Heart of the Sea (2015) – Le contraddizioni dell’animo umano

12 Flares Twitter 0 Facebook 10 Google+ 2 12 Flares ×

A due anni da Rush arriva in Italia Heart of the Sea, il nuovo film del premio Oscar Ron Howard (Apollo 13, A Beautiful Mind) sulla storia vera che ha ispirato il libro Moby Dick.

Heart of the Sea

Heart of the Sea

Heart of the Sea

Siamo nel 1820, la baleniera Essex, con l’esperto Owen Chase (Chris Hemsworth) a bordo, è pronta a salpare. Ma nessun membro dell’equipaggio sa a cosa andrà incontro. Infatti nell’oceano li aspetta una dura battaglia con una balena bianca, e ci saranno morti, feriti, superstiti e tanto altro.

La balena King Kong

Cominciamo col dire che con Heart of the Sea ci troviamo davanti a un film a tratti molto spettacolare ed emozionante. Ma perché “a tratti”? Perché oltre a mostrare delle belle scene d’azione, il film, un biopic di genere drammatico, ci racconta, appunto, i drammi dell’animo umano, scavando molto a fondo, e soprattutto molto bene nella psicologia dei personaggi. La pellicola ci mostra una balena che non è, al di là di ciò che si possa pensare, il cattivo supremo, lei è semplicemente come King Kong, una forza della natura svegliata dall’uomo. Infatti la pellicola non fa vedere spesso la balena, quello che mostra di più è l’uomo, prepotente, arrogante, cattivo, pronto a tutto per arrivare ai propri interessi. Ma l’uomo nel film non è solo questo, è vero che in molte occasioni fa cose impensabili e che i ricconi che vediamo in Heart of the Sea rappresentano la feccia della società del tempo, ma i membri dell’equipaggio, benché a volte possano sembrare dei personaggi negativi, in realtà possiedono (quasi tutti) valori di lealtà e amicizia molto importanti, e questo si nota in particolare nella seconda parte del film. Quindi, si, in poche parole Heart of the Sea rappresenta le contraddizioni dell’animo umano.

Heart of the Sea

Una scena di Heart of the Sea

Ad Howard si perdona il finale reso in maniera un po’ troppo retorica (come lo era quello di Rush e di molti altri film del regista statunitense), che però risulta davvero intenso e commovente. Gli si perdona anche la voglia eccessiva di censurare le scene cruente, infatti sangue e ferite potevano essere mostrati meglio, con più cattiveria.

Ma il risultato è questo, ed è comunque molto soddisfacente. Da vedere. Rigorosamente al cinema.

VOTO: 7½/10

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

12 Flares Twitter 0 Facebook 10 Google+ 2 12 Flares ×