Old man & the gun – Un rapinatore gentiluomo

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esce nelle sale italiane il 20 dicembre 2018 Old man & the gun, un film di David Lowery con Robert Redford (indimenticabile praticamente in ogni sua parte), Casey Affleck (Ocean’s 11, Oceans’s 12)

Old man and the gun

Old man and the gun

Old man & the gun

Scusatemi se prima di parlare del film faccio una divagazione. Perchè Robert Redford lo merita e gli è più che dovuto. Questo, a quanto lui stesso ha dichiarato, sarà l’ultimo film che lo vedrà come attore. A 82 anni è anche capibile che voglia appendere al chiodo copioni e cerone, e quindi questo film sarà il suo addio… E permettetemi di dire che è un addio magistrale.

Dalla prima scena all’ultima lui splende di luce propria, sembra che stia raccontando la sua vita, col sorriso sempre sulle labbra, perché in fondo, proprio come il protagonista di Old man & the gun, ha fatto quello che amava per tutta la vita. Ha dato vita a un mondo di personaggi e questa parte gli permette di dire addio, penso io, proprio come avrebbe voluto lui (anche perché se no non avrebbe accettato il ruolo hihihi).

E dice addio strizzando l’occhio a molti dei personaggi che ha interpretato nella sua carriera (uno su tutti l’uomo che sussurrava ai cavalli). Bene, dopo questa che sembra una sviolinata pazzesca (e in parte lo è perché lui è un attore con la A maiuscola), veniamo al film in se e per se. Dalla regia, fate partire il trailer:

Old man & the gun dura 93 minuti. Sulla carta. Perché in sala, il film non finisce mai. Un ora… Più mezzora… Più tre minuti… Più 23 secondi… Più sette decimi. Non se ne può più. Ma ha un attenuante. Considerato che racconta le gesta di un settantaquattrenne, va alla sua velocità. Peccato che in sala non abbiamo tutti 74 anni, quindi se anche ci svegliamo un attimo e facciamo andare avanti il film con un filo di brio in più, non guasta eh.

Lento, ma di un lento che la scena più veloce è quando inquadrano il film western in bianco e nero che gli attori stanno vedendo. Lì troviamo l’apice della velocità. Cavolo, le basi c’erano tutte. Una storia vera. Tre vecchietti che rapinano banche con classe e stile. E con garbo. Un poliziotto con sani principi che, anche se ne ha le palle piene (si può dire palle piene o suona troppo volgare/offensivo?) del suo lavoro, cerca di farlo sempre al meglio delle sue possibilità. Una vecchia signora misteriosa ma non troppo. ROBERT REDFORD per dio! Un rapinatore (Tucker) che è evaso 16 volte in vita sua. Mi ripeto: ROBERT REDFORD!!

Ma perché il film che ne esce è così lento? rapine inseguimenti evasioni… nulla di ciò perviene, anzi no. Perviene ma ovattata, arriva a piccoli passi deambulatore alla mano. Io capisco non voler fare un film tutto spari e fughe gasando in macchina. Ma nemmeno cercare di addormentare tutto il pubblico in sala.

Ci avete provato, ma forse è meglio se la prossima volta approfondite il western in bianco e nero. Sembrava molto promettente per quel poco che ha visto. Old man & the gun parte proprio come piace a me, ti intriga subito questo anziano signore che con un modo squisito e una gentilezza fuori dal tempo rapina una banca ed esce nulla fosse, col sorriso nascosto in mezzo alle mille rughe. Poi nell’allontanarsi in macchina soccorre una signora che ha la macchina in panne.

E inizia uno dei momenti più belli del film, lo scambio di battute tra i due. Questo doveva essere il film a mio avviso, uno scambio di battute taglienti e geniali! Lì vedi il vero spirito del film, pungente ma onesto. Il resto è contorno. Come è contorno il fatto che il nostro Robert non agiva da solo, ma aveva 2 compari, come è contorno il poliziotto (si ok, bel personaggio, ma appunto di contorno), come è contorno la moglie e i figli del poliziotto (io lo chiamo allunga il brodo).

Secondo me, ed è un giudizio del tutto soggettivo che voi pubblico potete smentire dopo che avrete visto il film, se riuscite ad arrivare fino alla fine, il film merita di essere visto. Per la parte iniziale e per la parte finale. E per Robert. Stingiamo i denti e la tazza di caffè per Robert.

Ultimamente tutti i film che vedo sono così, mi perdono nel mezzo, io spero che non sia il nuovo trend 2019.

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