Il direttore della fotografia Luca Bigazzi vincitore al BIF&ST 2016

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Ospite di questo articolo è il direttore della fotografia Luca Bigazzi, vincitore di ben 7 Nastri D’argento ed invitato al BIF&ST 2016 in quanto vincitore del premio alla fotografia per il film Youth – La giovinezza di Paolo Sorrentino.

Luca Bigazzi

Il direttore della fotografia Luca Bigazzi

Luca Bigazzi: il rapporto con i registi

Luca Bigazzi è stato premiato nuovamente per un film di Sorrentino, con il quale ha collaborato in ben sei film: come cambia e come si approfondisce, se cambia, il rapporto con un regista con cui si ha una familiarità così continua?

Luca Bigazzi: Devo dire che spesso tendo ad avere collaborazioni molto lunghe, con Gianni Amelio, con Silvio Soldini, con il defunto Carlo Mazzacurati e ne dimentico altri ma la cosa bella che si crea con un regista è inevitabilmente un rapporto di amicizia e comunque di conoscenza reciproca molto profonda. Per esempio essendo sei film con Paolo ho passato più di un anno e mezzo con lui fianco a fianco dalla mattina alla sera e quindi ci si conosce così bene al punto tale che alla fine non è più necessario parlarsi, ci capiamo al volo, e questo è molto bello perché il cinema, che alcuni possono pensare sia un lavoro molto piacevole, in realtà è un lavoro faticosissimo, si corre continuamente, si deve sempre sottostare a delle costrizioni, delle leggi, delle regole, insomma è un lavoro estenuante e la velocità è l’elemento determinante. Paolo è velocissimo e io cerco di stargli dietro ma lui è più veloce di me (ride).

Il talento di un direttore della fotografia

La sua fotografia è sempre riconoscibile

Luca Bigazzi: Spero di no! (ride)

Chi ha l’occhio intuisce capisce che dietro quelle immagini c’è Luca Bigazzi ma la cosa straordinaria è che comunque è una fotografia diversa. Il talento di un fotografo del cinema non è quello di creare una bella fotografia ma una fotografia congeniale al film che si sta realizzando.

Luca Bigazzi: Io spero che non si riconosca nel senso che vorrei che ogni film sia diverso dall’altro perché ogni film ha delle esigenze diverse. Se devo pensare a qualcosa che mi contraddistingue o che mi porto dentro è il fatto che mi piacerebbe non far sentire le luci, mi piacerebbe che le luci fossero non artificiose. Ormai sono arrivato all’essenziale non uso quasi più niente, primo perché i mezzi di ripresa digitali sono enormemente superiori a quelli della pellicola. So di deludere molti ma la pellicola è morta definitivamente nessuno deve avere rimpianti per questo perché il digitale è molto più versatile, molto più elastico, dà molte più possibilità ed è anche molto più economico quindi per i giovani, per i quali è così difficile cominciare perché il cinema costa, avere un mezzo di riproduzione della realtà così economico è sicuramente un grande aiuto e in un cinema in grande difficoltà nostro ed in generale, poter pensare che la pellicola non è più l’aspetto determinante del costo è una grande novità.

Inoltre il digitale è contemporaneamente anche molto più elastico, versatile, necessita soprattutto di meno luce. Ogni volta che accendo una lampadina sembra di accendere un proiettore da 10000 watt (ride), ho paura adesso non accendo più niente, spengo tutto, già era buio prima adesso ancora di più è tutto nero (ride).

Gli esordi di Luca Bigazzi

La leggenda vuole che Luca Bigazzi usi poche luci perché all’inizio della sua attività non ha fatto una scuola, ha cominciato in maniera artigianale con un compagno di liceo (Silvio Soldini). In questo video Bigazzi racconta l’inizio della sua carriera ed il primo film, esalta la collettività del fare cinema (il cinema è un’arte meravigliosa perché si fa collettivamente, è destinata al pubblico,i film vanno visti insieme) e fa un elogio al cinema italiano

Come lavora un direttore della fotografia

In questo video Luca Bigazzi spiega come il budget non sia influente sulla qualità del lavoro di un direttore della fotografia (bisogna superare l’egoismo del proprio lavoro ed essere generoso), dice di non essere tentato dalla regia e racconta quanto possa essere utile lavorare sempre con la stessa squadra:

Attori e registi La prima volta che vedono un film completo sul grande schermo restano sorpresi su alcune cose che lavorando nel film non avevano notato: succede anche per i direttori della fotografia? Nel video la risposta di Luca Bigazzi che esprime la sua opinione su quanto l’esperienza possa essere una cosa negativa, di quanto sia utile imparare il lavoro sul campo e non con una scuola e di quanto il digitale aiuta i giovani. Per concludere racconta la sua esperienza con L’accademia del Cinema di Enziteto (BA)

Termina qui il focus sul direttore della fotografia Luca Bigazzi. Appuntamento alla prossima settimana per un nuovo interessante protagonista.

Le foto dei protagonisti

In queste gallerie una carrellata di foto dei protagonisti del festival

 

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