Venerdì 13 febbraio 2026, il Teatro Palatour di Bitritto ha ospitato Elogio dell’ignoranza e dell’errore, la lectio scenica di Gianrico Carofiglio, uno degli autori e narratori contemporanei più apprezzati in Italia. Una serata di parole, pensiero e poesia civile, un’esperienza di riflessione collettiva sulla fragilità umana, il valore della consapevolezza e l’importanza di fare domande difficili in un mondo complesso.
Lo spettacolo, tratto dall’omonimo saggio di Carofiglio pubblicato da Einaudi, si è sviluppato come una narrazione scenica intensa, priva di artifici, in cui l’autore barese ha utilizzato il suo linguaggio di magistrato, scrittore e commentatore sociale per affrontare due parole spesso fraintese: ignoranza ed errore.
Gianrico Carofiglio – Un viaggio controintuitivo nella condizione umana
La performance di Gianrico Carofiglio è stata un viaggio intellettuale e umano attraverso storie, esempi e riferimenti culturali che spaziano dalla filosofia classica alla scienza, dallo sport alla cultura popolare. Carofiglio ha parlato di figure come Machiavelli, Montaigne, Micheal Sandel, ma anche di personaggi come Bruce Lee, Mike Tyson e Roger Federer, per mostrare come ignoranza consapevole ed errore riconosciuto possano diventare strumenti di crescita e scoperta.
La serata ha alternato momenti di grande lucidità concettuale a passaggi più leggeri e persino ironici, toccando corde profonde nella platea. In un’epoca in cui la perfezione è spesso celebrata e l’errore stigmatizzato, Carofiglio ha proposto un’inversione di prospettiva: l’errore non è un fallimento da nascondere, ma un passaggio essenziale per evolvere; e riconoscere di non sapere è segno di curiosità, non di debolezza.
Elogio dell’ignoranza e dell’errore – Parola, presenza e partecipazione
La forma dello spettacolo è quella di una lectio scenica, un monologo civico costruito attorno alla parola parlata, scandita con ritmo e partecipazione. Non c’erano costumi di scena o finzioni drammatiche, ma la voce dell’autore, la sua presenza e il modo in cui ha intrecciato storia, pensiero e aneddoti a volte spiazzanti. Il risultato è stato un dialogo implicito con l’intera platea, resa partecipe da una scrittura che invita alla riflessione più che alla mera esibizione retorica.
Elogio dell’ignoranza e dell’errore è una narrazione sulla condizione umana, sulla nostra tensione a controllare, giudicare e bandire tutto ciò che non è immediatamente chiaro o corretto. Attraverso la sua voce, Carofiglio ha ricordato che l’errore è parte integrante dell’esperienza, e che la capacità di riconoscerlo è un primo passo verso una società più libera dal pregiudizio del “già saputo”.
Una serata al Palatour che ha confermato come il teatro possa essere uno spazio di pensiero collettivo e dignità civile, capace di restituire al pubblico non solo un’esperienza, ma uno sguardo nuovo su se stessi e sul mondo.
