“La meccanica delle ombre” (2017) di Thomas Kruithof. Un noir dai tratti Kafkiani sulle dinamiche del potere

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La meccanica delle ombre è l’opera prima del regista francese Thomas Kruithof, un film di genere noir, che fa capire la complessità dei giochi di potere, in cui si ritrova improvvisamente il protagonista del film, e quanto è facile far accusare una persona del tutto innocente, senza una possibilità di uscirne fuori in maniera pulita.

La meccanica delle ombre

La meccanica delle ombre

La meccanica delle ombre

Mr. Duvall (François Cluzet) è un uomo che per un esaurimento perde il lavoro, ed entra in una spirale di depressione, diventando un alcolizzato. Dopo due anni inizia a vedere un po di luce, frequentando gli Alcolisti Anonimi, dove incontrerà Sara (Alba Rohrwacher) una ragazza misteriosa, che infrangendo le regole del gruppo, si insinuerà nella sua vita. Un giorno Mr. Duvall verrà contattato da una persona che si occupa della sorveglianza nazionale, affidandogli un incarico di massima riservatezza che lo porterà all’interno di un meccanismo a spirale, per il quale cui verrà travolto dagli eventi.

François Cluzet e Alba Rohrwacher in una scena del film La meccanica delle ombre

François Cluzet e Alba Rohrwacher in una scena del film La meccanica delle ombre

Il gioco delle ombre

Il regista Thomas Kruithof ha raccontato che non avendo fatto nessuna scuola di cinema, ma avendo scritto una sceneggiatura molto solida, non ha avuto nessuna difficoltà a trovare la produzione del film che ha sposato subito il suo progetto. Anche se poi per la parte di pre produzione ha impiegato ben 6 anni prima di arrivare alle riprese sul set. Sicuramente ha da subito creato uno stile personale, un gusto per la fotografia, che ritrae spesso il personaggio al’interno di cornici, stanze con delle linee architettoniche molto marcate,  che danno un idea di ordine, che contrasta con il disordine interiore dei protagonisti, che cercano di darsi delle regole senza però riuscire a dare un vero senso agli accadimenti esterni ed anche ai loro sentimenti.

Per il ruolo femminile, inizialmente, il regista l’aveva immaginata con una lunga chioma nera. Ma poi ha iniziato a vedere dei film in cui recitava la Rohrwacher e tramite il suo agente francese l’ha contattata e lei ha accettato di incontrarlo dopo aver letto la sceneggiatura, e subito è scattata una forte alchimia, per cui ha deciso di cambiare il suo personaggio, rendendola una figura eterea, fuori da ogni contesto, vestendola anche con colori molto caldi. Per il protagonista maschile, ha subito pensato a Francois Cluzet, che non ha avuto problemi ad affidarsi al regista.

Kruithof è riuscito a dipingere molto bene tutte le atmosfere di un film noir, genere molto utilizzato in Francia negli anni 70, ma che sta un po sparendo. Le ispirazioni sono molte: da Hitchcock, fino ad arrivare a “La Conversazione” (1974) di Francis Ford Coppola. 

In La meccanica delle ombre gioca molto con il chiaro scuro. La maggior parte del film ci sono volutamente ambienti chiusi ed anche claustrofobici. Ci sono delle idee molto geniali e visivamente molto interessanti, che spiazzano totalmente lo spettatore, incollandolo alla sedia, che si interroga su cosa potrà accadere un attimo dopo. Il personaggio di Sarà rappresenta  la chiave di svolta e la fine di una solitudine.

La meccanica delle ombre è uscito nelle sale giovedì 6 aprile 2017 distribuito da Europctures.

La meccanica delle ombre – il trailer

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