Fire Squad – Incubo di fuoco. Un’epopea solo per valorosi

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Titolo originale Only the Brave (Soltanto i valorosi), curiosamente intitolato in italiano Fire Squad – Incubo di fuoco a dimostrazione dell’inveterata esterofilia alla quale però non si accompagna un’altrettanto coerente conoscenza delle lingue straniere, il film di Joseph Kosinski che ha al suo attivo Oblivion e la nuova versione di Top Gun, racconta una storia reale, quella cioè della squadra dei Granite Mountain un corpo di vigili del fuoco locale che si occupava dell’area intorno a Prescott, cittadina dell’Arizona situata in un luogo che per la natura climatica è spesso preda di incendi spontanei o dolosi.

Fire squad - Incubo di fuoco

Fire Squad – Incubo di fuoco

Fire Squad – Incubo di fuoco

A differenza dei disaster movies più recenti tutti effetti speciali e 3d, Fire Squad sembra invece riprendere un filone più in voga nel trentennio precedente ovvero l’esaltazione dello spirito di squadra e dell’amicizia virile quasi un nuovo ricorso storico determinato probabilmente dall’attuale presidenza Trump.

Il regista inquadra ad apertura i vari protagonisti della storia concentrandosi prevalentemente sul capo squadra Eric Marsh interpretato magistralmente dal  rude Josh Brolin del quale traccia i suoi punti di forza ma anche quelli di debolezza caratterizzati da un passato di tossicodipendenza. Al protagonista si contrappone sua moglie (Jennifer Connelly) altrettanto forte caratterialmente ma ferita dalla mancata maternità. 

Coprotagonista della vicenda è Brendan Mc Donough interpretato dal giovane attore Miles Teller particolarmente magro ed emaciato per entrare in parte, ex tossico, praticamente una sorta di alter ego del capo squadra, che decide di entrare nella squadra speciale per riscattarsi di fronte alla madre e alla mamma della sua bambina dopo una caduta agli inferi che in certe scene sembrano ricordare un mitico western anni Cinquanta, Un dollaro d’onore con l’italoamericano Dean Martin.

Trattandosi di un film Hollywood style l’intreccio è basato sugli ideali propri dell’essere americano: il fare squadra, il cameratismo talvolta un po’ goliardico e pecoreccio, ma soprattutto la sfida e il riscatto. Josh Brolin, novello John Wayne è, come l’attore simbolo per eccellenza dell’uomo puro e duro, dedito quasi totalmente alla sua missione da compiere fino a sacrificare e quasi compromettere il suo ménage coniugale, ma soprattutto considera l’incendio da domare quasi alla stregua di un nemico da sconfiggere e non a caso, inquadrato in primo piano ad enfatizzare l’epica dell’azione, si rivolge al fuoco parlandogli e gettando un virtuale guanto di sfida.

Due ore di imprese eroiche ai limiti dell’impossibile ma non solo perché Kosinski si sofferma sulla vita privata di molti di questi uomini speciali, tutti giovani e con una gran voglia di spensieratezza e joie de vivre e infatti accanto a scene ricche di pathos si affiancano momenti decisamente più leggeri. Il livello di attenzione si alza nell’ultima mezz’ora nella quale la catarsi raggiunge sicuramente il suo acme. Tra gli interpreti Andie Mc Dowell ancora bellissima e Jeff Bridges nel ruolo di un veterano del corpo dei vigili del fuoco.

Uscito in Italia il 22 agosto Fire Squad – Incubo di fuoco inaugura onorevolmente la nuova stagione cinematografica.

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