Film italiani al cinema: Scialla! (Stai sereno)

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Esce oggi al cinema Scialla! (Stai sereno), opera prima del noto sceneggiatore Francesco Bruni. Nel cast Fabrizio Bentivoglio, Barbora Bobulova, Vinicio Marchioni e l’esordiente Filippo Scicchitano.

Bruno (Fabrizio Bentivoglio) è un ex insegnante e scrittore mancato, ridottosi a scrivere come ghost-writer le biografie di personaggi famosi, l’ultima quella di Tina (Barbora Bobulova), una famosa pornostar polacca. Luca (Filippo Scicchitano) è un quindicenne svogliato con la voglia di far soldi facili anche illegalmente.

Le loro vite si incontrano quando la mamma di Luca deve partire per un lavoro di sei mesi in Africa e svela a Bruno che Luca è suo figlio, chiedendogli di prendersi cura di lui quando lei è via.

Conflitti generazionali senza luoghi comuni

di Antonella Molinaro

Si può ridere e parlare ai giovani e di giovani senza necessariamente scadere nel volgare o nei soliti luoghi comuni? Dopo aver visto Scialla! (Stai sereno) possiamo senza dubbio rispondere di si.

Opera prima dello sceneggiatore Francesco Bruni (noto per aver scritto molte pellicole di Virzì, Calopresti e più recentemente Ficarra e Picone), Scialla! È una commedia divertente ma assolutamente non banale che vuole indagare senza filtri e senza preconcetti sulla generazione degli odierni adolescenti.

Senza scadere nel manierismo o nella predica a buon mercato Bruni ci mostra questa immagine di un padre e di un figlio che non si cercano ma finiscono per supportarsi e completarsi a vicenda: Bruno e Luca sono infatti due figli della nostra società.

Il primo ha vissuto gli anni della contestazione, è stato un fervido insegnante e bravo scrittore ma, deluso dalla vita, si è chiuso in sè stesso riducendosi a sopravvivere piuttosto che vivere intensamente. Luca è invece un adolescente con tutta la vita davanti, l’aria da bullo ma intimamente la voglia di essere compreso e accompagnato nella crescita. Per un caso fortuito si scoprono padre e figlio e questo aiuterà entrambi a riscoprire il senso della vita che avevano smarrito.

Nonostante i tanti messaggi che il film vuole trasmettere (come ad esempio l”importanza del giusto ruolo dei genitori, della scuola e della società nella crescita degli adulti di domani) il film non è per niente mieloso, anzi ha quella leggerezza mista ad umorismo grazie alle quali riesce a raggiungere un pubblico di ogni età facendo nello stesso tempo sorridere e riflettere.

Fabrizio Bentivoglio e Barbora Bobulova

Tutti molto bravi i protagonisti, a partire dal giovanissimo Filippo Scicchitano che, nonostante la sua inesperienza, mostra capacità attoriali e tempi comici eccezionali, insoliti in un attore così giovane. Indimenticabile poi Fabrizio Bentivoglio nella parte del nerd asociale e un po’ orso che in molti fotogrammi ricorda famose interpretazioni di un Moretti di qualche anno fa.

Infine da segnalare Barbora Bobulova e Vinicio Marchioni, entrambi a loro agio in parti distanti dalle solite, la prima in quella di una pornostar (con tanto di accenno ad un suo lavoro), il secondo in quello del duro gangster poeta che si scioglie di fronte al suo vecchio professore.

Buona partenza quindi per il neo regista Francesco Bruni, ennesima dimostrazione che la commedia italiana di qualità si può e si deve fare.

Film coraggioso e intelligente

di Francesca Barile

Un uomo di mezz’età più sessanta che cinquanta e un classico adolescente di oggi iniziano la loro giornata. Inizia così il film Scialla!, del regista esordiente Francesco Bruni, presentato in anteprima a Venezia nel settembre 2011.

Film sul conflitto generazionale, bildungsroman o storia di formazione sui tormenti e le problematiche di un ragazzo del Duemila, curioso trattato sul gergo dei giovani (Scialla significa tranquillo, stai sereno), il film si basa sul confronto tra due diversi soggetti.

Da una parte c’è Bruno Beltrame (un Fabrizio Bentivoglio in gran forma): anticonformista ma anche vittima del tedio esistenziale, Bruno era un insegnante che ha buttato alle ortiche i suoi talenti per dedicarsi a fare il ghost writer. Scrive biografie per personaggi famosi incapace di vergare da soli le loro memorie e attualmente è alle prese con le memorie di una ex pornostar ora con pretese da gran dama.

Dall’altra c’è Luca Colombo, quindici anni sfrontati, faccia tosta ma dietro l’atteggiamento da duro un cuore sincero. I loro destini si incrociano e tutti e due impareranno il mestiere di vivere reciprocamente.

Bruno si è autocondannato all’inazione, scrive pigramente e altrettanto pigramente tiene ripetizioni a discepoli senza voglia di imparare. Luca frequenta il ginnasio ma sogna di fare il boss e in un giro poco pulito ci finisce davvero con gli amici del cuore per poi uscirne curiosamente proprio grazie a Bruno, buffo, svogliato e padre ritrovato del ragazzo.

Il regista dirige un film leggero che con toni da commedia osserva, fa capire senza puntare mai l’indice contro nessuno. L’insegnante d’italiano severa e fredda esprime il suo disappunto verso la relazione genitori-figli svuotata da quei contenuti e da quella autorevolezza che serve a far crescere. Luca è il classico ragazzo difficile che ascolta la musica con le cuffie in classe, è sempre nei corridori e tuttavia è sveglio, capace anche di studiare, ma è vittima della società di oggi che pensa più all’apparenza e al denaro facile.

Il giovane Filippo Scicchitano

Beltrame potrebbe essere il simbolo dell’inutilità della cultura eppure curiosamente anche lui, apparentemente dimesso e insicuro ha gettato un seme: il boss con cui Luca incoccia è un ex alunno di Bruno e pur lavorando nel crimine ha mantenuto il gusto per la lettura e il buon cinema.

Può sembrare una buffa contraddizione, ma fa pensare su quanto sia importante il ruolo del genitore e anche della scuola nella formazione dei ragazzi. L’adolescente ha sempre bisogno di una figura di riferimento: Luca, cresciuto senza una figura paterna  di riferimento si era inventato un padre criminale e tentava di ricalcarne le mosse.

Il vero padre, pur scalcagnato e bisognoso di sicurezza e coscienza di sé, come testimonia anche il suo timido accento padovano, gli fa’ trovare la spinta giusta per rimettersi in carreggiata. Finale aperto. Film coraggioso e intelligente, da vedere anche  in compagnia di figli quindicenni o di liceali svogliati.

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