Lezioni di cinema: il regista Abbas Kiarostami – Prima parte

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Iniziamo oggi la penultima delle lezioni di cinema tenute durante l’edizione 2012 del BIF&ST. Oggi potremo leggere ed ascoltare le parole del grande regista iraniano Abbas Kiarostami.

Il regista Abbas Kiarostami

Era davvero numeroso il pubblico che con grande interesse ha seguito la proiezione di Copia Conforme prima, e la lezione del suo regista Abbas Kiarostami dopo. Per questo motivo, prima di iniziare, il regista ha voluto ringraziare pubblicamente il festival ed i suoi organizzatori:

Prima di iniziare vorrei fare i complimenti a voi e a Felice Laudadio per il suo festival perchè è molto raro che alle 9 di mattina ci sia così tanta gente! Il risultato di un festival si vede dai suoi partecipanti.

Il riconoscimento di Godard

Il cinema inizia con Griffith e finisce con Kiarostami“: con questa frase Jean Luc Godard ha sottolineato il valore dell’opera cinematografica del regista iraniano. Ma lui cerca di sminuire. Ecco le sue parole a riguardo ed il suo modo di intendere il cinema

Il film più amato da Kiarostami: ‘Shirin’

Uscito nel 2005, Shirin è un film molto bello dal punto di vista emozionale e teorico e ha come protagoniste più di 100 donne (attrici e non). Siamo dentro una sala cinematografica, l’inquadratura è molto stretta sui volti e sugli sguardi degli spettatori e noi ascoltiamo il film ed osserviamo, ci affezioniamo, pediniamo le reazioni delle spettatrici che passano dal sorriso alla commozione. Shirin è il film che Kiarostami ha amato di più: ecco il motivo direttamente dalle parole del regista:

Sono molto felice di parlare di Shirin. I nostri film sono i nostri figli, alcuni di loro, come i nostri figli, hanno più successo, mentre alcuni potrebbero essere più timidi per cui quando qualcuno li nota per noi registi è molto importante. Dopo Shirin ho realizzato altri due film Copia Conforme ed un altro che ho appena finito di girare in Giappone ma credo che Shirin sia un film eccezionale.

Di solito ogni cineasta dice che il suo ultimo film è quello migliore, questo perchè si diventa sempre più maturi. Io però non avrò più la possibilità di girare un film come Shirin dove è lo spettatore a comunicare un sentimento verso un film.

Che film stanno guardando?

In realtà nessuna di loro vede nulla, non vedono un film. Queste donne sono di fronte ad una macchina da presa fissa e ad un foglio bianco A4 abbiamo chiesto loro di sedersi e per 6 minuti guardare il foglio ricordando un’emozione vissuta nella loro vita, ripercorrerla e riviverla. Alcune di loro continuavano a recitare, non riuscivano a controllare la recitazione però altre erano talmente sprofondate in questa emozione, in questo ricordo, che la loro reazione diventava vissuta e non recitata ed io alla fine ho raccolto 600 minuti di girato.

Poi ho trovato il racconto di un poeta classico persiano che parla di una storia d’amore molto simile a quella di Romeo e Giulietta, ho scritto una storia d’amore dal racconto ed ho effettuato il montaggio mettendo le riprese delle donne in modo che le loro reazioni fossero compatibili con la storia d’amore che stava accadendo.

Non ho chiesto a nessuna di loro a cosa pensassero ma era facilmente intuibile che pensassero ad una storia d’amore amaramente finita, delusa anche se per me non esiste una storia d’amore delusa perchè ogni storia d’amore è come la vita: ha un inizio, una durata ed una fine per cui bisogna considerarla per com’è stata.

La locandina del film

Se guardiamo alle reazioni di questi volti riusciamo a ripercorrere la storia d’amore, vediamo quando inizia, quando è al suo apice, quando entra in crisi, quando finisce, tutto ciò solo dalle espressioni del volto e ci rendiamo conto che queste 117 donne avevano tutte ripercorso una storia d’amore, felicemente iniziata e poi finita.

Il motivo principale per cui amo questo film è che in questo caso io non ho fatto il regista. I registi di solito intervengono sulla natura delle persone e la modificano e da qui nasce il cinema e la storia.

Il regista Abbas Kiarostami

Termina qui la prima parte della lezione di cinema del regista Abbas Kiarostami. Continua a leggere la seconda parte.

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