Doppio amore – perchè?

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Esce il 19 aprile 2018 Doppio amore film drammatico, sentimentale, thriller diretto da François Ozon della durata di ben 110 minuti.

Doppio amore

Doppio amore

Doppio amore

La protagonista è Chloé (Marine Vacht), una ragazza che decide di intraprendere un persorso di “guarigione” presso uno psicologo, Paul (Jérémie Renier). Questo perchè sono ormai anni che dopo inutili visite specialistiche, Chloé continua ad avere un mal di pancia fisso, dovuto forse a un trauma psicologico. Come nei migliori film, anche in Doppio amore i due finiscono per innamorarsi, decidono di vivere insieme. Durante il trasloco Chloé scopre il segreto di Paul: ha un gemello monozigote identico a lui, Louis. Paul non vuole parlare del suo gemello, allora Chloé decide che deve ad ogni costo conoscere. Inizia così la torbida avventura di Chloé divisa tra i due gemelli, il suo passato e il suo futuro.

Doppio amore – il trailer

Trama: la trama del film è molto sottile. Talmente sottile che si spezza per tutto il film. Recitazione: tenere la stessa espressione per tutta la durata del film è il nuove trend del 2018.

Un film che pone una sola domanda. Perché? Perché mai è venuto in mente di girare una cosa del genere? Soggettivamente può piacere o non piacere, ma oggettivamente non ha senso, non ha trama, non ha nulla.

Doppio amore

una scena del film Doppio amore

Vivi con il tuo ragazzo e a lui non piace il tuo gatto? Disfatene. Regalo alla vicina psicopatica che vive sul tuo pianerottolo. Dicono che questo è un film, in realtà è una gara per capire chi, tra tutti i personaggi, è il più psicopatico. I concorrenti in gioco sono la protagonista, che oltre ad avere la stessa espressione per tutto il film, non sa bene se è lei la psicopatica o sono gli altri; il fidanzato-psichiatra-avrà o no un gemello; ovviamente il fratello-gemello anche lui psichiatra, che se esiste o non esiste è un dubbio amletico; con varie comparse come la madre di Sandra, che un esorcismo signora mia è tutta salute; la vicina di casa col gatto impagliato e ho detto tutto. E’ uno di quei film che, mentre sei seduto al cinema, ti chiedi perché sei lì. La tua vita non è già abbastanza difficile e complicata?

La voglia di alzarsi e andarsene è tanta, ma ti trattengono le poltrone strette del cinema e le 4 persone sedute accanto a te che ti impediscono di arrivare all’uscita. D’un tratto capisco il perché di questa sala stretta e scomoda. Una volta seduto non ti puoi più alzare, a meno di fare alzare tutta la tua fila. All’inizio le persone dietro di te che parlano ti infastidiscono, ma verso metà film, iniziate un piacevole scambio di battute sul film e i suoi imprevedibili colpi di scena.

Perché si signore e signori, tutti voi pensavate di vedere un film, ma in realtà è più un porno che un film. Ma suvvia, la scena iniziale, con un bellissimo primo piano interno di un organo genitale femminile, non vi ha fatto venire un dubbio?!

SPOILER: il finale del film fà davvero sorridere. La protagonista, quando era ancora un feto, ha inglobato dentro di se il feto della sorella gemella, questo era l’origine dei suoi mal di pancia. Una massa da quasi un kg che stava nella sua pancia. Ora, con tutta la buona volontà del mondo. Possibile che nessun dottore specialista, con tutte le visite che ha fatto stà poveretta e gli anni in cui ha sofferto, possibile che nessuno si sia mai accorto che aveva una massa del genere in pancia?

Certi film sono fatti per essere visti, e questo non è uno di quelli. Il mio voto su una scala da 1 a 10 è rosmarino.

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