentemente anacronistico che crea uno spiazzamento voluto nello spettatore. Il suo obiettivo, come regista, è proprio rendere partecipe e attivo lo spettatore:

La trilogia dei suoi film: Noi Credevamo e Il giovane favoloso

In questo video Mario Martone parla della genesi della sua trilogia. Dell’iniziale avversione verso la possibilità di raccontare il periodo dell’ottocento alla scelta successiva di raccontare il presente attraverso il passato: così è nato Noi Credevamo (qui la recensione) cercando di studiare e svelare le dinamiche non così lineari della nostra storia che spesso non vengono raccontate nei libri. Da lì il cambiamento e la voglia di provarci con l’aiuto dello scrittore Giancarlo De Cataldo. Nel frattempo viveva a Londra perché metteva in scena la sua prima opera di Verdi e andava a fotografare la Londra degli esuli italiani dell’ottocento. 

Il viaggio è stato lungo e non ci credeva nessuno, le scelte difficili (come quelle di parlare nella lingua dell’ottocento italiano, quella che si legge nelle lettere), ma alla fine il film ha visto la luce, è arrivato nelle sale, inizialmente poche ma poi c’è stato il riscontro. In questo video il regista parla della gestazione e dell’uscita in sala di Noi Credevamo e poi prosegue con il parlare de Il giovane favoloso, della voglia di raccontare Leopardi che gli è venuta durante le riprese di Noi Credevamo, che è strettamente collegato al disincanto dei rivoluzionari dell’800

Giacomo Leopardi e Il Giovane Favoloso

Mentre girava Noi Credevamo, c’era una voce che gli diceva di raccontare Leopardi. Da qui Il giovane favoloso. Leopardi non era un pessimista, aveva un attaccamento alla vita ma non si fa illusioni sulla sua vita e sulla storia. Era una delle menti più capaci della nostra storia. L’idea del film è nata mentre portava in scena a teatro Le operette morali di Giacomo Leopardi:

Termina qui la prima parte della masterclass dedicata al regista Mario Martone. Continua a leggere la seconda parte.

Mario Martone su Facebook

Guarda sulla pagina Facebook di Cinemio la carrellata di video del giorno 5 del BIF&ST 2018 con alcuni estratti della masterclass:

BIF&ST 2018 – le foto dei protagonisti

In questa galleria una carrellata di foto dei protagonisti del festival

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