Bohemian Rhapsody, l’epica storia di una band immortale

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 0 Flares ×

Bohemian Rhapsody é il titolo del lungometraggio di Bryan Singer dedicato alla storia del gruppo rock britannico, i QUEEN, dalla sua nascita nel 1970 fino al 1985, anno in cui partecipano al concerto di beneficienza, Live Aid.

Bohemian Rhapsody

Bohemian Rhapsody

Bohemian Rhapsody

Il film viene realizzato nel 2018 da Bryan Singer e vede Rami Said Malek (conosciuto soprattutto per il suo ruolo di protagonista nella serie televisiva Mr.Robot) come attore scelto per il ruolo del cantante e leader della band, Freddy Mercury, che lo interpreta in maniera sorprendente ed eccellente. L’uscita nelle sale italiane è prevista per il 29 novembre 2018.

Il titolo del film, Bohemian Rhapsody, corrisponde proprio al titolo di una delle canzoni più epiche e di successo create dal gruppo. Una rapsodia “bohémienne”, ovvero fuori dagli schemi ordinari e convenzionali, che fa riferimento ai poemi epici dell’epoca greca che hanno ispirato numerose opere musicali da cui Mercury prende spunto, proponendo un singolo che faccia pensare all’opera e che possa fondersi con il rock, in maniera del tutto originale ed eclettica.

Ed é proprio sulla nascita di questo brano musicale che viene messo l’accento durante il film (che tuttavia non manca di deliziare le orecchie degli spettatori offrendo molte scene con altre perle musicali del gruppo). In effetti, molto avvincente é la maniera in cui vengono descritte le varie tappe che hanno reso possibile la creazione, la realizzazione, la produzione e la diffusione di un brano a dir poco eccezionale, originale ed audace come Bohemian Rhapsody. La canzone venne pubblicata il 31 ottobre 1975 come primo singolo del quarto album del gruppo, intitolato A Night at the Opera: nel gennaio del 1976, aveva venduto oltre un milione di copie.

Nel 1991, al momento della morte del cantante Freddy Mercury, il singolo ritorna ad essere il primo nella Official Singles Chart per ben 5 settimane. Oltre che essere ritenuto il terzo singolo più venduto nel Regno Unito, il video musicale che l’ha promosso, é considerato come meritevole di aver contribuito un nuovo linguaggio visivo nel mondo della musica.

La storia comincia mostrando come Farrokh Bulsara in arte Freddy Mercury, incontra il gruppo che vedeva già il chitarrista, Brian May ed il batterista Roger Taylor uniti in un gruppo rock, gli Smile, seguiti da tempo da Freddy e al cui concerto, lo stesso assiste (il bassista Joh Deacon completerà la formazione del gruppo nel 1971) . Nel film viene mostrato come Freddy riesce, nonostante le perplessità iniziali di Bryan May e Roger Taylor, a mostrarsi un’alternativa ben più che all’altezza al cantante che aveva deciso di lasciare gli Smile. Poco dopo, la sua proposta di cambiare il nome del gruppo in QUEEN viene accolta senza esitazioni dai suoi compagni di gruppo.

Bohemian Rhapsody prende da lì una ritmica che mai lascia tempo per una distrazione in quanto – le immagini, la musica, la composizione dei brani, l’ironia, le emozioni, l’amore, i concerti con le folle immense dei fans, le dinamiche del gruppo e le conseguenze del successo – scandiscono in maniera estremamente coinvolgente le scene del film senza mai annoiare, ma piuttosto catturando totalmente lo spettatore.

Il tema dell’orientamento sessuale del leader viene affrontato partendo dalla sua storia d’amore con Mary Austen, compagna di Freddy che lo stesso avrebbe anche sposato se non fosse stato per la sua predilezione per il genere maschile. Gradualmente e con molta sobrietà, Bohemian Rhapsody, permette agli autori del film di affrontare anche la tematica degli scoop giornalistici e di come la sessualità, quando fuori dai canoni abituali della cultura dominante, diventi una sfera che distoglie l’attenzione dalla musica e che viene strumentalizzata in maniera estremamente invasiva nei confronti del soggetto preso di mira. In effetti, sono presenti delle scene in cui Freddy Mercury subisce i duri giudizi da parte dell’opinione pubblica, anche a causa del suo stile di vita considerato sregolato e dissoluto.

I pregiudizi sull’omosessualità e sulla sua maniera di trascorrere il tempo libero amplificano il sentimento di solitudine e di marginalità che gli autori riescono molto bene a mettere in scena, mostrando come questa esperienza affliggesse Mercury, creando in lui una particolare predisposizione al consumo di droghe psico-stimolanti che potessero procrastinare ad oltranza la fine delle feste organizzate dallo stesso per evitare il suo sentimento di solitudine e rimandare così la conseguente separazione dagli invitati.

Viene infatti detto da Mercury, nel momento in cui incontra l’uomo (che solo più tardi diventerà il suo compagno che gli starà vicino durante la sua lotta contro l’AIDS, fino alla fine dei suoi giorni), che a lui non piacciono le fini, le transizioni e i tempi morti.

Con altrettanta sobrietà è mostrata la tematica della malattia di Mercury. Il film infatti non finisce con un Mercury devastato dall’AIDS e in fin di vita, bensì con un leader che si batte per ricreare l’unione del gruppo, per tornare a sentirsi come parte di una famiglia che aveva perso a causa di numerose divergenze; di superare dunque gli attriti e gli ostacoli al fine di esibirsi per una giusta causa (la fame in Ethiopia) al concerto di beneficienza Live Aid, nel 1985. Mercury riesce nell’intento e il film permette di ricostruire parte del concerto, creando un’atmosfera in cui lo spettatore si fonde con il pubblico del concerto e con l’entusiasmante e toccante performance del gruppo che sapeva così bene coinvolgere attivamente i fans.

Così facendo, questo film si distingue dai classici film sui gruppi musicali, poiché é in grado di non cascare nella facile tentazione di mettere l’accento soprattutto sugli eccessi dei membri di una rock band, ma di poter veramente rispettare l’essenza che ha portato questi individui a diventare la leggenda che rappresentano oggi: la passione per la musica, la determinazione artistica e il talento.

Bohemian Rhapsody – Il trailer

Bohemian Rhapsody: un’opera sul Memento Mori

La canzone Bohemian Rhapsody inizia con la storia di un uomo che si rivolge alla madre esprimendo il dolore per la sua vita interrotta e spezzata da un evento tragico, in cui lui si é ritrovato a sparare ad un altro uomo. Questa canzone é scritta da Mercury ed in alcune strofe escono dei contenuti sorprendentemente premonitori rispetto alla sua malattia e alla sua precoce morte, soprattutto nella seconda strofa : “Too late, my time has come, Sends shivers down my spine, body’s aching all the time, Goodbye, everybody, I’ve got to go, Gotta leave you all behind and face the truth, Mama, ooh, (Any way the wind blows),I don’t wanna die, I sometimes wish I’d never been born at all“.

Oltre alla malattia, in questa canzone é interessante fare un’associazione con il concetto di Memento Mori, il quale si riferisce alla caducità della vita, che oltre che a influire sulla condizione umana, sembra avere particolarmente influito sulla vita e sulle esperienze dell’artista. In effetti, in altre molte canzoni frequenti sono i riferimenti a questo tempo che scorre troppo in fretta, che finisce per separarci dalle persone care, che ci cede alla morte.

Il bello di questo film é che parla di un artista che, nonostante fosse profondamente afflitto da questa dimensione dell’esistenza, nonostante tutto, sia riuscito a far trionfare l’amore per la musica e il sentimento d’unione che essa è in grado di generare tra le persone e tra i popoli, tra le persone considerate “normali” e quelle definite “diverse” o “strambe”e che grazie alla sua voce, alla sua sensibilità, alla sua combattività, al suo carisma e ai QUEEN, sia riuscito a rimanere immortale nei nostri cuori ed un vero “CHAMPION”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 0 Flares ×