Rental Family – nelle vite degli altri, in affitto

Rental family, nelle vite degli altri. Ultimo film di Hikari, (pseudonimo di Mitsuyo Miyazaki). Con Brendan FraserTakehiro HiraMari YamamotoAkira Emoto. Il film dura circa 110 minuti e sarà nelle sale italiane a partire dal 19 febbraio 2026.

Rental family, l’importante è che non ti lasci coinvolgere

Phillip Vandarploeug è un attore americano, trasferitosi in Giappone per lavoro. Dopo un certo successo soprattutto nelle pubblicità e nei telefilm però, la sua carriera è un punto morto, quindi accetta un lavoro un po’ strano… In pratica il suo lavoro consiste sempre nel recitare… Ma non su un set o su di un palco, ma nella vita vera di persone vero che lo assumono per interpretare le parti più disparate.
Un futuro marito devoto, un padre che ritorna dopo anni, un giornalista che deve scrivere le memorie di un famoso attore… E Philip entra in scena. Primo molto titubante, poi sempre più convinto dei suoi ruoli, ma la regola dell’agenzia è molto chiara. Mai farsi coinvolgere.
E Philip riuscirà a rimanere indifferente, davanti alla vita vera delle persone a cui lui partecipa solo come comparsa pagata?

Rental Family

Il trailer del film

Rental family, un delicato sguardo su una realtà quotidiana

Rental family è un film delicato, divertente umano.
E’ un film di una leggerezza disarmante, che scorre in gran velocità, che ha una fotografia bellissima, che vi mostra l’alto lato del mondo (il Giappone). Divertente, pieno di talento, pieno di frasi sussurrate direttamente all’orecchio di chi è in grado di sentirle.
E’ uno di quei film a cui ripensi quando esci dal film, sia per la bravura di tutti gli attori che riescono a creare magia sullo schermo, sia per le tematiche che tratta. Perché sotto tutte le richieste, sotto tutte i “servizi” che sulla pellicola si vendono e si comprano, di base c’è una solitudine incredibile. Una solitudine di quella che ti taglia le gambe, che ti fa ritrovare la sera, nel tuo piccolo monolocale a cenare davanti alla finestra, a guardare di nascosto i tuoi vicini del palazzo di fronte, per avere una sorta di contatto umano, per sentirsi meno solo. E Fraser è perfetto nel ruolo. Ti incanta, ti convince, lo vedi che in scena c’è più di un semplice attore che lavora a una parte, c’è un uomo che (secondo me) l’ha vissuta quella sensazione. QUella di essere completamente solo in una città con milioni di abitanti, la sensazione che se domani sparisse nel nulla, nessuno se ne accorgerebbe. E tutto Rental family in fondo si basa su questo. Affittare attori per sopperire a mancanza che si hanno nella vita vera. Come se la finzione potesse in qualche modo sotituire la realtà e portarci la vita ideale che sognamo di avere.

AAA cercasi amico

Perché, forse, se davvero dessimo il copione perfetto della nostra versione della nostra vita, forse la nostra vita sarebbe davvero perfetta. O forse sarebbe solo un’altra fragile bolla di sapone pronta a scoppiare al minimo problema di trama.
Devo dire che Rental family, sebbene posso sembrare leggero, smuove e tocca argomenti molto intimi e profondi. E mi è davvero piaciuto, anzi, come dicevo sopra, è un film che più ci ripensi, più cogli sfumature e tra una risata e l’altra, ti porta a interrogativi e a visioni nuove sia del film, che di riflesso, della vita in generale.
Voi sareste disposti ad affittare degli attori che mettano in scena il copione perfetto della vostra versione ideale di vita? Ma dopotutto, quanti di noi già lo fanno in prima persona? Magari mentendo alla moglie (o mariti) e alle figlie che sono a casa, dicendo che va tutto bene e invece, lontani da casa si ha una doppia vita. Oppure mentendo ai genitori che sono rimasti al paesello, mentre noi, in una grande città facciamo un lavoro così figo, uno di quelli che ci permette di fare la bella vita, e poi ci ritroviamo la sera, sul divano, da soli a guardare una televisione che nemmeno vediamo, senza nessuno che ci chieda come è andata la giornata…
Andate al cinema, Rental family ha delle perle che (forse) cambieranno il vostro punto di vista sulle “cose della vita”.

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